Vomitare dopo ogni singolo pasto

Paolo

Salve, Scusate se posso risultare un po' lungo ma cercherò di spiegare a grandi linee il problema. Mia moglie soffre di un disturbo che potrei definire, magari erroneamente o superficialmente, come bulimia nervosa/vomiting. Ho scoperto questa cosa per puro caso, avendo iniziato a convivere con lei, e ci ho messo anche molto tempo a realizzarlo purtroppo. Sospetto che questa cosa la faccia da piu' di un anno/anno e mezzo, ad ogni singolo pasto (colazione, spuntini, pranzi/cene). Mi sento tremendamente in colpa a non essermene accorto da subito, conviviamo dal 2020 e me ne sono accorto solamente verso fine 2021. Ha perso diversi kg da quando la conosco ma mai ho pensato fosse per quel motivo e le volte che è emerso , seppur con tatto e a modo, il discorso sul peso mi ha sempre detto che lei "è sempre stata cosi, quello è il suo peso di sempre" poichè quando l'ho conosciuta era invece un po' più in carne ma comunque assolutamente normopeso o al limite (basso) del normopeso. Un giorno ho provato ad avvicinarmi alla porta del bagno, poichè sospettavo che non stesse bene seppur ha sempre fatto di tutto per nascondere tutto quanto, e ho sbirciato (ahimè, poichè ero preoccupato) vedendo che era chinata a vomitare. Una volta che è uscita ho provato a parlarne con calma, essendo che lei faceva finta di nulla come sempre, e ha negato tutto quanto facendomi sentire anche un po' fuori luogo. Dopo un po', lo ha ammesso, molto nervosamente, e quando siamo riusciti a parlarne leggermente più a fondo seppur con controvoglia da parte sua e con la volontà di troncare immediatamente, mi ha detto che quella "abitudine" come la chiama lei, l'ha sempre avuta fin da piccola e che non può farci nulla, e soprattutto NON vuole farci nulla perchè lei è cosi e non cambierà mai e che sono io quello sbagliato che pensa/spera/vuole fare qualcosa , è arrivata anche a vedermi come "presuntuoso" poichè, sempre con assoluta calma e tatto questo lo posso assicurare su un argomento del genere, le ho provato a fare domande mirate con quello che ero riuscito a leggere qua e la su questi disturbi. Lei mi ha trattato come se io "non potessi sapere nulla" e che "non è assolutamente come quelle persone -malate- di bulimia, non c'entra nulla con quello e cosi via" , faccio notare che ha usato espressioni come malate/pazze senza che io OVVIAMENTE le avessi mai usate, ci mancherebbe! Ma ha cercato di amplificare la cosa lei stessa, come se fosse estremamente nervosa e presa con le mani nel sacco, inoltre diventa estremamente ahimè bugiarda su questo tipo di discorso. Mi ha anche detto che in passato, da piccola, i genitori hanno provato con medici e percorsi (non mi ha mai detto dettagli perchè vuole sempre evitare di parlarne) ma che non hanno portato a nulla e che anzi il sentirsi "osservata" (per quanto io faccia di tutto, da quel momento, per far "finta di nulla" e non metterla a disagio) non fa altro che peggiorare le cose. Io ho contatti con la sorella la quale mi ha detto che secondo lei è stato un periodo breve in passato, durante il periodo di stress universitario e che poi pensava avesse superato. Quindi ha nascosto bene, sempre che sia vera questa longevità del problema, a tutta la famiglia per molto tempo che ora giustamente sono molto preoccupati come il sottoscritto ma stiamo , tutti quanti, cercando di gestire la cosa senza farglielo pesare poichè quando sempre con la calma ho provato ad affrontare con lei questo discorso e proporle di andare insieme da un dottore o un centro specializzato ha minacciato di separarsi da me (o meglio, mi ha urlato contro che lei non può assolutamente vivere con una persona che pensa questo di lei e che lei si sentirà per sempre osservata e cosi via..) Inoltre lei nega di farlo ad ogni singolo pasto, ma ahimè ne ho la certezza. Qualsiasi cosa mangi, da uno snack o ad un pasto completo, dopo poco tempo lo rimette in bagno, esce dal bagno facendo assolutamente finta di nulla (ha moltissimi modi anche quando è in bagno facendo rumore di varie cose per indurmi a pensare che non lo stia facendo, ignorando il fatto che io possa vedere). Questa cosa mi preoccupa tantissimo ma mi fa sentire anche con le mani legate poiché lei non ne vuole assolutamente parlare, vuole semplicemente che io la accetti cosi com'è e che non pensi minimamente a dottori o a provare a "cambiare le cose". Mi sento in colpa che non stia facendo nulla ma quando provo lei va su tutte le furie e mette a rischio la nostra relazione incolpandomi che sono io, dato che mi preoccupo per lei, a farla sentire "strana". Ci tengo a precisare che nella quotidianeità non emerge MAI quell argomento e faccio sempre finta di nulla quando esce dal bagno nonostante so cosa succede, e che il nostro rapporto quotidianamente va bene, non discutiamo (a volte, come ogni coppia) e dall'esterno è molto difficile pensare che stia facendo una cosa simile. Ad esempio i miei genitori ne sono all'oscuro, nonostante lo faccia anche quando ci rechiamo , di tanto in tanto, da loro, e pensano che la sua linea sia una questione di metabolismo. Non so cosa fare, non voglio forzarla e rovinare tutto quanto ma ho anche tanta paura che cosi facendo si stia rovinando la sua salute. Un altro particolare che può servire, lei mi ha detto, nelle rare volte che se ne è parlato, che "non vomita tutto quanto" , come se lei lo potesse controllare (e infatti sembra che lo faccia a comando e in modo molto veloce!). Mangia moltissimo nonostante sia molto magra, e spesso cambia cibi (soprattutto per quanto riguarda gli snack) a distanza di brevi periodi. Ad esempio c'è il periodo in cui si fissa con i biscotti ed arriva a mangiarne anche 1 pacco da 1kg in un giorno (negando tutto, nascondendo i sacchetti nella dispensa e altre cose "strane" di questo tipo che non racconto perchè mi sono già dilungato tantissimo). E' un po' come se dopo essersi abbuffata (ma non con voracità, con la sua "lentezza") si liberasse e si sentisse bene. Mi ha anche detto che lei sente proprio la necessità di "liberarsi" e di sentirsi bene, è proprio un "comando" che sente di dover fare. E che NON vuole assolutamente cambiare, anzi mi respinge come già detto in modo piuttosto aggressivo nonostante sia una persona dolcissima in un qualsiasi giorno normale. Sento che questo problema oltre a rovinare la sua salute rovina il rapporto, ma sono piu preoccupato per la sua salute. Non so cosa fare e il tempo passa, come se niente fosse..

