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Questa sostanza fu prodotta dalla Bayer nel 1898 e venne battezzata eroina dal tedesco «heroisch», che vuol dire forte, potente. Nella reclame la Bayer la proponeva come farmaco attivo contro tutti i dolori, sedativo della tosse e per la cura dei tossicomani, cioè dei morfinomani. Infatti la morfina (la medicina di Dio) era in circolazione dal 1803 e aveva ormai prodotto decine di migliaia di drogati. La Bayer però aveva taciuto il fatto che, come la morfina, cui è molto simile, l'eroina poteva dare dipendenza fisica. Oggi gli esperti di tutto il mondo sono convinti che l'eroina sia la più potente e la più pericolosa di tutte le droghe. Essa si prepara in via semisintetica dall'oppio, il quale, com'è noto, viene estratto da una varietà di papavero. Si calcola che ogni anno si producono nel mondo 3.000 tonnellate di oppio, quasi tutto nel cosiddetto triangolo d'oro — Laos, Cambogia, Thailandia —. Di queste solo una piccola parte va alle industrie farmaceutiche, mentre il resto viene incanalato verso il mercato clandestino. Le industrie ricavano dall'oppio alcuni farmaci di uso comune, come la morfina, la codeina, la papaverina e altre, mentre l'eroina non ha nessuna applicazione terapeutica. Pertanto tutta quella in commercio ha origine clandestina. Può arrivare da Berlino — la più scadente —, oppure dal Messico, dall'Olanda — la famosa Brown Sugar — ; dal Libano arriva invece quella più richiesta e più costosa. I mezzi con cui arriva in Italia sono ormai da fantascienza: contenitori infilati in vagina o nel retto; capsule rivestite di sostanza particolare che passano indigerite in tutto il tubo digerente e vengono poi evacuate; oppure l'eroina viene sciolta in un solvente particolare e versata sugli abiti per poi essere recuperata con speciali procedimenti chimici. Una volta arrivata, l'eroina viene tagliata con sostanze varie che a volte sono più tossiche dell'eroina: le più usate sono talco, lattosio, stricnina, chinino, cemento, gesso. A seconda dell'onestà del commerciante l'eroina viene diluita dal 70 fino addirittura all'1 per cento. Naturalmente i guadagni vanno alle stelle e questa è una delle cause del dilagare del fenomeno.

Il «paradiso» dell'eroina - Due o tre minuti dopo l'iniezione si ha una specie di rilassamento di tutta la muscolatura corporea, gradevolissimo, quasi voluttuoso, il cosiddetto flash. Dopo cinque minuti sparisce ogni dolore fisico o psichico e passano anche tutte le preoccupazioni e le angosce. Dopo dieci minuti il cervello comincia a funzionare con grande velocità, dando la sensazione al drogato di essere diventato più intelligente di prima. A differenza della marijuana e dell'LSD, l'eroina non da visioni, né allucinazioni o distorsioni della percezione. Il lato più piacevole è il senso di potenza, di pace e di benessere interiore che invade tutto l'organismo. Accanto a questi vi sono altri effetti fisici, cui però il tossicomane si abitua rapidamente: depressione del respiro, rallentamento del transito intestinaie, stimolazione del centro del vomito, miosi (restringimento della pupilla)

La sindrome da astinenza - Quando l'eroinomane rimane senza droga si scatena un corteo di sintomi fisici che possiamo dividere in tre tappe:

  • la prima inizia dopo 12 ore circa dall'ultima dose e si manifesta con irrequietezza, sbadigli, astenia, brividi e sudorazione fredda. Dagli occhi e dal naso colano secrezioni e il drogato avverte la sensazione di avere la bocca piena di acqua calda. Dopo, piomba in un sonno agitato che non lo lascia riposare, in gergo «sonno yen».
  • Al risveglio comincia la seconda fase detta «del tacchino freddo», che si manifesta 18-24 ore dopo l'ultima dose: ai sintomi precedenti si aggiunge un'intensa piloerezione che fa somigliare la cute alla pelle del tacchino. Nello stesso tempo cominciano vomito e diarrea irrefrenabile (fino a 60 scariche nelle 24 ore) e compaiono scosse muscolari, per cui il drogato scalcia nel vuoto.
  • Dopo 48 ore dall'ultima dose, tutti i sintomi sono all'acme e riducono il drogato in uno stato penoso: urla in preda a dolori atroci, è scosso da brividi e contrazioni muscolari violente, giace infine nelle proprie feci prostrato da una estrema debolezza. In queste condizioni può anche intervenire la morte, ma è raro che ciò avvenga. Superata questa fase, la sintomatologia si attenua e in sei, sette giorni il drogato non è più dipendente dall'eroina; però si porta dietro i fattori psicologici che lo hanno indotto a entrare nel tunnel della droga e prima o poi ricomincerà, anche perché gli spacciatori si daranno da fare per riagganciarlo.


La morte da eroina - Abbiamo visto che la morte da sindrome da astinenza è rara: infatti di solito l'eroinomane muore per sovraddosaggio. Questo incidente si ha quasi sempre per colpa di uno spacciatore il quale diluisce meno del solito l'eroina e il drogato, credendo di iniettarsi la dose abituale, se ne inietta il doppio o anche il triplo. Qualche volta la morte si verifica dopo che il drogato ha smesso per qualche tempo e ricomincia a prendere l'eroina nella stessa dose che prendeva quando aveva smesso: in tal caso però la sua tolleranza è diminuita e quindi quella dose risulta eccessiva. Infine molte volte la morte non è dovuta all'eroina, ma alle sostanze taglianti che risultano più tossiche della droga: così dicasi del talco, della stricnina o del chinino.

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