Problemi di coppia

Crisi personale o di coppia dopo figlio?

Nicole

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Buongiorno,
sono Nicole, ho 28 anni, sono mamma di un bimbo di 1 anno e mezzo e sono fidanzata da 12 anni (di cui 3 e mezzo di convivenza e a settembre dovremmo sposarci) con un ragazzo di 29 anni conosciuto per caso quando eravamo adolescenti.
La nostra storia è una bellissima storia, cominciata da piccoli e continuata nel migliore dei modi.
Siamo una coppia con caratteri molto diversi, direi opposti, ma in questo modo ci siamo sempre trovati.
Diciamo che io sono la parte passionale, impulsiva mentre lui è la parte di testa, ragionevole.
Abbiamo attraversato due momenti bui: il primo, dopo un solo anno di fidanzamento quando lui mi ha "lasciata" perché non era convinto di voler avere una storia lunga ma, di fatto, ci siamo sempre visti e tornati insieme dopo qualche mese. Il secondo, un po' più importante, nel 2014 quando dopo alcune situazioni strane mi confessò di avere baciato una sua tirocinante del lavoro dopo una serata tra colleghi ma che subito ha capito che voleva soltanto me. Anche qui siamo stati separati per qualche tempo ma ho deciso di non buttare all'aria la storia per un bacio che per lui non ha contato niente. Era un periodo in cui lo "stressavo" per andare a convivere, avere un figlio e sposarsi, probabilmente si è sentito un po' in gabbia anche se non lo giustifico. Questa cosa per un po' di tempo mi ha segnata nella relazione ma forse oggi riesco a tenerla da parte.
Siamo sempre usciti insieme e a volte da soli e in queste volte spesso e volentieri ci siamo "soffocati" con la gelosia: io ho perso tanti contatti mentre lui è riuscito a mantenerli e questo mi segna ancora un po' oggi per le volte in cui mi sento spesso sola pur avendo le due mie migliori amiche che però vedo poco, tra lavoro e bambini.
Per il resto le cose tra noi hanno sempre funzionato benissimo: abbiamo fatto viaggi, le nostre famiglie si sono conosciute e non si intromettono...
Nel 2016 siamo andati a convivere e 3 anni e mezzo sono passati volando: siamo stati bene.
Nel 2018 sono rimasta incinta ed eravamo super felici anche perché è arrivato subito e qualche mese dopo mi ha chiesto di sposarlo.
Diciamo che ho raggiunto i miei obbiettivi e mi sono sentita appiattita.
Fino all'arrivo del bimbo tutto è andato bene, quando è arrivato le esigenze si sono rivolte quasi esclusivamente a lui con poco tempo rivolto a noi (soprattutto da parte mia).
I primi mesi era difficile ma riuscivamo a ritagliarci qualche momento per noi perché il bimbo mangiava e dormiva. Al compimento dell'anno le cose sono un po' cambiate: il bambino è più indipendente, vuole la compagnia mia sempre, dorme con noi e i momenti sono diventati quasi pari a zero. Così come l'intimità che ha seguito gli stessi ritmi.

E' qualche tempo che mi sento apatica, nella vita in generale: non sento più emozioni forti per niente e così anche nella vita di coppia. Non riesco a capire se è un problema di coppia oppure un problema mio generale.
Potete aiutarmi ?

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Nicole, stai incontrando la vita. Ti sembrerà un'osservazione banale, ma la vita non è quella che pensavamo "prima": è quella che incontriamo ogni giorno. Abbiamo fatto esperienza e anche programmazioni, ma se ci fermiamo a valutare solo sull'esperienza passata o ad attenderci che i nostri programmi si compiano ci perdiamo la cosa fondamentale: la maturazione continua. A 20 a 25 a 30, 40, 50 ecc.. Si matura sempre: nella scoperta di come cambiamo noi e il nostro corpo, di come cambiano le cose e le persone che ci circondano, di come cambiano le nostre idee e desideri. La tua vita è bella e ricca; forse devi imparare a vedere le tue cose considerando cosa cambia in te e fuori di te. E' quindi sia un problema tuo che di coppia, ma in senso aperto e non patologico. Parlate della vostra vita e delle vostre sensazioni e desideri (tra 2-5-10 anni..) e vedete quanto è il terreno comune su cui costruire. C'è la tua crescita come donna, lavoratrice, mamma, compagna, ecc.. e c'è la crescita della tua coppia: l'obiettivo è fare collimare quanto più possibile.

Cara Nicole, credo che quello che stai cercando di mettere a fuoco sia ascrivibile ad una crisi di crescita, sia nella tua vita personale che nella vostra vita di coppia.


