Dimagrire con la Psicologia

Ultimamente si parla spesso di “effetto yo-yo”.

Ciò si verifica quando riusciamo a perdere i kg desiderati seguendo una dieta restrittiva e, in breve tempo, li recuperiamo con gli interessi a causa di frequenti abbuffate senza neanche rendercene conto.
Da diversi anni ormai il supporto psicologico per dimagriresta acquisendo la giusta importanza, questo perché, mentre un tempo l’aiuto per dimagrire era di competenza esclusiva del dietologo, oggi non si può fare più a meno di prendere in considerazione anche la componente emotiva legata al modo che abbiamo di alimentarci. Non basta più concentrarsi sugli alimenti da evitare, piuttosto occorrono strategie utili a conquistare una sana relazione con il cibo che possa perdurare nel tempo.
 
Spesso è proprio l’incapacità di gestire le nostre emozioni che ci spinge a cercare rifugio nel cibo. Risultato?
Addio prova costume!
Benvenuti sensi di colpa!

La combinazione di aspetti fisiologici e psicologici è in grado di influenzare in modo rilevante il nostro comportamento alimentare.

È fondamentale evidenziare che se ci abituiamo a reagire ad un qualsiasi tipo di emozione attraverso il cibo, a lungo andare, questa abitudine potrebbe radicarsi in noi fino a divenire un automatismo che si attiverà in maniera inconscia.
 
OK al "comfort food" o al "cibo come momento di coccole" ma ATTENZIONE a non trasformarlo in un circolo vizioso. 
 
I cosìddetti “emotional eaters” o “mangiatori emotivi” si ritroveranno in sovrappeso senza però riuscire a beneficiare di una dieta, in quanto, il loro problema non deriva da una mancata educazione alimentare, quanto piuttosto da una difficoltà di gestione delle emozioni che vengono ripetutamente affrontate col cibo.
In questi casi, un percorso mirato alla gestione degli stati emotivi e del peso corporeo rappresenta il miglior modo per esplorare i vissuti emotivi legati all’alimentazione e per imparare a gestirli con consapevolezza.
 
Ma come si fa a dimagrire con la psicologia?

In casi di obesità e sovrappeso, in presenza di fame nervosa o abbuffate frequenti, l’intervento di uno psicologo alimentare potrebbe essere fondamentale. Prima di tutto esaminando la relazione con il cibo, in particolare, lo stretto legame che si è venuto a creare tra cibo ed emozioni.
E, successivamente, procedendo con la stesura di piccoli obiettivi da raggiungere insieme, passo dopo passo, attraverso un “training alimentare”.
 
Come funziona il training?

È un vero e proprio allenamento,come nello sport, che attraverso strategieutili ed efficaci, permette di:


1)Migliorare la propria relazione con il cibo
2)Combattere la fame emotiva
3)Sostituire le restrizioni tipiche della dieta con sane abitudini
4)Aumentare la motivazione
5)Potenziare l’autostima e migliorare l’immagine corporea
6)Prendersi cura di sé
 
In alcuni casi, sono sufficienti circa 6/8 incontri per acquisire gli strumenti necessari a gestire tutte quelle situazioni che sono fonte di stress e tensioni.
Lo psicologo alimentarefunge da allenatorein un percorso mirato e personalizzatoche ha come fine unico il cambiamentoin un’ottica di benessere alimentare.

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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Udine - Gorizia

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