Droghe e psiche

La droga del cannibale: tra scetticismo e terrore

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Le leggende metropolitane, contemporanee, antiche, bizzarre e un po’ insolite, da sempre affascinano l’uomo e catturano i più fantasiosi. Esse suscitano curiosità e terrore a tal punto da tramandarsi di generazioni in generazioni nei secoli; vere o non vere, attirano esperti e creduloni tanto da entrare a far parte interamente della cultura di un paese.Tra tutte le storie più avvincenti annoverabili in questo capitolo, troviamo anche leggende che parlano di antropofagia, meglio conosciuta come cannibalismo.

 

Tale pratica consiste nel nutrirsi di carne umana e quindi mangiare i propri simili. Prove di cannibalismo sono state trovate nel corso dei secoli e continuano a ripresentarsi tutt’oggi. Storicamente gli esseri umani possono praticare il cannibalismo per diverse ragioni: nei casi di carestia estrema , gravi disturbi mentali o in funzione di un’usanza culturale (un rituale ad esempio). A proposito di quest’ultima, può essere fatta un’ulteriore distinzione tra endocannibalismo, che consiste nel cibarsi di membri della propria comunità ed esocannibalismo, che al contrario prevede la pratica del cannibalismo nei confronti di membri estranei alla propria comunità. Queste due forme sono incompatibili tra di loro e quasi mai sono state riscontrate nello stesso popolo.

 

Il termine cannibalismo deriva dalla parola canniba riportata da Cristoforo Colombo per descrivere delle popolazioni avvezze a tale pratica; in seguito l’uomo antropofago venne chiamato cariba come storpiatura del termine canniba. Tale appellativo nella lingua dei caraibi significava “uomo coraggioso, forte e feroce” e gli abitanti dei Caraibi vennero designati dagli europei come individui senza mezzi termini, crudeli e cannibali. Anche gli aztechi praticavano il cannibalismo e rituali di massa, ma la testimonianza più eclatante arriva nella metà del Cinquecento da un soldato tedesco, scampato per miracolo al banchetto organizzato dai Tupinanba in Brasile. In seguito, nel 1846, la sfortunata Spedizione Donner perse la giusta rotta verso la California; 87 viaggiatori furono costretti a vagare nel deserto e tra le bufere di neve per lunghi giorni, sino a quando cominciarono a morire e poco a poco a cibarsi dei cadaveri altrui (l’episodio è citato anche da Jack Nicholson nel film Shining). Inoltre, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, vennero documentati degli esperimenti di cannibalismo nel campo di sterminio di Chelmno, giustificati in seguito come barbari passatempi dei sorveglianti.

 

Tra i cannibali seriali passati alla storia abbiamo Albert Fish, meglio conosciuto come il “macellaio di Rostov”, accusato della crudele mutilazione di 53 fra donne e bambini tra il 1978 e il 1990 o ancora l’italiano Vincenzo Verzeni, il quale caso venne studiato a lungo da Cesare Lombroso che lo definì “un sadico sessuale, vampiro, divoratore di carne umana”.

 

Leggende, pseudo-leggende o crude verità, tale pratica rimane un orrido tabù del pensiero umano occidentale. Talvolta alcune prove riferite dagli antropologi non sono altro che cattive e frettolose constatazioni: dalle interpretazioni simboliche che vedono il cibarsi di un umano come culturalmente accettato sono state screditate diverse popolazioni. L’accusa infamante di cannibalismo mossa nei confronti di una comunità infatti, non ha fatto altro che attribuire a questa l’etichetta di inciviltà, cattiveria e crudeltà ritenendo l'atto orribile e inaccettabile.

 

Ritornando nel XXI secolo, il fenomeno sembra essere ritornato e grazie ai mass media sta attraversando il globo da una parte all’altra, seminando scetticismo da un lato e terrore dall’altro. Anche stavolta il “passaparola” è divenuto un mix di notizie vere e alcune molto fantasiose.