Non vorrei che tu mi fraintendessi, crisi non significa necessariamente qualcosa di negativo ma piuttosto un periodo di trasformazioni, di aggiustamenti, di ridistribuzione di energie. La vita non può scorrere piatta, si cresce, le situazioni cambiano, cambiano le responsabilità e non sempre i cambiamenti sono vissuti in maniera univoca, alcuni aspetti possono piacerci ed altri no, alcuni possono sembrare naturali ed altri difficili da sostenere.


Nella tua vita si sono verificati due eventi di enorme portata, la convivenza e soprattutto la nascita del bambino. Un figlio, come ben sai, rappresenta un enorme investimento affettivo ,una enorme ridistribuzione di energie , una presa in carico di responsabilità.


Un bambino richiama a sè una gran quantità di energie libidiche e, necessariamente, nei primi due anni di vita spesso offusca l'investimento su di sè ed anche nei confronti del partner. Questo è uno sviluppo naturale della relazione con ogni nuovo bambino che nasce ed è un rifornimento di sano narcisismo che servirà a dargli sicurezza e senso di identità. In questo processo è però necessario che entriate tutti e tre, che si formi una triangolazione in cui ognuno gioca la sua parte. Non sentirti divisa fra bambino e compagno, lasciali interagire anche da soli, ritagliati un pò di spazio tutto per te, che sia per leggere, parlare con le amiche o farti bella....e poi ritorna da loro con un nuovo carico di energie e voglia di fare e, quando sarà di nuovo possibile , ritaglia spazi per te ed il tuo compagno, affidando il bambino ad altri.


Credo che con questi piccoli aggiustamenti riuscirai ad essere di nuovo serena e vivace.


 

Buonasera, 


da quello che scrive io credo che la sua si tratti di una crisi personale, fatta di sensi di colpa e acutizzata dall'attico del bimbo che, necessariamente, ha modificato gli equilibri e, forse, potrebbero esserci anche segni di un disturbo dell'umore -forse collegabile anche alla gravidanza.


La mia non vuole essere una diagnosi, ma solo solo una riflessione. In ogni caso mi sembra di notare una buona capacità di osservazione suoi stati d'animo e di analisi, ottime risorse e alleate in caso volesse approfondire il suo stato d'animo e trovare un modo per affrontarlo.


Le auguro una buona serata.

Cara Nicole,


la problematica così come è stata esposta sembra derivare da una mancanza di obiettivi nell'attualità. Scrive che tra gli obiettivi che si era posta vi era quello di convivere con il suo compagno, avere un figlio e sposarvi. Ora questi traguardi sono quasi raggiunti (vi sposerete a settembre). Che progetti ha e avete per il futuro? Per una coppia e per il singolo la progettualità concreta nel qui ed ora sono ciò che permette di vivere in modo sereno, con sfide, conquiste e magari momenti più tristi ma che ci permettono di assaporare l'essenza della vita.


Oltre alla famiglia, quali interessi ha? Da quanto tempo è sopraggiunta questa sensazione, o meglio è antecedente alla problematica Coronavirus o è concomitante? Stiamo vivendo tutti un periodo particolarmente delicato e stressante in cui siamo fortemente messi alla prova.


Sarebbe poi importante capire se ha degli hobby, un lavoro, un gruppo di amici a riferimento e come si sente rispetto a questi ambiti.


Momenti di sconforto possono capitare e per comprenderne l'origine spesso è necessario fermarsi un momento ad osservare cosa sta accadendo attorno a noi. La risposta è sempre nella nostra quotidianità.


Le auguro il meglio e resto a disposizione

Cara Nicole,


per comprendere meglio quello che prova e  fare chiarezza sulla situazione di vita che sta attraversando, Le suggerisco di accedere alla possibilità di fare colloqui in videoconferenza in modo da ottenere un aiuto personalizzato. E' sempre utile prendere del tempo per sè per conoscersi e mettere a fuoco i passi che conducono alla soluzione.


Resto a disposizione.


Buona giornata!

Buongiorno Nicole


L'arrivo di un figlio destabilisce (sempre) una coppia anche se forte e collaudata. Si passa dall'essere in due all'essere in tre, con una creatura che ha bisogno costante di attenzioni e di accudimento, soprattutto dalla mamma. Ma, per fortuna, esiste anche un papà, per il piccolo e un marito per lei. Coinvolga suo marito nella gestione del vostro bimbo, si faccia aiutare, dica al suo compagno come si sente ed il momento che sta attraversando. La comunicazione nella coppia, anche e soprattutto nel momento in cui arriva un bimbo, non deve scomparire, ma essere maggiore. Per quanto riguarda il passato, credo non debba, ad oggi, influire sulla vostra relazione. Siete andati avanti, ed è questo che conta. Se la sua apatia dovesse risultare più forte e invalidante, contatti uno specialista che possa sostenerla ed aiutarla in questo momento così delicato. Ristabilire un equilibrio "a tre", non sempre può essere facile.


Auguro buona fortuna

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