Sensi di colpa

Nicole

Buongiorno sono una ragazza di 34 anni, ho tradito il mio compagno e se’ prima non avevo i sensi di colpa ora dopo 7 mesi stanno venendo fuori! Vivo in costante ansia! Ma non ho intenzione di dirglielo perché lo farei stare malissimo, e non me lo perdonerebbe mai! Non mi fa mancare niente e’ un ragazzo buonissimo, e ora non so più come farmi passare questo senso di colpa con il quale ci convivo ogni giorno..

7 risposte degli esperti per questa domanda

Nicole, quello che stai vivendo non è “semplice senso di colpa”: è il momento in cui la tua coscienza emotiva si è svegliata e ti sta chiedendo di guardare in faccia ciò che è successo, non per punirti, ma per farti crescere.

Il tradimento non dice tutto di te. Dice qualcosa di un momento, di un bisogno, di una fragilità. Ma il senso di colpa che arriva dopo mesi non è un castigo: è un segnale che dentro di te c’è una parte che vuole essere più onesta, più integra, più allineata a ciò che senti davvero.

Il punto non è “dirglielo o non dirglielo”. Il punto è che adesso tu stai cercando disperatamente un modo per convivere con ciò che è accaduto senza distruggerti. E questo è umano.

Il senso di colpa diventa tossico quando lo vivi come una condanna. Diventa utile quando lo ascolti come un messaggio.
E il messaggio, per come lo racconti, sembra essere questo:
“Non voglio più essere una persona che vive scissa tra ciò che fa e ciò che sente.”

Non sei obbligata a confessare per liberarti. Ma sei chiamata a capire cosa ti ha portata lì: solitudine? bisogno di sentirti vista? paura di perdere qualcosa di te? un momento di distanza nella coppia? un bisogno che non riuscivi a nominare?

Finché non guardi questo, il senso di colpa continuerà a morderti, perché non sta chiedendo punizione: sta chiedendo verità interiore.

E poi c’è un’altra cosa importante:
tu non sei una cattiva persona perché hai sbagliato. Sei una persona che ora vuole essere migliore di com’era in quel momento. E questo è già un movimento di riparazione, anche se non lo vedi.

Se vuoi, posso aiutarti a mettere ordine dentro questo groviglio, senza giudizio e senza moralismi. Tu non sei definita da quell’errore. Sei definita da ciò che scegli di farne adesso.

Rimango a tua disposizione

Dottoressa Arianna Bagnini

Psicologa Clinica- del Lavoro

Organizzazioni - Risorse umane 

Ricevo Online

Buongiorno Nicole,
quello che racconta mostra quanto il senso di colpa che prova sia diventato un peso quotidiano, capace di generare ansia e disagio. È comprensibile: tradire, anche senza intenzione di ferire, tocca valori profondi e genera un conflitto interno tra ciò che desideriamo e ciò che riteniamo giusto.
Il focus non è solo sul tradimento in sé, ma su come questo evento si inserisce nelle sue relazioni e nella sua storia personale: cosa ha cercato in quell’esperienza, come si è sentita prima e dopo, e come questo senso di colpa influenzi il modo in cui vive il legame con il suo compagno oggi.
Il fatto che non voglia rivelarlo per proteggerlo evidenzia una consapevolezza e una cura per l’altro, ma al contempo il peso emotivo rimane tutto su di lei. Spesso, quando si portano dentro colpe non condivise, l’ansia e il malessere diventano una compagnia costante: il corpo e la mente ci ricordano ogni giorno ciò che non è stato elaborato.
Non si tratta di “togliere” il senso di colpa con la semplice volontà, ma di trovare uno spazio sicuro per comprenderlo, accoglierlo e dare senso a ciò che è successo, senza che questo generi ulteriori sofferenze. A volte parlarne, anche in uno spazio protetto con un professionista, permette di alleggerire questo peso e capire come vivere la relazione in modo più consapevole, senza autodistruggersi.
Se sente che può essere utile, potrebbe essere interessante esplorare insieme questi sentimenti e capire come gestire l’ansia e il senso di colpa senza danneggiare né sé stessa né la relazione.
Rimango a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Della Torre

