Sono molto triste perché

Giulia

Buongiorno, ho 19 anni e frequento un ragazzo da circa un annetto. Gli voglio tantissimo bene ed è lo stesso per lui, ma non riesco a farci sesso, in realtà, a parte il primo mese di conoscenza, questo problema l'ho avuto agli albori della nostra frequentazione. Devo aggiungere però che prima di incontrarlo ho avuto molti incontri e scopo puramente sessuale e nel 99% di questi assumevo massiccie quantità di marijuana e cocaina, quindi ora che ho smesso (a volte fumo un po' da sola, ma drasticamente meno) non concepisco non concepisco il sesso da sobri e soprattutto non provo eccitazione se la situazione non è promiscua, e al limiti della decenza e del pudore, dell'umiliazione e soprattutto del degrado. Ho una sensazione di repulsione e rifiuto verso il "sesso standard". Inoltre ho subito molestie fin dalla primissima infanzia, e questa cosa è continuata (specialmente da parte di sconosciuti o maniaci casuali) fino a quando non ho incontrato appunto, il mio ragazzo con cui sto attualmente. Però talvolta ero io stessa che permettevo a questi porci di molestarmi, perché mi piaceva. Elenco tutti questi fattori perché penso possano essere delle concause della condizione in cui sono ora. Prima ancora di spammarvi e propormi un percorso, ditemi solo, schiettamente, c'è margine di miglioramento o sono senza speranza?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Alberto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa scelta possa essere importante per lei ed impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL