Psicologia del benessere

Il significato del "tempo" nella nostra vita

16 Novembre 2018

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Una prospettiva temporale serve a comprendere come ciascun individuo si pone rispetto al passato, al presente e al futuro, al fine di vivere un'esistenza più adeguata e, soprattutto più serena. Spesso, alcune decisioni vengono condizionate dalla situazione del momento, da ciò che sentiamo o ancora da ciò che le persone circostanti suggeriscono.

In altri casi, il contesto presente viene ignorato e la mente si focalizza sul passato, sul ricordo di eventi dolorosi. In altre circostanze ancora, si valutano le situazioni del momento, quanto si può rischiare e quanto si può ottenere o perdere. Le tre prospettive temporali indicate adottano percorsi differenti, ma fondamentalmente guidano le nostre azioni. A livello della terapia centrata sulla prospettiva temporale si sono prese in considerazione 6 prospettive:

1) le persone orientate al "futuro" programmano in tempo la loro esistenza, attraverso una chiara pianificazione e hanno fiducia nelle loro decisioni;

2) le persone proiettate verso il "futuro trascendente" credono in un'esistenza migliore dopo la morte e, spesso, trascurano il presente in funzione dell'altra dimensione;

3) le persone orientate al "presente edonistico" vivono il momento, il "carpe diem", ricercando il piacere e ogni stato di benessere ed adottano questa modalità comportamentale per evitare, in genere, la sofferenza, il disagio;

4) le persone orientate al "presente fatalistico" credono che tutto sia predeterminato, negando ogni possibile esistenza del libero arbitrio. Questa prospettiva temporale può derivare o da una matrice religiosa o da una valutazione oggettiva delle proprie condizioni di disagio materiale;

5) le persone orientate al "passato positivo" tendono a regredire ai "vecchi tempi" e restano legate a foto, ricordi, feste storiche (compleanni, onomastici, Natale ecc.);

6) le persone orientate al "passato negativo" vivono in un mondo di rimpianti, recriminando quanto accaduto e mantenendo una visione pessimistica della vita, che loro tendono a considerare "realista".

Per vivere bene il nostro tempo é opportuno riconoscere la tossicità presente che é dominante quando vi é una prospettiva esistenziale negativa, sia orientata al passato con il ricordo spiacevole di quanto accaduto, sia al presente fatalistico in cui la persona si sente come in trappola di una esistenza vissuta come brutta e faticosa, sia al presente edonistico rivolto al piacere a spese del futuro o al futuro eccessivo che ritrova il pensiero rivolto a ciò che bisogna fare, perdendo l'apprezzamento del bello del momento.

Pertanto, una maggiore capacità di gestione delle difficoltà, inserita in una più profonda comprensione di se stessi e degli altri, migliora la capacità di apprezzare la vita in uno stato di pienezza. Far riemergere il passato negativo con tutti gli eventi tristi e traumatici non giova, magari é più opportuno focalizzarsi sul passato positivo, sovrapponendo così nuovi ricordi per una prospettiva più luminosa. In analogo modo, chi vive il "presente fatalistico" non avendo il controllo sulla propria vita il suo miglioramento della qualità di vita può avvenire concedendosi degli "spazi" gradualmente, che va ad inserire in tutte le sue attività rimanendo sul presente in chiave di "ricerca del piacere".

Chi invece tende a pianificare tutto in un "futuro estremo" convinto di non poter godere dell'hic et nunc, può piano piano ricercare il divertimento trascorrendo più tempo in famiglia, con gli amici e coltivando i suoi veri interessi. Bisogna bilanciare il nostro tempo per vivere meglio nel presente e concepire un futuro più positivo, lasciando il passato traumatico dietro le nostre spalle. Solo con tale equilibrio si può evitare la sindrome post-traumatica da stress o la depressione vera e propria.

 

 

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