Inizio anno travagliato

Anna

Buongiorno, ho 33 anni. La Fine del 2025 ero a letto con influenza e l'inizio del 2026 ero ancora a letto con influenza. Io sono scaramantica e ho subito pensato che sarebbe stato un anno particolare. Da qui si sono susseguiti momenti di malessere e pressione bassa. Il mio medico di base dice che è stress che mi porto dal lavoro. E forse ha ragione. A peggiorare ulteriormente sono insoddisfatta del lavoro, che da commessa da ben poche soddisfazioni, a cominciare dagli orari improponibili. Poi risento molto di più della distanza dai miei affetti di sangue, che sono a 1 ora e mezza da me e quasi la sensazione di non trovare il mio posto nel mondo. In piú io e il mio compagno stiamo cercando una gravidanza che non arriva. Noi non ce ne facciamo una malattia, ma talvolta mi sento inadatta a quasi tutto. Che posso fare?

14 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Anna,

ha ragione il suo medico. Sarà solo forte stress. E ha pienamente ragione a sentirsi così. La mancanza degli affetti, l’insoddisfazione del lavoro, la gravidanza cercata e ancora non arrivata, sono tutti fattori che producono uno stato di forte stress. Cerchi di trovare dei momenti per ritrovarsi un po', cerchi di fare lunghe passeggiate, cerchi di trascorrere momenti insieme al suo compagno con la “mente” libera, se è possibile, cerchi di dedicarsi un po' ai suoi hobby, interessi, cerchi di trovare il bello nelle sue giornate. Faccia tutto quello che può fare per farla distogliere dai pensieri “cattivi”. Solo così, vedrà, che l’anno nuovo si riprenderà.

Magari una consulenza con qualche specialista può “alleggerirla” anche un po'. Offro consulenze online, mi contatti se lo ritiene utile, sono a disposizione.

Dott. Chillemi Carmen Linda

Dott.ssa Carmen Linda Chillemi

Dott.ssa Carmen Linda Chillemi

Messina

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Buongiorno Anna, lei racconta un insieme di cose che sommate la portano a sentirsi inadatta. A questo punto si fermi un attimo su ognuno di questi fattori per valutare quanto effettivamente, presi singolarmente, incidano sul suo malessere e ipotizzi alternative per modificare lo stato delle cose. Provi anche a tenere in considerazione situazioni che invece le danno soddisfazione che possono controbilanciare. Facendo chiarezza potrebbe ricavare alternative che la aiutano a perseguire obiettivi nuovi dandole una motivazione a reagire.

Saluti

Dott.ssa Trazzi 

Dott.ssa Marilena Trazzi

Dott.ssa Marilena Trazzi

Modena

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Buongiorno Anna, ho letto con attenzione le sue parole e la ringrazio per aver condiviso questo momento di fragilità.

Capisco bene perché quell'inizio d'anno a letto, tra influenza e scaramanzia, l'abbia scoraggiata. Quando ci si sente fragili fisicamente, è facile che anche l'autostima vacilli e ci faccia sentire "inadatte". Ma vorrei offrirle una prospettiva diversa: forse quella sensazione di non avere un posto non è un fallimento, ma un segnale prezioso. È come se la sua mente e il suo corpo stessero rifiutando un abito (fatto di stress, orari impossibili e distanze dalla famiglia) che ormai le va troppo stretto.

Cercare una gravidanza mentre si indossa un abito così scomodo è faticoso. Forse questo 2026 non è iniziato "male", ma ha iniziato chiedendole a gran voce di prendersi cura di sé. Di rimettersi al centro, prima di ogni altra cosa.

Spero che queste parole possano essere per lei un piccolo spunto di riflessione per iniziare a guardare a questo nuovo anno con più gentilezza verso se stessa.

