Sono troppo gelosa?

Federica

Ciao, ho bisogno di raccontare una situazione per capire sinceramente se il problema nella mia relazione sia io, con la mia gelosia, oppure il mio ragazzo, con il suo modo di porsi con le altre ragazze.
Stiamo insieme da un anno e mezzo. La nostra relazione è sempre stata bellissima, fatta di amore, attenzioni, regali e parole dolci. Lui è un ragazzo serio, mi ama e ha fatto anche un gesto enorme per me: quest'anno si è trasferito nella mia regione, per stare insieme a me. Non penso che voglia tradirmi e non ho mai avuto prove concrete che mi facessero dubitare della sua fedeltà. Il problema è che, fin dall'inizio, ho notato alcuni atteggiamenti nei confronti delle altre ragazze che mi hanno fatta sentire spesso messa in secondo piano.
Premetto che in passato ho avuto altre frequentazioni e una relazione importante, ma non sono mai stata particolarmente gelosa. Nessun ragazzo mi ha mai fatto sentire eccessivamente possessiva. Da quando sto con lui, invece, mi ritrovo continuamente a chiedermi se sia io a essere esagerata oppure se ci sia qualcosa nel suo comportamento che mi fa stare male.
Vi faccio alcuni esempi. La prima volta è successo durante una cena in quattro, con il suo migliore amico e la fidanzata di quest'ultimo. Io non conoscevo nessuno dei due e lui non conosceva la ragazza. Per tutta la serata, però, ha parlato praticamente soltanto con lei, al punto che io non mi sentivo considerata. Non stavano flirtando e non ho nulla contro questa ragazza, ma mi sono sentita esclusa. Qualche giorno dopo è successa praticamente la stessa cosa con un'altra coppia. Quando gliene ho parlato tranquillamente, mi ha risposto che voleva semplicemente conoscere le ragazze ed essere galante.
Successivamente ha iniziato a lavorare con una collega della quale mi parlava spesso. Una volta, mentre discutevamo del fatto che lei volesse cambiare lavoro ma non avesse la laurea necessaria, ho semplicemente detto che avrebbe potuto prenderla. Lui ha reagito difendendola con molta veemenza, spiegandomi che poverina, non aveva tempo per studiare e che probabilmente lavorava già da tanto. Anche in quel caso mi sono sentita messa da parte. Quando provavo a spiegargli queste sensazioni, lui sosteneva che fossi esagerata e che interpretassi male le situazioni.
Un altro episodio, per me particolarmente significativo, è successo mentre giocavamo a pallavolo con un'altra ragazza. Per tutta la partita lui continuava a farle complimenti, chiamandola per nome e dicendole «bravissima», mentre con me era critico e sottolineava ogni errore. È vero che lei era più brava di me, ma alla fine lui è arrivato a dirmi che avrei dovuto andarmene perché stavo facendo perdere la squadra. Mi sono sentita umiliata. Quando gliel'ho fatto notare, mi ha risposto che ero esagerata e che durante una partita è normale fare complimenti.
Sono successi anche altri episodi simili: in compagnia, a volte, sembra avere una particolare premura nel rivolgersi a una ragazza specifica, raccontandole qualcosa o cercando di attirare la sua attenzione, mentre io mi sento esclusa. Altre volte fa piccole battute su di me per far ridere gli altri. Non parlo di offese gravi o di critiche al mio aspetto fisico, ma di atteggiamenti che, ripetendosi, mi fanno sentire poco valorizzata.
La situazione si è ripresentata anche con una nuova collega che ha conosciuto da circa un mese. Lei ha una decina d'anni più di lui, è sposata e ha un figlio, quindi inizialmente non mi sono preoccupata. Col tempo, però, ha iniziato a scrivergli spesso anche per motivi che non riguardano il lavoro: gli manda foto, lo tagga in contenuti, fa battute e, in un'occasione, gli ha scritto qualcosa come «ti penso». Alcuni contenuti vengono condivisi anche nel gruppo dei colleghi, quindi non voglio necessariamente attribuirle intenzioni particolari, ma certi atteggiamenti mi sembrano eccessivamente confidenziali.
Ne ho parlato più volte con lui, ma mi ha risposto che la collega è fatta così e che non può dirle di non scrivergli, visto che lavorano insieme. Io non gli chiedo di essere scortese o di creare problemi sul lavoro: vorrei semplicemente che capisse il mio disagio e che sapesse stabilire dei limiti quando una confidenza diventa eccessiva.
Un'altra volta, durante una festa, ha sentito il bisogno di avvicinarsi a una ragazza per farle i complimenti perché aveva cantato bene. Gli ho detto che il gesto mi aveva infastidita, non perché fare un complimento sia sbagliato, ma perché mi sembra che lui senta spesso il bisogno di rivolgere attenzioni particolari alle altre ragazze, anche quando siamo insieme.
Ci tengo a precisare una cosa: non penso necessariamente che lui sia interessato a queste ragazze. Anzi, sono convinta che mi ami e riconosco tutto quello che fa per me. Proprio per questo non riesco a capire perché certi atteggiamenti si ripetano in contesti diversi e con persone diverse.
La cosa che mi fa stare peggio è che, ogni volta che provo a spiegargli come mi sento, finisco per sentirmi dire che sono matta, esagerata e troppo gelosa. A furia di sentirmelo ripetere, ho iniziato a dubitare di me stessa e a chiedermi se il problema sia davvero soltanto mio.
A volte ho la sensazione che, anche quando è con me, voglia far capire alle altre ragazze che è disponibile a fare loro complimenti, a prestare attenzione e a creare confidenza. Ovviamente non posso sapere se questa sia davvero la sua intenzione, ma è ciò che mi arriva dai suoi comportamenti.
Io non voglio essere una fidanzata possessiva, non voglio impedirgli di parlare con altre donne e non pretendo di essere sempre al centro dell'attenzione. Vorrei semplicemente sentirmi rispettata e considerata, senza dovermi domandare continuamente se sto esagerando.
Quindi vi chiedo un parere sincero: secondo voi sono io troppo gelosa e insicura, oppure il suo modo di comportarsi con le altre ragazze è effettivamente poco rispettoso nei miei confronti? Vorrei capire se devo lavorare sulla mia gelosia oppure se è legittimo aspettarmi che il mio ragazzo tenga conto di come mi fanno sentire determinati atteggiamenti.
Vi chiedo di essere sinceri, anche se pensate che sia io a sbagliare, perché ho davvero bisogno di un punto di vista esterno.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

