Come si può superare di lasciarsi senza “avvisi”?

Serena

Buonasera, stavo insieme a questo ragazzo da un anno esatto, poiché avevamo appena festeggiato l’anniversario. Premetto che lui ha 36 anni lavora in ospedale a turni e da poco a iniziato la scuola per concludere il diploma serale. Io purtroppo non stavo passando un momento bellissimo e con lui mi confidava di tutto quello che mi passava per la testa, pensieri negativi, giornate no, ma lui in tutto questo non centrava, erano problemi al di fuori della coppia. La sera dell’anniversario, torniamo a casa io scoppio in lacrime perché mi sentivo sola, capisco che lui avendo scuola e vari impegni sia molto più impegnato, però mi ha sempre dato attenzioni, magari avevo bisogno di quella carezza in più. Anche lui scoppia in lacrime, dicendo che non riusciva più a gestire il tutto, abbiamo parlato si è sfogato, abbiamo avuto una giornata/due, di distacco e poi lui parlando con la sua psicologa, ha tirato le somme dicendo di non essere innamorato di me.

6 risposte degli esperti per questa domanda

Grazie Serena per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. Quello che racconti è doloroso, ma purtroppo molto comune: spesso le persone finiscono una relazione senza “avvisi” chiari, e questo lascia un senso di confusione e incompiutezza. Provo a spiegarti alcuni punti chiave e a offrirti qualche strategia per affrontare questo tipo di situazione.

Il distacco “improvviso” ha sempre radici. Anche se sembra che la decisione sia arrivata all’improvviso, spesso ci sono segnali che la persona stava elaborando dentro di sé, anche se non li ha espressi. Nel tuo caso, lui era sotto stress: lavoro a turni, scuola serale, gestione delle emozioni e dei propri limiti. Probabilmente ha fatto un bilancio interno e, con l’aiuto della psicologa, ha realizzato che non era più innamorato. Questo non rende la tua esperienza meno valida o meno importante: non si tratta di colpa tua.

Le emozioni che senti sono normali. Confusione, dolore, senso di abbandono, rabbia o colpa sono reazioni normali quando la fine arriva “all’improvviso” dal punto di vista emotivo. Anche se razionalmente puoi capire le motivazioni, il cuore ci mette più tempo a elaborare la perdita. Non è un rifiuto totale della tua persona. Il fatto che lui non sia più innamorato non significa che tu non sia una persona meritevole di amore. La compatibilità emotiva e affettiva è complessa, e può dipendere da fattori esterni (stress, impegni, limiti personali) oltre che dai sentimenti. Accogli le emozioni senza giudicarle: piangere, sfogarsi con un’amica, scrivere i propri pensieri aiuta a elaborare il dolore. Mettere distanza emotiva e fisica: ridurre contatti e social può aiutare a non restare intrappolata nella speranza di cambiamenti. Ristrutturare i pensieri: invece di pensare “non mi ha avvisato, quindi non mi amava”, provare a dire “ha preso una decisione difficile per sé, non per sminuire me”. Coltivare sé stessa: dedicare tempo ai propri interessi, ai propri progetti, alla socialità, alla cura del corpo e della mente. Questo rafforza l’autostima e riduce la dipendenza emotiva dal partner. Dare tempo al lutto: anche le relazioni brevi o “un anno” meritano il loro tempo di elaborazione. Non cercare di accelerare la guarigione. Considerare un supporto esterno.
A volte parlare con un terapeuta, anche solo per alcune sedute, aiuta a comprendere meglio la dinamica della relazione, a gestire la rabbia o la tristezza e a prevenire schemi simili in futuro. Potrebbe essere utile un piccolo piano concreto di recupero emotivo post-rottura, passo passo, pensato per ridurre il senso di confusione e tornare a sentirti centrata su di te stessa. Resto a disposizione. 

Dott.ssa Chiara Todaro

Dott.ssa Chiara Todaro

Lecco

La Dott.ssa Chiara Todaro offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Serena, da quello che racconti si sente tanto dolore, ma anche tanta sincerità. Tu non stavi bene, eri fragile, e con lui ti sentivi abbastanza al sicuro da mostrare quella fragilità. Questo non è un errore, è una forma di fiducia e di amore. Quando stiamo male è normale cercare conforto nella persona che sentiamo più vicina. La sera dell’anniversario non è esploso tutto “per caso”. Probabilmente tu stavi tenendo dentro da tempo quel senso di solitudine, quel bisogno di una carezza in più, di sentirti scelta e contenuta. E quando sei scoppiata a piangere non stavi accusando lui: stavi solo dicendo “ho bisogno di te”.
Il problema è che lui, in quel momento della sua vita, forse non riusciva più a esserci come avrebbe voluto. E quando anche lui è scoppiato in lacrime, lì si è visto il suo limite, non il tuo. A volte due persone si vogliono bene, ma sono in fasi diverse. Tu avevi bisogno di appoggio emotivo, lui era già molto carico e probabilmente si sentiva svuotato. Non perché tu gli chiedessi troppo, ma perché lui non aveva più spazio dentro di sé. Questo può far sentire una persona inadeguata, soffocata, anche se dall’altra parte c’è amore.