Dott.ssa Cristina Galletti

Dott.ssa Cristina Galletti

Dott.ssa Cristina Galletti

Varese

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Buongiorno Anna,
nelle sue parole sento una fatica che non riguarda solo il corpo, ma anche il senso che stanno prendendo le cose nella sua vita. A volte un episodio come un’influenza a cavallo tra due anni diventa quasi un simbolo, un punto a cui la mente si aggrappa per dare un significato a ciò che accade dopo. Non è davvero scaramanzia: è il bisogno di trovare un filo logico quando ci si sente vulnerabili.
Da lì, però, si sono sommati diversi elementi: i malesseri fisici, che il medico collega allo stress; un lavoro che non le restituisce soddisfazione e che, con orari impegnativi, può drenare molte energie; la distanza dagli affetti, che in certi periodi pesa più del solito; e la ricerca di una gravidanza che non arriva. Anche se dite di non farne una malattia, è comunque un’attesa che tocca corde intime, identitarie, profonde. Tutto questo insieme può far vacillare.
Il senso di “non trovare il proprio posto nel mondo” spesso emerge proprio quando ciò che si vive quotidianamente non rispecchia più chi si sta diventando. Non è necessariamente un fallimento personale: può essere un segnale di cambiamento interno. E quando si è stanche o sotto pressione, la mente tende a trasformare il disagio in giudizio su di sé: “sono inadatta”, “non sono abbastanza”. Ma il fatto che lei si ponga domande e cerchi un confronto racconta invece una parte lucida e consapevole.
Forse potrebbe iniziare da piccoli movimenti concreti, senza pretendere rivoluzioni:
– curare con più costanza sonno, alimentazione, ritmi, per aiutare anche il corpo a uscire dalla modalità di allarme;
– rendere più frequenti o più strutturati i momenti con i suoi affetti, così da non sentirli solo come “mancanza”;
– iniziare a esplorare, anche solo mentalmente o informandosi, possibili alternative lavorative, per riaprire uno spazio di possibilità.
Non deve risolvere tutto insieme. Spesso basta riattivare una sola area per sentirsi meno bloccate.

Le lascio una riflessione: se sospendesse per un attimo l’idea di essere inadatta, e guardasse questa fase come un passaggio, cosa cambierebbe nel modo in cui si parla? Forse vedrebbe una donna che sta facendo i conti con desideri importanti,lavoro, appartenenza, maternità  e che sta cercando, con fatica ma con sincerità, il proprio equilibrio.
Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Capisco quanto possa essere faticoso quando più aspetti della vita sembrano accumularsi nello stesso periodo: la stanchezza fisica, l’insoddisfazione lavorativa, la distanza dagli affetti e l’attesa di una gravidanza possono facilmente far emergere pensieri di inadeguatezza o di “non trovare il proprio posto”.

A volte il corpo diventa il primo luogo in cui lo stress e le preoccupazioni si fanno sentire, e questo non significa che “sia tutto nella testa”, ma che mente e corpo stanno probabilmente chiedendo più attenzione e cura. Può essere utile provare a ritagliarsi piccoli spazi di recupero durante la settimana (anche brevi), mantenere contatti regolari con le persone care e concedersi momenti in cui non dover “funzionare” perfettamente.

Se questi vissuti dovessero diventare più pesanti o persistenti, confrontarsi con un professionista può aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare modalità più sostenibili per affrontarlo. Nel frattempo, ricordi che sentirsi smarriti in alcuni periodi della vita non significa essere inadatti, ma spesso essere in una fase di passaggio che richiede tempo e gentilezza verso se stessi.

Dott. Aron Fantini

Dott. Aron Fantini

Roma

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Puoi affrontare la tua situazione come un progetto: valuta i fattori che pesano su salute, lavoro, relazioni e desiderio di maternità. Inizia dalle priorità immediate: cura il corpo con sonno, alimentazione e piccoli esercizi; gestisci lo stress con pause, respirazione o meditazione; mantieni contatti regolari con affetti e condividi ansie con il partner. A medio-lungo termine valuta la carriera in base ai tuoi valori, pianifica la maternità con supporto medico e crea routine di benessere personale che aumentino autostima e resilienza. Concentrati su azioni concrete e controllabili, monitorando i risultati. Sono disponibile online per colloquio. Il primo è gratuito. 

Dott.ssa Simona Di Meglio

Dott.ssa Simona Di Meglio

Napoli

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Buongiorno Anna, 
Grazie per la sua condivisione. 
Dalle sue parole sembra emergere un senso di scoraggiamento, a cui non riesce bene a dare  una cornice di significato che la guidi nel capire quale direzione futura prendere. 
Parla di certezze radicate, quelle degli affetti, e di ostacoli al suo benessere, come il lavoro, e infine della gravidanza che non arriva. 
Proviamo a cambiare prospettiva: alla fine del 2025 il suo corpo le ha imposto di prendere una pausa, e il 2026 è iniziato all'insegna dell'ascolto di sé. Malessere, stress, cali di pressione sono sì sintomi da approfondire con il medico, magari facendo anche delle analisi di routine, ma rappresentano anche segnali importanti che parlano del suo mondo interno. 
Cosa le manca per sentirsi soddisfatta sul lavoro? Magari vorrebbe una promozione, oppure lavorare in un settore diverso. 
Sono poche le possibilità di controllo sulla prospettiva della gravidanza, mentre sulla sua ricerca di un posto nel modo ha molto spazio di manovra. Pensi a cosa vorrebbe fare se non avesse alcun vincolo, dia un nome a quel che desidera, e dopo provi a declinare il suo desiderio in un progetto che può realizzare, o almeno provare a farlo. 
Lei non è inadatta, va benissimo com'è. Sta solo cercando di conoscersi meglio e di vivere secondo i suoi valori e aspirazioni. Mentre lo fa, non dimentichi di essere gentile con sé stessa, e se ne ha bisogno cerchi un sostegno che la aiuti ad orientarsi. 

