Psicologia del benessere

Psicologia del mal di denti e del sorriso

Dott.ssa Tiziana Vernola contattami

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Psicologia del mal di denti e del sorriso

Socrate diceva: “le parole devono superare la barriera dei denti”.
per cui può essere che quando non  abbiamo coraggio di pronunciarle, le parole che non fuoriescono dalla bocca, si trasformano in male ai denti.

Il dente che si deteriora, che emette un segnale doloroso o crea  problemi è soprattutto un segnale d’allarme che il corpo manda e che dice:“ attenzione, c’è un campanello d’allarme che suona in un ambito della tua vita, un’emozione che non esprimi, un pensiero che hai paura di esprimere o credi di non aver diritto di esternare… “.

Così può essere che ogni attacco ai denti (carie, piorrea …) siano l’espressione di una carica emozionale che non ha potuto essere espressa verbalmente.  Viene da se quindi che Come il resto del nostro corpo, i nostri denti traducono il nostro stato d’animo.

Ogni malattia esprime anche una sofferenza psichica; corpo e mente nel linguaggio psicosomatico, sono due facce della stessa medaglia.
Se i dolori del corpo sono le parole dell’anima, quelli dei denti lo sono ancora più chiaramente dato che i denti e quindi la bocca sono espressione della parola, che è la forma di linguaggio più tipica nell’ambito della comunicazione.

Si dice che quando sogniamo di perdere un dente, un parente verrà a mancare;  non è vero che succederà, ovviamente, Sono detti popolari privi di ogni validità scientifica.

Però un collegamento c’è, perché i denti, oltre che della parola, sono l’organo della forza fisica e del vigore; coi denti la tigre “sbrana” la sua preda e, digrignandoli, spaventa il suo avversario.

Il dente è quindi non solo l’organo del sorriso, ma anche quello con cui manifestiamo la nostra forza, la nostra volontà di aggredire ma anche di difenderci.

Ci sono persone infatti che sorridono spesso, ma non è detto che lo facciano per puro piacere; può essere che lo facciano più per scaricare una tensione interna o magari inconsciamente per manifestare verso l’altro una forma di disagio o fastidio, o addirittura di minaccia, qualora le emozioni sottostanti al sorriso, fossero spiacevoli o legate a un sentimento di paura.

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