Problemi relazionali

Scegliere di prendersi cura di sé

06 Dicembre 2018

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Qual è il senso del supporto psicologico? Perché scegliere un individuo altro da sé per prendersi cura di sé? Quali i benefici, le possibilità di sviluppo?

Paziente prima, terapeuta poi, mi è chiara quanta sofferenza possa contenere un essere umano e quanto grande sia il suo potere di rinascita appena sceglie, con sincera motivazione, di curare le proprie ferite e darsi una possibilià. Dedizione per se stessi, la parola d'ordine.

Ineluttabile parte del destino dell'uomo, la sofferenza è potente maestra, per quanto paradossale possa apparire, feroce maestra, che cela una vera opportunità di crescita. Scegliere di guardarsi dentro offre profonde scoperte su di sé e sul proprio modo di stare al mondo. La cura è un gesto di gentilezza verso se stessi, segno di forza non di debolezza, amorevole compassione per ciò che si è. Il cambiamento è un processo di autoguarigione, a cui il terapeuta partecipa in qualità di attento testimone, fino a vedere quell’essere umano tornare a danzare.  

Scoprire gli scopi incosci del proprio copione esistenziale, mettere in luce le parti di sé che stanno sullo sfondo, focalizzare comportamenti disfunzionali disallineati con i propri obiettivi, correggere ciò che provoca danno alla propria anima, questi sono gli obiettivi e il senso della relazione d'aiuto.  

Un viaggio fatto di pensieri, emozioni, sogni, raccontati ora perché sia possibile comprenderli, ora perché sia possibile liberarsene. Rvelarsi a se stessi costituisce un'avventura che apre ad una comunicazione del comprendere e del farsi comprendere, dove anche il terapeuta, nel farsi carico di quei vissuti, allarga la sfera della propria esperienza privata, uscendone trasformato. Un viaggio in due, sostanzialmente, ed è questo ciò che amo della mia professione.

Conoscere le proprie dinamiche interiori dona maggiore autoconsapevolezza, apre a nuove soluzioni, scioglie i nodi, offre nuove possibilità di confronto, invita alla sperimentazione di comportamenti alternativi. Ritrovare il proprio ritmo interiore regala il potere di gestire le sfide del presente con rinnovato slancio, con una maggiore sicurezza in sé, una inaspettata determinazione, rende perfino propensi a rischiare il fallimento, che in fondo non esiste, poiché fare nuove esperienze comporta la possibilità che queste si concludano diversamente dalle iniziali aspettative. 

Tra lacrime, difficoltà, momenti di stallo, speranze, il percorso terapeutico apre alla possibilità di un maggior equilibrio emotivo, ad una maggiore autoconsapevolazza, dove una nuova direzione vede la luce ed una nuova strada da percorrere si delinea all'orizzonte. E' soprattutto un nuovo permesso interiore ciò che rende il traguardo possibile: il “permesso di essere solo ciò che si è.” 

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