 

Le notizia di una possibile futura “invasione di zombies” (così è stata definita) arriva dagli Stati Uniti. Sono infatti stati rilevati dei casi di cannibalismo in seguito all’assunzione di un cocktail di droghe definito da nomi idilliaci quali “Seventh Heaven” (settimo cielo ), “Vanilla Sky” (Cieli di Vaniglia) o il più conosciuto “Bath Salt”, letteralmente "Sali da Bagno". Si tratta di una droga sintetica arrivata negli USA dalla Cina che sembra avere poco a che fare con i veri e propri sali da bagno. Tale droga è un cocktail di derivati sintetici del catinone, metilenediossipirovalerone (MDPV o mefedrone) e metilenediossimetanfetamina (MDMA) più nota con il nome di Ecstasy. Si tratta di composti psicostimolanti, ad azione agonista sul sistema serotoninergico, che determinano un incremento citoplasmatico del neurotrasmettitore in circolo tale da indurre un innalzamento del tono dell’umore e generali sensazioni di benessere. Detto così sembrerebbero elisir di lunga vita, se non fosse per l’eccessiva amplificazione degli effetti sopracitati ed altri quali mascelle digrignanti, diminuzione dell'appetito, aumento della temperatura corporea, sbalzi pressori, secchezza delle fauci, ipotono diffuso e gravi alterazioni della coscienza.

 

Tale stupefacente, venduto sottoforma di polverina bianca cristallina (simile alle metanfetamine), è possibile trovarlo in 22 dei 50 Stati negli USA, in confezioni da 50 milligrammi dai 25 ai 50 dollari a confezione. Esso si trova in stazioni di servizio, tabaccherie, in Rete e può essere fumata, sniffata o iniettata endovena. I Sali da bagno si stanno diffondendo a macchia d’olio in Europa e se i cosiddetti “bad trip” da sostanze allucinogene hanno da sempre sconvolto per la loro pericolosità, in questo caso gli effetti sembrano peggiori e maggiormente imprevedibili.

 

L’American Association of Poison Control Center riferisce che le chiamate ai centri anti-veleno negli Usa negli ultimi sei mesi ammontano a 3740, un numero dieci volte maggiore a quello registrato nello stesso periodo nel 2010. Mark Ryan, direttore del Distretto Anti-Veleno in Louisiana ed esperto in prodotti sintetici di questo tipo, racconta al CCP News di “tossicodipendenti nudi che si sono gettati dalle finestre”, o di una persona che s’è suicidata sparandosi un giorno dopo aver tentato di tagliarsi la gola. "Un altro si era barricato nella sua soffitta con un'arma nella convinzione che al di fuori di essa vi erano degli invasori e che avrebbe dovuto ucciderli” o ancora “altri sopravvissuti ai devastanti effetti, hanno visto demoni dappertutto.” ha detto. Dunque per l'esperto, che i “Bath Salt" facciano venir voglia di carne umana è assolutamente legittimo pensarlo.

 

Gli episodi che fra tutti hanno destato più scalpore sono quelli di Rudy Eugene a Miami, sorpreso dalla polizia sotto un cavalcavia mentre divorava il volto di un senzatetto o ancora Charles Baker, ventiseienne che recatosi nella casa dell’ex compagna per fare visita ai figli, ha quasi staccato il braccio ad un uomo che viveva nell’abitazione; infine uno studente di Baltimora ha confessato di aver ucciso il compagno di stanza e averne mangiato parte del cuore e del cervello.

 

Adesso l’allerta sale anche in Italia. Pochi giorni fa sulle alture genovesi nella zona di Oregina, un ragazzo di 28 anni di origini russe, ha aggredito l’ex compagna ucraina a morsi, staccandole il labbro e lasciandola in una pozza di sangue. L’uomo, in evidente stato confusionale, aveva assunto i “Bath Salt”, soprannominata “droga del cannibale” qui in Italia; l’ex compagno è stato arrestato e la donna è stata ricoverata all’ospedale San Martino di Genova.

 

Dal Dipartimento Politiche Antidroga sembrano avere le idee chiare e dichiarano: "Non esiste la droga del cannibale". Effettivamente Simona Pichini, primo ricercatore dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità, spiega che non esiste una droga che induce al cannibalismo ma esistono sostanze sintetiche iperstimolanti capaci di far cadere i freni inibitori, amplificare ed aggravare i sintomi di un disturbo psicotico e far aumentare la probabilità di andare incontro ad eccessivi accessi di violenza. Pare che l’inaudita ferocia dipenda anche dal mix di droghe unite all’alcol e dalla quantità dell’assunzione.

 

Nonostante ciò solamente nell’ultima settimana ben tre stati hanno dichiarato fuori legge tale droga (Louisiana, Missouri e lo stato di New York) mentre sei mesi fa li aveva già preceduti la Florida.

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