Psicoanalisi

Da almeno 10 anni mia madre ha degli scatti di ira esagerati

elisabetta

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Buonasera, scrivo per parlare dei problemi che ha mia madre. Non riuscirei nemmeno a descrivere tutte le volte che siamo in una situazione che è al limite. Mia madre 55 anni, io figlia unica e madre di due bambini. Da almeno 10 anni mia madre ha degli scatti di ira esagerati. Scatta per niente, il problema è che esagera con le parole insulta me, che vivo con mio marito a pochi km, e mio padre. Mi chiama per dirmi che io non ho una madre, che mio padre lo butta giù dal balcone, che se va in ospedale ci va da solo e che lei se va al cimitero non vuole nessuno. Se è a casa mia riesce a rispondere male e insultare mia figlia che ha soli due anni. L'ultimo episodio ieri, lei è andata dal medico e se l'è presa con mio padre perché si era dimenticata a casa un referto. Mio padre era con me perché la bambina piccola non stava bene, quando è arrivata a casa mia ha Lanciato le borse per terra, non ha salutato, ha iniziato a dirmi che mio padre pensa solo a me, che a me di lei non interessa, che sono una st.... perché penso solo a me, che mio padre la schiavizza, mio padre è in pensione, mia madre lavora. Mio padre le pulisce casa e le prepara pranzo e cene. Dice che solo lei porta a casa i soldi e con quei soldi ci fa cosa vuole e fa morire di fame mio padre. Ieri poi mi mia figlia le ha rotto un braccialetto da un euro ed ha iniziato a insultarla (2anni) poi ha lanciato i piatti per terra ed ha detto che andava via perché sennò ammazzava qualcuno. Il problema è che non si può mai obiettare o dare un parere diverso dal suo che inizia a insultare e minacciare. Io come posso fidarmi a lasciare le mie figlie a lei? Come posso essere tranquilla anche solo per la salute di mio padre, e per la sua salute Stessa. Non vuole andare a farsi vedere da nessun medico, appena provo a dirle di andare a fare una visita, mi dice che non ha bisogno. Che mi sono alleata con mio padre, che il suo cervello è apposto e che io e mio padre dobbiamo farci ricoverare. Non so come affrontarla. Io non tratterei mai male i miei figli. Ogni volta che mio padre mi dice senti tua madre per favore perché sta rompendo tutto a casa sto male, sono anni che ho l'ansia di vederla x la paura che sia nervosa, ho paura di parlare, di dare confidenza a mio padre. Sto male dentro. Non è sempre così, ma quando lo fa è davvero cattiva e aggressiva e arrivare ad augurare la morte mia o di mio padre penso sia esagerato. Ha bisogno di aiuto di cure. Le hanno dato delle pastiglie ma lei per ripicca le butta. Riesce anche ad arrabbiarsi se io decido di mangiare i fusilli e lei invece non li voleva perché quel giorno voleva le penne. Allora inizia a dire a mio padre che non sa fare niente che devo sempre decidere io. Prende il piatto butta la pasta nella spazzatura e rompe il piatto per terra. Poi prende qualsiasi cosa dal frigo e inizia a mangiarla con le mani. Tutto questo davanti alle mie figlie. Non puoi dirle nemmeno che esagera con i caffè, ne prenderà una decina, un pacco di sigarette anche. Se ci azzardiamo a dire qualcosa, per la sua salute ovviamente, lei dice i soldi sono i miei e faccio cosa c.... voglio, se devo morire non mi interessa fatevi i c.... vostri. Come dobbiamo comportarci?

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in risposta alle sue domande, può rivolgersi al centro di salute mentale (CSM) della sua città e quando sua madre rompe tutto richiedere un Trattamento Sanitario Obbligatorio, e sua madre verrà portata nel Reparto Psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) e seguita per un periodo di cure adeguate. Da come descrive la situazione critica il TSO è l'unico modo per calmare sua madre ed aiutarla a farsi curare. Per farlo sua madre deve concretamente agire gli atti aggressivi di cui racconta e con le bambine in casa. Bisogna anche concordarlo con lo psichiatra del CSM, ossia prima andare a parlare della situazione presso il centro raccontarla e sottolineare la pericolosità per le bambine e poi con lo psichiatra che verrà assegnato concordare una modalità per il TSO. Spero i esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Buongiorno, la situazione che descrive sembra essere alquanto complessa. Le indicherei di rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta della sua zona per una consulenza al fine di comprendere meglio la situazione e valutare il miglior modo di procedere: dato che sua mamma nega le proprie difficoltà potreste andare lei e suo papà al primo appuntamento o lei da sola se preferisce. A disposizione per un colloquio. Cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Mori Torino (TO)

Gentile Elisabetta

da come lei descrive i comportamenti e gli atteggiamenti di sua madre si potrebbe dedurre che sua mamma sia molto arrabbiata a causa di una gelosia e possessività elevata nei confronti suoi e di suo papà. Probabilmente non riesce a tenere sotto controllo la situazione come vorrebbe(soprattutto emotiva) e allora usa una serie di manovre per piegare a se tutto e tutti con atteggiamenti aggressivi,impositivi e svalutativi. Una volta si sarebbe detto che era isterica, cioè incapace di adeguarsi alla realtà in modo sano, oggi diciamo che dimostra disadattamento e possessività frutto di una percezione, nei rapporti, inappagante e frustrante. Cosa fare in questi casi? Richiamare sempre il principio di realtà, chiedere in modo logico e razionale cosa vuole fare  e come sia possibile realizzarlo da lei. Se si lamenta di aver dimenticato il certificato e accusa il marito chiederle cosa poteva fare lei e come poteva ricordarselo. Non usare le negazioni o le svalutazioni ma dire si e creare alternative quando le soluzioni da lei proposte non sono adeguate. Per es., se dicesse  "le cose vanno male perchè tuo papà è inefficiente"  , si potrebbe rispondere " oppure secondo te c'è qualche altra spiegazione?". Se continua ad accusare "si perchè segue solo te e non ragiona", si potrebbe continuare a dirle "oppure c'è un'altra spiegazione?". In sostanza non negare quello che dice ma farle trovare alternative in modo che utilizzi di più la sua parte adulta riducendo quella infantile e nevrotica.

Poi naturalmente delle sedute di psicoterapia sarebbero efficaci e più solutive.

Saluti

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