Psicologia del benessere

Le Persone Sensibili possono imparare a delimitare i propri confini, conoscere i propri limiti, dire di NO ed essere assertivi, mantenendo il contatto con Se stesse (prima parte)

19 Gennaio 2021

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Capita anche a voi di non fissare dei limiti adeguati per noi stessi e quindi di superarli causando un'esplosione o un'implosione?

Il mantra è "poniti dei limiti", come?

Innanzitutto non occore riconoscere solo 2 alternative estreme: essere totalmente aperti agli altri o chiudersi del tutto. Tra  questi 2 poli esistono infinite possibilità tra noi e l'altro. Stabilire i propri confini significa trovare il giusto equilibrio (diverso per ogni persona) di intimità e distanza in ogni situazione. Le Persone Altamente sensibili (PAS  o HSP) di irritano più facilmente dei normosensibili, perchè tendono a farsi carico oltre che dei propriproblemianche di quelli altru e rischiano di essere invase anche dalle emozioni degli altri. Le PAS cercano spesso di sforzarsi di adeguarsi ad una media, ignorando così la loro natura, ciò avviene soprattutto quando non sono consapevoli di questo tratto, ma anche dopo questa scoperta può esserci un lungo cammino da fare: imparare a delimitare i propri confini e conoscere i propri limiti, per noi PAS può essere inizialmente un priblema. 

Alle volte individuiamo i nostri limiti quando ormai è troppo tardi, generando esplosioni o implosioni.

Chi parte da una convinzione ideale priva di limiti, vive costantemente la convinzione di nonessere all'altezza. L'ideologia del "NO Limits", tanto presente nelle pubblicità e in una parte dei mezzi di comunicazione, ci fa sentire insoddisfatti e infelici, continuiamo a considerarci non all'altezza, inadeguati e possiamo diventare facilmente manipolabili, La premessa dell'ideolofia del "NO Limits" è il concetto che i risultati siano illimitati e che esistano punti di partenza identici per tutti, le stesse capacità e talenti,le stesse condizioni fisiche, mentali, di salute, socile, le stesseopportunità e vantaggi lungo il cammino della vita. Tutto ciò è solo un'apparente uguaglianza che prende le distanze dalla reale ingiustizia sociale e dalle caratteristiche di ogni individuo.

La sofferenza è provocata da un confronto tra una condizione rele limitata e una condizione ideale illimitata che porta costantemente a vivere in una situazione di frustrazione e bassa autostima. Quando non ci sentiamo all'altezza della situazione, tendiamo ad adeguarci sempre di più, diventando delle vittime sempre meno in contatto con il nostro vero Sè.

Tracciare i nostri limiti e confini non è l'obiettivo finale. Avere un nostro territorio che quindi appartiene a noi e al cui interno  ci sentiamo liberi, che definiamo in base alle nostre idee, del quale siamo responsabili e n el quale  vogliamo agire in piena autonomia, determina il rapporto con noin stessi, con gli altri e con quella che ci circonda.

Se tracciamo confini troppo stretti ci indeboliamo, se troppi ampi, il territorio per noi troppo esteso ci richiederebbe degli sforzi eccessivi. Scegliere un territorio che corrispnde alle nostre capacità e forze (variabili), di cui possiamo essere responsabili e che possiamo difendere ci porta a non dissipare energie, a non permettere agli altri di invadere il nostro territorio e a nostra volta di non invadere il loro.

Spesso ci rendiamo conto di aver prteso troppo da noi stessi e di aver superato i nostri limiti e riconosciamo troppo tardi che qualcuno non li ha rispettati, magari anche mandando all'altro messsssaggi sbagliati e segnali confusi.

E' la PERCEZIONE DEL CORPO, del livello fisico a darci una misura dei nostri limiti. Chiediamoci: "Mi sento abbastanza forte o comincio già a perdere energie?".

La ZONA IDEALE  si trova appena prima dei nostri limiti, in quella zona che segna il passaggio tra chiedere troppo alle nostre forze o troppo poco.

Al contrario l'assenza di confini ci fa sentire in balia del mondo, quando superiamo i nostri limiti avvertiamo, se siamo in contatto con il nostro corpo, reazioni fisiche immediatamente seguite da impulsi come l'attacco (esplosione), la fuga o la paralisi (implosione). Un attimo prima regnava ancora l'armonia di un rela tivo benessere e poi "all'improvviso" ci troviamo fuori da questa zona.

Chiediamoci: "Come e quando ci siamo accorti che i nostri limiti sonostati superati? Cosa avvertiamo esattamente a livello corporeo? Come abbiamo reagito?Abbiamo sentito troppo tardi che i nostri limiti erano stati supeati? O eravamo ancora nella condizione di non mettere in atto i nostri impulsi?". E' anche importante riflettere sul momento esatto in cui viene superato un limite e la sensazione di disagio raggiunge l'intensità massima.

E' la mente(parte cognitiva) ad essere meno in grado di riconoscere i nostri limiti e di rispettarli, fondamentale percepire il corpo e le emozioni. In questo modo è facile renderci conto di quando abbiamo bisogno una pausa e di prenderci cura di noi stessi. Quando superiamo i nostri limiti la "Pancia" se ne rende conto subito: ci sentiamo deboli, possiamo provare sensazioni come oppressione al petto, cambiamenti nel respiro, formicolii e talvolta sentiamo crescere in noi l'aggressività, oppure desideriamo fuggire Esercitiamoci a sentire con la "Pancia" con amorevole attenzione senza giudizio.

In molte persone il corpo non comunica più spontaneamente, per anni è stato ignorato o addirittura svilito. E' invece importante sapere che il corpo possiede una propria intelligenza che ci ricorda che siamo limitati.

Nel prossimo articolo tratterò della varietà dei limiti, di come i confini non siano fissi e dei nostri reali bisogni che possiamo percepire attraverso le sensazioni fisiche e le emozioni.

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