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DEFINIZIONE

Il concetto di codipendenza è stato studiato inizialmente nell'ambito delle tossicodipendenze e dell'alcolismo.

Si era notato che molti partner degli alcolisti come dei tossicodipendenti tendevano a ripetere copioni passati, nel senso che vi era la presenza in famiglia di un genitore con la stessa dipendenza del partner. In secondo luogo, tendevano a mettere al centro della propria vita l'altro e la sua salvezza.

Ma la codipendenza si ritrova anche in molte altre situazioni.

Per codipendenza si intende una condizione psicologica o una relazione in cui una persona è controllata o manipolata da un'altra, affetta da una condizione patologica: il codipendente dipende dal bisogno pervasivo e profondo di essere controllato o di controllare un'altra persona.

Possiamo affermare che, in generale, la codipendenza consiste in una serie di comportamenti, di pensieri e di sentimenti che vanno oltre il normale livello di accudimento e di sacrificio per l'altro.

Si può riscontrare in ogni tipo di relazione: familiare, lavorativa, amicale, di coppia e genitoriale.

SCHEMI DEL CODIPENDENTE

Presento di seguito un elenco degli schemi e delle caratteristiche fondamentali del codipendente: questi schemi sono provocati da meccanismi di difesa, naturalmente inconsci, che hanno lo scopo di evitare sentimenti minacciosi e di mantenere una falsa autostima.

Per quanto riguarda gli SCHEMI DI NEGAZIONE, troviamo:

- difficoltà ad individuare quello che si sente, minimizzazione, alterazione o negazione di come ci si sente veramente;

- mascherare il proprio dolore in vari modi, occultandolo con la rabbia, l'umorismo, l'isolamento;

- non si riconosce l'indisponibilità delle persone dalle quali ci si sente attratte.

Per quanto concerne gli SCHEMI DI ACCONDISCENDENZA, riconosciamo:

- la disposizione a sacrificare i propri valori e la propria integrità, pur di evitare il dissenso e il rifiuto da parte degli altri;

- le opinioni e i sentimenti altrui contano più dei propri, si teme che esprimendo i propri si rischia di perdere l'altro;

- le situazioni dannose vengono mantenute e si prendono decisioni in modo impulsivo, senza prendere in considerazione le conseguenze;

- si accettano le attenzioni sessuali e il sesso, in quanto scambiate per dimostrazioni di affetto, del quale si ha profondamente bisogno;

- il cambiamento è fortemente temuto.

Per quanto riguarda gli SCHEMI DI BASSA AUTOSTIMA, vi sono:

- tutto ciò che si pensa, si dice o si attua è giudicato in modo negativo;

- avendo una percezione di sè come di persona inferiore, non meritevole quindi di attenzioni, non ci si può permettere di chiedere agli altri di soddisfare i propri desideri;

- si ricerca costantemente il riconoscimento dagli altri, dando loro una buona impressione;

- ci si sente imbarazzate a ricevere lodi, riconoscimenti o regali;

- si ha difficoltà ad iniziare le cose, a soddisfare le scadenze e a completare i progetti;

- si ha difficoltà a definire delle sane priorità.

per quanto concerne gli SCHEMI DI CONTROLLO, abbiamo:

- si offre liberamente consiglio o direzione agli altri, senza che venga richiesto;

- si elargiscono favori e regali a coloro ai quali si tiene;

- si utilizza il sesso per guadagnare approvazione ed accettazione;

- si hanno schemi di pensiero ossessivi e compulsavi che non permettono la concentrazione sulle attività quotidiane;

- si sente come necessario il fatto che l'altro, spesso il partner, senta il bisogno di loro;

Per quanto riguarda gli SCHEMI DI EVITAMENTO, vi sono:

- si evita l'intimità emotiva, fisica o sessuale per mantenere la distanza;

- viene usata una comunicazione evasiva e indiretta per evitare il confronto o il conflitto;

 

IL COMPORTAMENTO DEL CODIPENDENTE

Il codipendente, mancando di considerazione dei propri bisogni, o comunque, non concedendo loro che una bassissima importanza, si preoccupa in modo assolutamente eccessivo dei bisogni altrui.

Le persone affette da disturbo narcisistico della personalità o con tratti marcatamente narcisistici, rappresentano delle potenti calamite per le persone codipendenti.