Un saluto. 

MArgherita Barberi, psicologa

Dott.ssa Margherita Barberi

Dott.ssa Margherita Barberi

La Spezia

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Buongiorno,

comprendo da ciò che scrive, che in questo momento, sta passando un periodo difficile e delicato. Il nostro corpo è sempre molto bravo a darci dei segnali e, se sono state escluse patologie mediche, possiamo ipotizzare che il suo corpo le sta parlando. 

L'insoddisfazione sul lavoro, la lontananza dai suoi affetti, la ricerca di una gravidanza e il senso di non trovare il suo posto nel mondo stanno appesantendola. 

La invito ad ascoltare ciò che le dice il suo corpo. Fermarsi, anche solo prendersi 15 minuti al giorno, inserire nella sua vita qualcosa di piacevole che la faccia sentire bene ed, eventualmente, rivolgersi ad una psicologa per un percorso nel quale lavorare le sue emozioni e le sue aspettative. Cercando il suo posto nel mondo.

Restando a disposizione, le auguro TUTTO IL MEGLIO

Dott.ssa Barbara Biffi

Dott.ssa Barbara Biffi

Dott.ssa Barbara Biffi

Modena

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Salve,

Mi permetto di darle del tu ma se vuole senza problemi possiamo darci del Lei. Ti ringrazio per aver condiviso così apertamente ciò che stai vivendo e sono consapevole di quanto coraggio richiede questo primo passo cosi importante. Da quanto mi racconti, stai attraversando un periodo complesso, in cui diversi fattori – salute fisica, stress lavorativo, distanza dagli affetti e desiderio di maternità si sommano e possono generare senso di fatica, insoddisfazione e inadeguatezza. È comprensibile che, in queste condizioni, ci si senta sopraffatti e scoraggiati. Alcuni suggerimenti pratici per affrontare questa situazione

- Prendersi cura del corpo e della routine: anche piccoli gesti quotidiani, come mantenere orari regolari di sonno, pasti equilibrati, attività fisica leggera o passeggiate, possono aiutare a migliorare energia e stabilità emotiva.

- Creare spazi di svago e sostegno sociale: dedicare tempo a contatti significativi, anche se a distanza, e ad attività piacevoli aiuta a ridurre il senso di isolamento e a rinforzare il benessere psicologico.

- Gestione dello stress e della pressione lavorativa: tecniche di respirazione, mindfulness o momenti di pausa programmati durante la giornata possono ridurre tensione e ansia, aumentando la capacità di affrontare le sfide quotidiane.

- Percorso di sostegno psicologico. Un percorso con uno psicologo potrebbe offrirti uno spazio sicuro in cui:

- Analizzare e comprendere le cause dello stress, della stanchezza e del senso di inadeguatezza;

- Sviluppare strategie pratiche per gestire l’insoddisfazione lavorativa e le difficoltà legate alla vita affettiva e familiare;

- Rafforzare la fiducia in te stessa e le risorse personali, riducendo il senso di sopraffazione;

- Supportarti nella gestione emotiva del desiderio di maternità e dei vissuti legati all’attesa.

Questo tipo di sostegno può aiutarti a sentirti più stabile, sicura e in grado di affrontare le sfide quotidiane, favorendo un equilibrio tra vita personale, relazionale e lavoro. Resto a tua completa disposizione per approfondire queste strategie o per supportarti nell’intraprendere un percorso psicologico adeguato.

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

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Buongiorno Anna,
Dalle sue parole mi sembra che stia attraversando un momento di difficoltà su diversi fronti: quello della salute, quello lavorativo e quello familiare.
Il suo corpo si fa carico di tutto ciò rispondendo con una somatizzazione, forse per alleviarla da un’emotività che potrebbe essere insostenibile.

Quel posto nel mondo di cui parla mi fa pensare alla ricerca di una realizzazione, lavorativa, affettiva, personale, che ad ora sente di non aver raggiunto e che forse vede molto difficile da ottenere.

La ricerca di un figlio in questo momento, forse percepita come massima realizzazione di sé e della coppia, le può far sperimentare un senso di impotenza e fallimento, come donna e come partner, che possono essere molto faticosi da digerire, o forse anche da nominare.
Credo che sia importante guardare a ciò che sta accadendo con sguardo benevolo verso di sé, per cogliersi nel suo divenire, portando l’attenzione all’interno, al suo mondo emotivo, che per ora prende voce attraverso il corpo.

Un caro saluto.

Ciao Anna,

capisco perché ti senti così appesantita: quando tante cose si sommano — salute ballerina, stanchezza lavorativa, distanza dagli affetti, desideri importanti che tardano ad avverarsi — è come se ogni evento pesasse il doppio. Non perché tu sia “inadatta”, ma perché il tuo sistema emotivo è già sotto pressione. In queste condizioni anche un piccolo segnale del corpo può sembrare enorme, quasi un presagio, e la mente tende a collegare tutto in un’unica storia negativa.

Ti lascio alcune considerazioni: 
- riconosci che stai vivendo un periodo oggettivamente impegnativo

- separare i fatti dalle interpretazioni: quando siamo sotto stress, le interpretazioni diventano più cupe. Notarlo aiuta a ridimensionarle.

- concentrarsi su una questione alla volta e non provare a risolvere tutto insieme

- individuare e coltivare piccoli momenti di benessere: passeggiata, musica, respirazione. 

 

 

Buongiorno Anna, intanto è importante riconoscere che lei ha già fatto delle utili riflessioni sul malessere che ha raccontato. Questo è un ottimo segno di una capacità autoriflessiva che in genere è un segno inequivocabile di buona salute mentale. Detto ciò può chiedere una consultazione psicologica che la aiuti a capire meglio come le diverse situazioni descritte impattano sulla sua vita . Il lavoro psicologico su di sè, sulle proprie emozioni e paure permette una loro più facile gestione. Aggiungo anche un ultimo particolare: la ricerca di una gravidanza è spesso legata ad una condizione psicologica di serenità, e allo stesso tempo una condizione di stress, è stato dimostrato ormai in modo chiaro, rallenta o rende più difficile rimanere gravida.

Cordiali saluti

Dott. Lorenzo Morini

Per maggiori informazioni info@morinilorenzo.it 

Dott. Lorenzo Morini

Dott. Lorenzo Morini

Modena

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Buon pomeriggio, 

dal tuo racconto si comprende quanto sia stato un inizio anno abbastanza impegnativo, in cui insoddisfazione professionale si unisce all'insuccesso di una gravidanza, e in ultimo una salute cagionevole. 

Per rispondere alla domanda che giustamente ti poni, potrebbe essere utile valutare la possibilità di cercare un altro impiego, più in linea con i propri interessi e aspirazioni. Per gli altri aspetti che hai indicato sembrano connessi alla sensazione di smarrimento che hai nominato. Potrebbe essere utile approfondire questo vostro desiderio di una genitorialità e quali emozioni suscita la mancata realizzazione di questo progetto. 

Spesso in queste situazioni si arriva a sperimentare una sensazione di un "corpo difettoso" e senso di colpa verso il partner. Se ti fossi sentita così potrebbe essere utile confrontarti con un professionista in ambito perinatale. 

Spero di esserti stata utile e sono a disposizione nel caso avessi bisogno di chiarimenti.

Dott.ssa Alice Abbruzzese

Dott.ssa Alice Abbruzzese

Modena

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Gentile Anna,

questi segnali sono un modo con cui corpo e mente ci indicano la necessità di prendersi cura di sé e di ristabilire un equilibrio tra impegni, relazioni e benessere personale. Sentirsi sopraffatti è comprensibile quando le pressioni si accumulano, e lo è ancor più quando si affrontano la distanza dagli affetti o un percorso delicato come la ricerca di una gravidanza. In questi contesti, le emozioni e il corpo richiedono attenzione e ascolto.

Prendere consapevolezza dei propri bisogni, concedersi momenti di pausa e, se necessario, rivolgersi a un professionista può favorire maggiore chiarezza e sostegno, aiutando a gestire le sfide quotidiane in modo più equilibrato e consapevole.

Rimango disponibile, per colloqui in presenza a Modena o online, qualora desiderasse un confronto diretto.

Un caro saluto

Dott.ssa Ornella Maria Amari