Psicologia scolastica

Dopo 3 mesi di prima elementare vuole ritornare all'asilo

alice

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Salve,
mio figlio di 6 anni dalla scorsa settimana non vuole più andare a scuola e anche oggi sono dovuta andare a prenderlo perche non voleva più stare e nemmeno le maestre riuscivano a calmarlo dal piangere. Piangeva perche voleva stare con me, io lavoro come sempre e anche il papà, il bimbo adesso sta tutti i pomeriggi con la nonna paterna mentre prima era tra nonna paterna e babysitter, ora richiede di stare sempre con me anche se gli ho tolto videogiochi e tv da Venerdi (primo gg in cui lo sono andata a prendere), poi anche martedi ha provato a dire alle maestre che voleva tornare a casa invece poi sono riuscite a tenerlo, ieri è andato e oggi di nuovo a casa.
Anche se non parla molto mi ha detto che non ha problemi con i compagni ma che gli pesa fare tutte quelle ore di italiano e stare con la maestra di italiano e che non gioca mai tanto dopo pranzo sempre quando c'è la maestra di italiano.
Gli ho tolto tv e videogiochi e ora è in ditta da me vicino alla nonna materna che fa le schede di scuola e gli ho imposto che deve fare solo compiti perchè questo non è il comportamento corretto.

Cosa devo fare per spronarlo ad andare?
Grazie del vostro aiuto

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile sig.ra, capisco la sua preoccupazione e il desiderio di trovare una soluzione per il malessere di suo figlio. Forse potrebbe essere utile provare a capire un po meglio il rapporto con la maestra di italiano, approfondire se è accaduto qualcosa in classe se la maestra ha detto o fatto qualcosa che lui non ha capito, se è stato rimproverato davantia la classe, se gli piace o meno l'italiano  ecc. Tutto ciò non per attribuire colpe  alla maestra ma per provare a capire quale tipo di vissuto suo figlio ha con la maestra e con  cio che insegna. Spero di averle dato qualche utile consiglio. 


Cordiali saluti.


Dott.ssa Verena Elisa Gomiero

Gentile Alice,


come è stato l'ingresso? Può essere accaduto qualcosa? Esempio maggiori compiti da fare o sostenere una performance più richiedente? Alla scuola materna come si trovava?


Da come descrive la situazione non sembrano esserci veri problemi con la classe ma più con la separazione dalla mamma. E' cambiato qualcosa rispetto al passato?


Con la maestra di italiano ha già fatto un colloquio? Cosa dice? Lei cosa fa in classe? Non tanto perchè stia valutando l'operato ma il modo magari è una novità per il bambino e deve solo capire come interagire con lei.


La cosa importante è capire cosa vive, cosa gli fa paura, incoraggiarlo, fargli presente che lei lo capisce ma come lei va al lavoro ogni tanto anche senza voglia anche per lui è importante la scuola. potreste anche valutare ad un oggetto che tenete lei nella borsa e lui nella cartella quando siete lontani e così è un po' come stare vicini.


Le linko degli articoli scritti da me sperando di far cosa gradita:


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/lutto-separazione-abbandono-bambini.html


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/quando-chiedere-aiuto-da-genitori.html


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/disturbi-d-ansia.html


Se le difficoltà peristono le consiglio di valutare un supporto alla genitorialità per essere accompagnati in questo momento di vita e aiutata a trovare nuove modalità di interazione e anche essere supportati voi genitori.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino e online

Salve Alice, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo le preoccupazioni di una mamma. Ritengo che sia opportuno affidarvi ad uno specialista affinchè possiate esplorare la situazione con ulteriori dettagli: tenga presente che il disagio del piccolo potrebbe sorgere in separazione dalla figura genitoriale non tanto per opposizione della scuola ma per motivazioni legate alla paura di separarsi da lei che sono meritevoli di attenzione clinica.


Ritengo pertanto utile che sia l'intero familiare ad essere esplorato al fine di capire cosa sente e cosa prova il piccolo al momento della separazione.


Non so se punirlo o spronarlo possa portare ai risultati sperati.


Cordialmente, dott FDL

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