leggendo le sue parole, mi colpisce soprattutto un aspetto: il bisogno di comprendere se ciò che prova sia legittimo, quasi come se avesse iniziato a mettere in discussione la propria capacità di riconoscere e dare valore alle sue emozioni.

La domanda che si pone, ovvero se il problema sia la sua gelosia oppure il comportamento del suo compagno, è comprensibile. Tuttavia, credo possa essere utile spostare l’attenzione da chi abbia ragione o torto a ciò che accade dentro di lei in queste situazioni e, soprattutto, a ciò che accade tra voi quando prova a condividere il suo disagio.

La gelosia, di per sé, non è un’emozione sbagliata, così come provare dolore nel sentirsi poco considerate non significa necessariamente essere insicure o possessive. Le emozioni possono raccontarci qualcosa dei nostri bisogni, delle nostre aspettative e del significato che attribuiamo a ciò che viviamo.

Mi sembra particolarmente importante soffermarsi su un elemento che ritorna nel suo racconto: non soltanto gli atteggiamenti del suo compagno, ma la sensazione di non essere compresa quando cerca di esprimere ciò che prova. Che effetto ha su di lei sentirsi definire "esagerata" o "troppo gelosa"? E quanto spazio sente di avere, all’interno della relazione, per esprimere liberamente il proprio vissuto senza temere che venga giudicato?

Non credo che, sulla base di un racconto, sia possibile stabilire con certezza quali siano le intenzioni del suo compagno. È invece possibile iniziare a comprendere meglio ciò che lei sta vivendo, distinguendo i comportamenti osservabili dalle interpretazioni e riconoscendo quali bisogni relazionali sente non sufficientemente accolti.

Un percorso psicoterapeutico potrebbe offrirle uno spazio nel quale esplorare questi vissuti senza doversi difendere, giustificare o dimostrare di avere ragione. Non necessariamente per imparare a essere "meno gelosa", ma per ritrovare maggiore fiducia nelle proprie percezioni, comprendere i propri bisogni e riconoscere ciò che desidera e considera importante in una relazione.

Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire questi aspetti in uno spazio di ascolto e confronto.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria De Rosa
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Maria De Rosa

Dott.ssa Maria De Rosa

Milano

La Dott.ssa Maria De Rosa offre supporto psicologico anche online

cerca psicologo