Quando poi ha detto di non essere innamorato, capisco quanto sia stato devastante. Però ti dico una cosa con molta delicatezza: spesso quella frase non racconta tutta la verità. A volte è una frase “difensiva”, una chiusura netta per proteggersi, per non sentirsi in colpa, per non restare in una relazione che sente di non riuscire più a reggere. Non cancella quello che c’è stato, né quello che tu hai significato per lui.

Quello che mi colpisce è che tu non stai parlando con rabbia, ma con tristezza. E questo dice tanto di te.
Ora però è importante una cosa: non trasformare questa storia nella prova che sei “troppo”, che amare come ami tu sia sbagliato. Il tuo bisogno di vicinanza è legittimo. Forse semplicemente non era la persona giusta per reggerlo in questo momento. Adesso prenditi sul serio tu. Il dolore che stavi vivendo prima è ancora lì, e questa rottura lo ha amplificato. Non devi affrontarlo da sola. Cerca qualcuno che possa sostenerti senza farti sentire un peso: un professionista, una persona fidata, uno spazio tutto tuo.

Non sei debole perché hai pianto. Non sei sbagliata perché avevi bisogno. Sei una persona che sta soffrendo e che merita ascolto, prima di tutto da se stessa.

Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Serena,

grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto racconta emerge un periodo di forte carico emotivo e una difficoltà nella gestione dei bisogni affettivi all'interno della relazione, in un momento  di vita complesso per entrambi.

Se lo desidera, possiamo valutare insieme l'avvio di un percorso di supporto psicologico, che le permetta di dare spazio a ciò che sta vivendo e di comprendere meglio i suoi bisogni emotivi e relazionali.
Un cordiale saluto

Dott.ssa Vittoria Arena

Dott.ssa Vittoria Arena

Dott.ssa Vittoria Arena

Bergamo

La Dott.ssa Vittoria Arena offre supporto psicologico anche online

Da quello che racconti emerge una situazione emotivamente molto intensa, in cui due fragilità si sono incontrate nello stesso momento. Tu stavi attraversando un periodo di sofferenza e con lui avevi trovato uno spazio di ascolto e di contenimento: poter portare i tuoi pensieri negativi, sentirti accolta, era diventato per te qualcosa di molto importante. In questo senso, il tuo pianto la sera dell’anniversario sembra meno legato a una “mancanza concreta” e più al sentimento profondo di solitudine e al bisogno di una vicinanza emotiva ancora più forte.
Dall’altra parte, anche lui appare arrivato a un limite. Non perché tu abbia “sbagliato”, ma perché probabilmente si è trovato a vivere un ruolo emotivo molto impegnativo, mentre la sua vita era già carica di richieste (lavoro, scuola, percorso terapeutico). Il suo pianto parla di una fatica che forse non riusciva più a nominare prima, e che ha trovato parola solo quando l’emozione è diventata troppo intensa.
La conclusione a cui arriva — “non sono innamorato” — può essere letta non solo come una verità assoluta sul sentimento, ma anche come un tentativo di dare ordine e protezione a un sovraccarico emotivo. A volte, quando una relazione diventa il luogo principale dove si depositano dolore, bisogno e paura di perdersi, l’altro può sentire inconsciamente di non riuscire più a respirare dentro quel legame.
Questo non cancella ciò che c’è stato tra voi, né il valore della relazione. Parla piuttosto di un incontro tra due bisogni diversi in un momento di vulnerabilità, e di un equilibrio che, per lui, non era più sostenibile.

Buonasera Serena,

da ciò che racconta emerge un momento di forte fatica emotiva per entrambi. Il suo bisogno di maggiore vicinanza e rassicurazione è comprensibile e legittimo, soprattutto in una fase personale delicata. Allo stesso tempo, il suo partner sembra aver raggiunto un limite nella gestione delle proprie risorse, arrivando a una decisione probabilmente legata più al suo stato interno che a una mancanza di sentimento.

Quando una relazione si interrompe in modo improvviso, è naturale sentirsi smarriti e pieni di domande. In questi casi, un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro per dare senso a ciò che è accaduto, rimettere al centro i propri bisogni emotivi e prendersi cura delle ferite lasciate da questa esperienza.

 

Dott.ssa Nelly Aloisi

Dott.ssa Nelly Aloisi

Prato

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Gentile signora dopo aver letto la sua epistola credo sempre più che il maschio è in una profonda crisi di identità, è chiaro che quando siamo in coppia stabile necessita essere complici di tutto ciò che comporta il vivere insieme.

Credo che andando dalla psicologa è emerso che lui era più infatuato che innamorato.

Penso inoltre che anche lei necessita di un percorso psicoterapeutico questo non significa essere malati ,ma di conoscersi e agire di conseguenza difronte ad qualsiasi atteggiamento che si crede ostile.

Cordialmente saluto