Buongiorno Nicole, quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, anche se quando lo si vive sembra qualcosa di “solo nostro”. Il fatto che i sensi di colpa arrivino dopo mesi non è strano. A volte, quando succede qualcosa di forte, inizialmente si resta un po’ distaccati, come se non si sentisse davvero. Poi, con il tempo, tutto trova spazio e arriva.
La cosa che colpisce è che parla di un’ansia costante. Questo fa pensare che non sia solo “colpa” in senso morale, ma qualcosa che le sta chiedendo attenzione dentro. Come se una parte di lei stesse bussando e dicendo: fermati un attimo, guarda meglio cosa è successo e cosa significa per te.

Lei dice che non vuole dirglielo per non farlo stare male. È una motivazione che si sente spesso, ed è comprensibile. Allo stesso tempo, però, può esserci anche un altro pezzo, più silenzioso, legato alla paura delle conseguenze per lei, della perdita, del giudizio. Non è una critica, è umano.
Il punto, però, è che il senso di colpa non si “toglie” semplicemente decidendo di non dire nulla. Se resta lì da mesi, è perché per lei quella cosa ha un peso che non si è ancora trasformato in qualcosa di comprensibile e digeribile.

Forse la domanda non è tanto “come faccio a farlo passare”, ma “cosa mi sta dicendo questo senso di colpa?”.
Per esempio:
che significato ha avuto per lei quel tradimento?
in che momento della sua vita è successo?
cosa mancava, o cosa stava cercando, anche se magari non era chiaro allora?
Non sempre il tradimento nasce da una mancanza nel partner. A volte riguarda parti di sé che non trovano spazio, bisogni confusi, momenti di fragilità o anche solo il bisogno di sentirsi in un certo modo. Se queste cose restano non pensate, il senso di colpa tende a rimanere “bloccato” e a trasformarsi in ansia, come sta succedendo a lei.
Un’altra cosa importante. Il fatto che il suo compagno sia una brava persona può rendere tutto ancora più pesante. Perché non c’è un “nemico” su cui spostare il peso, e allora torna tutto su di sé. Non esiste una risposta giusta uguale per tutti sul dire o non dire. È una scelta delicata, che ha conseguenze in entrambe le direzioni. Però, qualunque scelta farà, sarà importante che non resti sola a gestire tutto questo dentro.
A volte parlarne con qualcuno fuori dalla coppia, in uno spazio protetto, aiuta a mettere ordine senza dover decidere subito cosa fare.
Le lascio una domanda, senza fretta.
Se mette da parte per un attimo la paura delle conseguenze, che cosa sentirebbe più “onesto” per sé oggi? Non più facile, ma più onesto. Da lì, piano piano, si può iniziare a capire come muoversi.
Un caro saluto.

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Gentile Nicole,

Quello che descrivi è molto umano. A volte il senso di colpa non emerge subito perché inizialmente alcune parti di noi tengono “a distanza” ciò che è troppo conflittuale. Poi, quando la relazione continua e il legame affettivo resta significativo, quel materiale emotivo trova spazio e torna sotto forma di ansia.

Più che un errore da cancellare, questo senso di colpa può essere letto come un segnale: una parte di te è in contatto con i tuoi valori, con l’immagine che hai di te stessa nella relazione, e forse anche con il bisogno di autenticità. L’ansia nasce proprio dal conflitto tra ciò che è accaduto, ciò che provi oggi e ciò che scegli di non dire.

Non è tanto il “dire o non dire” che va affrontato subito, ma comprendere cosa rappresenta per te questo tradimento: cosa stavi vivendo in quel momento, cosa mancava, cosa cercavi, e cosa invece senti adesso per il tuo compagno. Senza questo passaggio, il senso di colpa tende a restare bloccato e a trasformarsi in qualcosa di più persecutorio che trasformativo.