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Paolo,

da come scrive non è facile. Le consiglio di starle vicino come sta facendo, di dire apertamente cosa prova, quali sono le sue paure, cosa la preoccupa, ecc. 

Sarebbe bene consigliare alla sua compagna di valutare un percorso di psicoterapia, magari anche proponendolo come aspetto di coppia non perchè non ci sia amore ma per come migliorare ancora di più la vostra comunicazione o la vita sentimentale. 

Le linko un articolo scritto da me: https://www.psicologi-italia.it/psicologo/federica-ciocca/web/articolo-3267.html

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, Rivoli e online

Buonasera Paolo,

la situazione che descrive è difficile. Lei ha manifestato la sua preoccupazione a sua moglie non sortendo effetti.

Purtroppo non si può aiutare chi non vuole farsi aiutare e che da anni nega di avere un problema. 

Quello che può fare è esprimere apertamente a sua moglie il disagio che lei sta vivendo, con le varie emozioni connesse, e alla ricaduta che questa negazione del problema sta avendo nel vostro matrimonio. 

Eventualmente valuti la possibilità di un sostegno psicologico per se'.

Cordiali saluti 

 

 

 

 

Salve Paolo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile per la signora convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Non si faccia una colpa per non essersi accorto prima della problematica descritta: chi soffre di queste patologie è molto attento a far sì che gli altri non se ne accorgano poichè è molto forte il senso di vergogna che provano.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL