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La parola COSTO deriva dal latino: constāre, da cum+stare, ossia "stare con".
Il "costo" di una psicoterapia non si limita all'aspetto economico. Il "costo" è ció che necessariamente "sta con" ció che si desidera ottenere.

Nell'intraprendere un persorso personale di cambiamento è necessario assumersi un carico: anzitutto, separarsi da una cristallizzata concezione di sé, da un abituale modo di relazionarsi a se stessi e agli altri, da risposte rassicuranti che fino a quel momento sono state le uniche possibili.

Il bisogno immediato di ridurre o eliminare una serie di sintomi spesso non coincide con una predisposizione reale al cambiamento. Quest'ultima nasce da una crisi (dal greco "krisis": separazione, scelta), da un "terremoto" interno, che porta a liberarsi, a svuotarsi di qualcosa per fare posto ad altro.
Ad esempio, nella decisione di avere un figlio o di trasferirsi in un luogo lontano, fare posto dentro se stessi al cambiamento, vuol dire scegliere di separarsi da un "vecchio" modo di essere, da "storiche" relazioni ed abitudini, per fare posto a qualcosa che è ancora sconosciuto, di cui peró avvertiamo una sorta di richiamo segreto.
In qualche modo, decidere di iniziare una psicoterapia è come prepararsi ad un viaggio che ci porterà in un territorio sconosciuto. Già il viaggio reale, almeno settimanale, di andata e ritorno per le sedute, comporta una nuova abitudine che costringe a rinunciare a qualcos'altro.

Del "costo" fa parte anche il dolore che si affronta con il riemergere di antiche emozioni, nel ricostruirsi gradualmente a partire dalla propria crisi.

Il termine PREZZO ha la sua radice in "prakh", domandare, chiedere. È questa la parola che rimanda ad un secondo aspetto decisivo nell'atto di intraprendere un percorso di cambiamento personale. Questa parola contiene un elemento soggettivo. "Apprezzare" (dal lat. tardo appretiare, der. di pretium, prezzo) significa "assegnare un prezzo, un valore" a qualcosa.

Il prezzo economico della seduta ha a che fare, pur tenendo conto del tenore di vita di chi domanda aiuto, con il valore che la persona assegna al cambiamento personale desiderato.
Chi vuole realmente usufruire di un percorso psicoterapeutico è disposto ad assumersene il "costo" e ad assegnargli un "prezzo" che sia sostenibile rispetto alle proprie possibilità.

Il prezzo economico della seduta nasce certamente dall'incontro tra la persona che domanda aiuto e lo psicoterapeuta, il quale di fronte ad una reale motivazione del paziente è generalmente disposto a facilitare la creazione delle condizioni, affinché la relazione psicoterapeutica possa iniziare. Peró il "prezzo" nasce innanzitutto dalla persona che chiede aiuto: chi vuole cambiare è disponibile a dare qualcosa in cambio, è libero di chiedere, di cercare fino a trovare la relazione terapeutica adatta alle proprie esigenze di cambiamento.
Attualmente la possibilità di accedere ad un trattamento psicoterapeutico esiste attraverso un pluralità di offerte: presso Asl a cui si accede con un ticket, in cooperative che tramite progetti sociali offrono periodi di trattamento a costi assolutamente contenuti, presso studi psicoterapeutici con il loro prezzario fisso o variabile.
L'idea del "prezzo" o del "costo" visto come sbarramento, come gradino troppo alto che rende inaccessibile un percorso psicoterapeutico, fa parte della normale difficoltà a separarsi da quella parte di sé a cui è difficile rinunciare per poter accedere al nuovo, all'ancora sconosciuto.

Il diritto alla possibilità reale di intraprendere un percorso psicoterapeutico è fondamentale.
L'evoluzione umana individuale è pietra fondante di quella collettiva, per questo la pratica psicoterapeutica ha un ruolo decisivo accanto alle fondamentali agenzie di socializzazione umana come la famiglia e la scuola.

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