Provare a “farlo passare” rischia di aumentarlo. Ha più senso dargli uno spazio di ascolto interno, senza giudizio, per capire cosa ti sta dicendo di te. Da lì, con più chiarezza, potrai anche decidere come stare nella relazione in modo più coerente e meno ansiogeno.

Se senti che l’ansia è costante, parlarne in uno spazio terapeutico può aiutarti a trasformare questo peso in qualcosa che ti orienti, invece di schiacciarti.

Buongiorno Nicole, dopo un tradimento l’ansia di essere scoperti e il senso di colpa possono essere così spiacevoli da desiderare che passino il più presto possibile. Lo comprendo bene. Eppure è vero anche che queste emozioni, se ascoltate, possono portare grande insegnamento.

Innanzitutto, vorrei fare una distinzione tra senso di colpa e assunzione di responsabilità.

Il senso di colpa può diventare un pensiero continuo e logorante che rischia di bloccare nel rimorso e far stare male, senza portare a nulla di utile. L’assunzione di responsabilità, invece, è mossa da un’emozione sana: la colpa. Questa ha una funzione ben precisa: quella di aiutarci a riconoscere che abbiamo fatto qualcosa che va in conflitto con i nostri valori o con il legame con l’altro.

Il mio invito è: non cercare di cancellare il passato o di far passare la colpa. Piuttosto, chiediti: cosa succedeva dentro di te in quel periodo? Come ti sentivi nella relazione?
Quale bisogno stavi cercando, forse senza accorgertene, di soddisfare?

Queste domande sono spunti per aiutarti a sentire che cosa ti ha portato a tradire.

Riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni (anche di disagio) è il primo e necessario passo per poterli poi comunicare in modo sano nella coppia, con l’obiettivo di trovare assieme un buon modo per soddisfarli e crescere assieme.

Dott.ssa Francesca Alzetta

Dott.ssa Francesca Alzetta

Trieste

La Dott.ssa Francesca Alzetta offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, e molte grazie per la sua condivisione.
Emozioni come ansia e senso di colpa, che dal suo racconto arrivano come ultimamente piuttosto ingombranti, possono essere considerate anche da una prospettiva diversa, non tanto come qualcosa da far passare o da eliminare, ma come esperienze interne con una loro funzione, che vale la pena osservare ed ascoltare. Alle volte, ad esempio, possono nascere dal divario tra i propri valori e alcuni comportamenti messi in atto, e proprio per questo, pur essendo dolorose, possono anche offrirci informazioni preziose sul nostro funzionamento.

In quest’ottica, più che lottare contro queste emozioni o cercare di spegnere il senso di colpa, potrebbe essere utile provare a fare spazio a ciò che sente, accogliendolo senza giudizio, per quanto possibile. Il tentativo di allontanare o controllare queste esperienze interne può finire per amplificarle, mentre un atteggiamento di apertura può renderle più tollerabili.

Se dovesse accorgersi che l’ansia diventa troppo intensa o difficile da gestire, potrebbe essere utile un confronto con un/una professionista, che la aiuti ad esplorare questi vissuti.

 Buongiorno,
quello che stai vivendo è comprensibile, anche se fa male.Il senso di colpa che arriva ora non significa che stai peggiorando, ma che una parte di te sta diventando più consapevole. È un conflitto tra ciò che è successo e l’immagine che hai di te oggi. Non dirglielo è una scelta, ma in questo caso è importante che tu possa elaborarlo dentro, altrimenti l’ansia continua. Prova a tenere tre punti:

  • non trasformare il senso di colpa in auto-punizione
  • chiederti cosa cercavi in quel momento
  • capire cosa vuoi davvero oggi da questa relazione

Non devi risolvere tutto subito.
Ma puoi iniziare a trattarti con un po’ più di comprensione, non solo con giudizio.

 

 Daniela Sasso

Daniela Sasso

Lecce

Daniela Sasso offre supporto psicologico anche online