IL BENESSERE DEI PAZIENTI GRAZIE ALL’INTERVENTO PSICOLOGICO
È accettato il concetto finalmente oggi che l’intervento psicologico migliora il benessere e la qualità della vita dei pazienti, aiutandoli a gestire le emozioni e stati particolari come l’ansia, la depressione, la rabbia, attraverso strategie adeguate tra cui: colloqui, tecniche di rilassamento, mindfulness, modalità di psicoeducazione. In qualche piccola località del nostro paese, esiste ancora il pregiudizio che “lo psicologo cura i matti”, ma questo stereotipo sembra ormai superato un po’ ovunque.
IL compito dello psicologo è proprio quello di valutare la consapevolezza del paziente, le sue risorse e dopo un’anamnesi completa, inviare ad uno psicoterapeuta per la psicoterapia.
In passato, secondo la corrente dualistica il corpo e la mente venivano considerate come due entità separate, nel '900 con la nascita della psicoanalisi e della psicosomatica, detto dualismo viene superato dall’importanza rivolta ai fattori emotivi, sociali e relazionali che diventano fondamentali nella determinazione della salute e della patologia dell’uomo e, col passare del tempo si è sempre più strutturata questa connessione tra salute e malattia.
A tal proposito, si sono considerati gli studi longitudinali ACE (Adverse Child Events) che hanno rivolto la loro attenzione agli eventi traumatici vissuti durante l’infanzia, sottolineando che l’esposizione cronica a situazioni stressanti e di disagio durante l’infanzia altera notevolmente l’equilibrio dei sistemi biologici modificando delle risposte corporee correlate allo stress che possono rappresentare dei fattori di rischio accentuando lo sviluppo della malattia acuta e cronica.
Non si può pensare ad un equilibrio psico-fisico di una persona senza considerare tutti e tre gli aspetti: biologico, psichico e sociale che sono collegati intimamente come il corpo e la mente.Infatti, il comportamento e le emozioni di un neonato sono regolati anche dagli aspetti fisiologici ambientali: tra cui il freddo, il sonno, la fame e devono essere tempestivamente soddisfatti, affinché egli possa sentire la presenza dell’accudente (madre o caregiver) in modo da sviluppare, per dirla in modo bowlbiano, la cosiddetta “base sicura” dell’attaccamento, fondamentale nei primi tre anni di vita. Inoltre, per il bambino è fondamentale tutto l'ambiente circostante in quanto egli sente, vede tutto ciò che lo circonda e il suo equilibrio futuro, da adulto, sarà la risultante di tutti i suoi momenti di vita soprattutto nei primi tre anni.
Oggi la psicologia riveste un ruolo fondamentale attraverso un intervento clinico finalizzato proprio con pazienti che presentano una patologia psico-somatica che rappresenta circa il 90% delle patologie.
Il compito dello psicologo /psicoterapeuta è quello di portare il paziente all’accettazione della sua malattia, mediante un intervento attivo alla gestione di essa, al fine di migliorare la qualità della vita ed il relativo benessere ed egli è tenuto ad ascoltare attentamente non solo il contenuto vero e proprio della narrazione, ma deve osservare la comunicazione non verbale: la postura - aperta, chiusa, tesa, nonchè l'orientamento del corpo, e poi ancora la mimica facciale, lo sguardo, la gestualità e la comunicazione paraverbale, cioè come dice le parole, non cosa dice. Bisogna considerare il tono della voce, il volume, le pause, i silenzi, le pause, i sospiri e i possibili balbettii perché spesso quanto espresso non coincide con cosa il paziente sente, e alla fine finisce per mentire prima a se stesso e poi al terapeuta che gli sta di fronte.
Il setting terapeutico oltre a dover mantenere la neutralità tra paziente e terapeuta deve però essere accogliente e rassicurante, non deve trapelare, da parte del terapeuta alcun tipo di dissenso, ma solo una profonda comprensione in quanto il paziente è comunque una persona che sta vivendo uno stato di disagio e che sta chiedendo “aiuto”.
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