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Con il termine inglese' love addiction' si intende la dipendenza affettiva. Questo tipo di dipendenza non è ancora stata diagnosticata come patologia nei diversi manuali diagnostici. E' stato Gidden che, per primo, ha considerato la dipendenza affettiva come un disturbo autonomo e ne ha riconosciuto le seguenti caratteristiche: - 

- l'ebbrezza: è la sensazione che prova il dipendente affettivo nel relazionarsi con l'altro e la sensazione si può paragonare a quella del tossicodipendente, nel momento in cui sta per prendere la sua dose di sostanza. 
- la dose: rappresenta quello che il dipendente affettivo trova nell'altro e come per il tossicodipendente, anche qui, cercherà sempre dosi maggiori, intese come presenza e tempo per stare con l'altro;
- la paura: una sensazione che precede sempre ogni forma di dipendenza. Si tratta di una paura devastante, che possiamo riassumere nella massima del poeta latino Ovidio: 'non posso stare né con te, né senza di te'. Con te, a causa del dolore che si prova nel subire umiliazioni, offese e maltrattamenti; senza di te, perché l'angoscia che provoca il solo pensiero di perdere l'altro è assolutamente insopportabile. 

Per quanto riguarda gli stili di attaccamento in età adulta, prendiamo in considerazione i quattro maggiormente conosciuti: L'attaccamento sicuro - l'amore sicuro: la persona sicura di se stessa ha la capacità di riconoscere le persone alle quali legarsi sentimentalmente. Queste ultime saranno persone altrettanto sicure. Insieme, saranno consapevoli dei periodi di alti e di bassi che fanno parte di una relazione e avranno la capacità di affrontarli insieme. Queste saranno storie solide e durature. 
L'attaccamento ansioso ambivalente - l'amore ossessivo: sono persone molto passionali e questo le porta ad essere convinte sempre di aver trovato la persona giusta per loro. In realtà, scelgono inconsciamente persone che presentano quei tratti che loro odiano. Restano sempre nella fase dell'innamoramento e la separazione per questo è altamente ansiogena. Tutto per loro è vissuto in maniera estrema. Queste relazioni presentano un alto grado di rischio, soprattutto quando si tratta di persone che hanno modelli negativi del sé, per i quali non ci si sente degne di amare. Questo le porterà ad essere fortemente ed ingiustamente gelose, saranno ossessive, possessive, fino ad arrivare a condurre gesti estremi, quali i delitti passionali. 

L'attaccamento evitante/distanziante - l'amore freddo/distaccato: sono persone che soffrono profondamente. Non hanno avuto nell'infanzia una base sicura alla quale fare riferimento e questo comporta il fatto di non avere in età adulta alcun tipo di sicurezza affettiva. Il loro modello interiore della madre, è di una madre cattiva che non elargisce nessuna cura o protezione. Hanno la sensazione di poter contare solo sulle proprie forze. Non hanno fiducia negli altri e soprattutto, per paura di essere rifiutate, sopprimono la loro emozionalità. 
L'attaccamento disorganizzato - l'amore patologico: si tratta di stili di attaccamento che rimandano a storie di maltrattamento o abuso infantili, da parte della figura allevante. Di conseguenza, in età adulta, avranno dei modelli interiori dell'interpretazione della realtà, sempre inquinati, oscurati da una confusione e da una mancanza di controllo. Non hanno assolutamente la capacità di scegliere partners affidabili, e quindi presentano il rischio di farsi coinvolgere in relazioni distruttive, con persone violente ed aggressive. Questa descrizione dei vari stili di attaccamento, mette in luce l'importanza fondamentale affermata da Freud che riveste l'infanzia e i suoi vissuti, nella successiva formazione del proprio sé e della sua organizzazione. 
Se, nella nostra infanzia, abbiamo vissuto esperienze negative, che non hanno portato alla strutturazione di un sé sicuro, e non intraprendiamo un percorso di conoscenza di sé per andarci a vedere, naturalmente non senza dolore, il nostro passato, da adulti, cercheremo incessantemente ed inesorabilmente situazioni e persone che ripropongono le nostre antiche relazioni, in quanto sono le sole che conosciamo. 

I sintomi e le cause della dipendenza affettiva possono essere:
- la paura di perdere l'amore;
- la paura dell'abbandono; 
- la paura di mostrarsi per quello che si è;
- il senso di colpa;
- il senso di inferiorità nei confronti del partner;
- il coinvolgimento totale ed una vita sociale limitata. 

Nella nostra società, si tratta soprattutto di donne, spesso anche di successo, in carriera, ricche ed anche belle; nel guardarle, apparentemente, diresti che sono donne con una vita piena ed appagante. Ma, sotto il vestito della superdonna, si nasconde la bambina richiedente che, anche se autonoma sul lavoro, non è in grado di difendere le proprie idee, accompagnate da un senso di insicurezza, così profondo, da chiedere continue rassicurazione, ma mai appaganti del tutto. 

Si tratta di donne, perché la componente affettiva appartiene maggiormente al mondo femminile che a quello maschile, soprattutto per ragioni culturali. Infatti, sin da piccole, le donne sono invitate ad assumere una serie di comportamenti, in sintonia con l'affettività, la comprensione dell'altro, l'essere materne, il sacrificio. Insomma, viene loro inviato un messaggio di invito alla dedizione, perché altrimenti non sarebbero mai delle brave donne, delle brave mogli e delle brave madri. Si tratta di donne che hanno chiaramente una bassa autostima di sé e che, per questo, si sentono loro le colpevoli, le poco meritevoli e quindi le destinate a non essere ricambiate dell'immenso amore che provano e dimostrano continuamente, annullando se stesse. 

Riprendendo le parole scritte da Robin Norwood, possiamo renderci conto che un aspetto molto grave è che queste donne possono presentare un nucleo in parte psicotico: 'Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza o li consideriamo conseguenza di un'infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapeuta, stiamo amando troppo'. 
Quando non ci piace il suo carattere, il suo modo di pensare, il suo comportamento, ma ci adattiamo, pensando che mostrandoci attraenti ed affettuose lui ricambierà per amore nostro, stiamo amando male. 

Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando male?. 'ho bisogno che tu abbia bisogno di me' è un bisogno di sopravvivenza che spinge la donna ad illudersi di cambiare l'altro. 
La donna insegue un uomo inevitabilmente sfuggente, sempre impegnato in qualcosa di più importante di lei, che la maltratta e non teme di perderla. Tanto più lui usa questa forma di sadismo e trascuratezza, tanto più lei lo insegue, proseguendo un cammino di masochismo. 

La ricerca inesausta delle conferme dell'altro proviene dall'incapacità di darsele da sé: l'altro diventa lo specchio ed il nutrimento dal quale si finisce col dipendere, anche se si tratta di qualcuno che non ci ama e non ci merita. Il dipendente affettivo dedica tutto se stesso all'altro, perché vede nell'amore la risoluzione a tutti i suoi problemi, che, come detto, spesso hanno origini antiche, infantili, di 'vuoti affettivi'. 
​Il partner diventa "un salvatore", quindi lo scopo della propria esistenza, a tal punto da non riuscire a farne più a meno.

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