Spesso queste ultime assumono il ruolo di MARTIRE, e collocando costantemente i bisogni altrui prima dei propri, dimenticano di prendersi cura di se stesse. Questo, comunque, conferisce alle persone codipendenti la soddisfazione del sottostante bisogno pervasivo di essere NECESSARIE, placando il profondo timore di essere sole e l'intensa paura che nessuno abbia bisogno di loro.

Le persone codipendenti sono inoltre costantemente alla ricerca di accettazione ed approvazione.

Questo bisogno è talmente radicato e profondo che, se accade che rivendicano qualcosa per se stesse, si sentono in colpa.

GLI EFFETTI DI UNA CODIPENDENZA NON CURATA

Gli schemi non risolti della codipendenza possono condurre a problemi molto seri, come alcolismo, dipendenza da sostanze stupefacenti, disturbi dell'alimentazione, dipendenza dal sesso, e altri comportamenti autodistruttivi.

Inoltre, le persone che hanno sviluppato una personalità codipendente hanno più probabilità di attrarre nella loro vita ulteriori abusi da parte di persone aggressive, di restare invischiate in lavori o relazioni altamente stressanti; sono più inclini a non cercare un aiuto medico quando vi sia bisogno, e meno orientate verso il perseguimento di obiettivi importanti.

Per alcuni codipendenti, l'insicurezza sociale, causata dalla stessa codipendenza potrebbe sfociare in un vero e proprio disturbo di ansia, come una fobia sociale, o un disturbo di ansia generalizzata, oppure anche un disturbo evitante di personalità, o una grave sindrome depressiva, o in una patologica e dolorosa timidezza.

Sovente, alla dipendenza affettiva e alla codipendenza si associano anche nuclei marcati di personalità ossessiva e istrionica, oltre che quelli dipendenti e masochistici, che generalmente ne costituiscono l'asse portante.

PRESENTAZIONE DI UN CASO CLINICO

Una donna giovane, di 25 anni, chiede il mio aiuto per problematiche affettive.

Al primo nostro incontro, si dimostra subito disperata per la fine di un amore, che definisce grandissimo. Lui l'ha lasciata dopo due anni e lei non riesce a farsene una ragione: sta malissimo, non ha più voglia di vivere, non ha più ragioni per andare avanti.

Dal suo racconto, capisco che si tratta di una codipendente.

Dice di non capire il motivo per il quale è stata lasciata: tutto andava bene, lei si dedicava completamente a lui, ad esaudire ogni suo desiderio, e lui sembrava felice insieme a lei.

Mentre racconta, mi confessa che teme di essere stata molto gelosa e possessiva. Ma, dice, era terrorizzata al pensiero che la tradisse, che potesse innamorarsi di un'altra donna e questo la portava a controllarlo in maniera ossessiva.

Ma, tranne il riconoscimento di questo comportamento eccessivo, trovo una totale incapacità a mettersi in discussione, a tentare di capire e prendersi la propria responsabilità.

Continua solo a disperarsi, ad affondare sempre più nello sconforto, a porsi e a porre a me sempre la stessa domanda: 'perché mi ha lasciato?'.

Cominciamo un percorso di conoscenza, una conoscenza di se stessa, che fino ad ora non aveva mai intrapreso. L'altro era diventato se stessa e lei non esisteva più.

Nel tempo, attraverso i racconti dell'infanzia prendo atto che lei non era mai esistita. Si portava dentro sè un terribile vuoto affettivo e chiunque lo poteva riempire; era talmente doloroso sentirlo, che da sempre lo riempiva di altro, di persone che forse, anzi quasi certamente, neppure amava veramente.

Uno dei più grandi rischi, dettati da una coazione a ripetere, tipica della codipendenza, è quello di cercare incessantemente uomini con i quali sviluppare una relazione, senza aver prima conosciuto noi stesse e i nostri reali desideri. La ricerca è mossa solo dal bisogno, da un bisogno fortissimo di trovare un altro.

Questo ci porta a rincorrere l'altro nella ricerca di ciò che manca dentro noi stesse.

Ma, come diceva Robin Norwood: 'NESSUNO PUO' AMARCI ABBASTANZA DA RENDERCI FELICI SE NON AMIAMO DAVVERO NOI STESSI, PERCHE' QUANDO NEL NOSTRO VUOTO ANDIAMO CERCANDO L'AMORE, POSSIAMO SOLO TROVARE ALTRO VUOTO'.

 

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