Quando il corpo e la mente ci chiedono di essere ascoltati
2–6 novembre | Settimana internazionale della consapevolezza dello stress
Viviamo in una società che ci chiede continuamente di essere presenti, efficienti, disponibili. Le giornate si riempiono di impegni, responsabilità, aspettative. E spesso, quasi senza accorgercene, impariamo a convivere con una tensione costante.
Ma siamo davvero consapevoli di quanto tutto questo possa influenzare il nostro benessere?
Lo stress non è sempre qualcosa di negativo
Siamo abituati a considerare lo stress come un nemico da combattere, qualcosa da eliminare dalla nostra vita.
In realtà, lo stress è una risposta naturale e necessaria del nostro organismo. Ci permette di affrontare situazioni impegnative, adattarci ai cambiamenti e mobilitare le risorse di cui disponiamo.
Il problema non è quindi sperimentare lo stress, ma ciò che può accadere quando diventa troppo intenso, frequente o prolungato e le possibilità di recupero non sono sufficienti.
È in queste situazioni che il nostro equilibrio può iniziare a risentirne.
Quando il corpo parla, ma noi continuiamo a correre
Non sempre lo stress si manifesta attraverso segnali immediatamente riconoscibili.
A volte assume forme più silenziose:
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Una stanchezza persistente, anche dopo aver riposato.
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Difficoltà a concentrarsi o a prendere decisioni.
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Irritabilità e minore tolleranza alle piccole frustrazioni.
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Tensioni muscolari, mal di testa o disturbi del sonno.
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La sensazione di essere sempre in ritardo, anche quando non lo siamo.
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La difficoltà a concedersi una pausa senza provare senso di colpa.
Questi segnali possono avere cause diverse e non indicano necessariamente una condizione di stress. Tuttavia, meritano attenzione, soprattutto quando persistono e interferiscono con la quotidianità.
Il corpo non è separato dalla nostra esperienza emotiva. Ciò che viviamo, pensiamo e sentiamo può trovare espressione anche attraverso sensazioni e reazioni fisiche.
Eppure, quante volte ci diciamo: «È solo un periodo, passerà»?
E continuiamo ad andare avanti.
Perché è così difficile fermarsi?
Fermarsi non significa semplicemente interrompere un'attività.
A volte significa entrare in contatto con emozioni che abbiamo trascurato, riconoscere bisogni rimasti in secondo piano o accorgerci che stiamo chiedendo troppo a noi stessi.
Per alcune persone rallentare può essere accompagnato da un senso di colpa, come se il proprio valore dipendesse esclusivamente da ciò che riescono a fare.
Ma il nostro benessere non può essere misurato soltanto attraverso la produttività.
Non siamo soltanto ciò che facciamo. Siamo anche ciò che sentiamo, ciò di cui abbiamo bisogno e il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi.
Dalla gestione dello stress alla consapevolezza
Quando parliamo di stress, spesso cerchiamo immediatamente una soluzione: una tecnica di rilassamento, un esercizio di respirazione, una strategia per organizzare meglio il tempo.
Sono strumenti che possono essere utili, ma prima ancora può essere importante imparare a riconoscere la propria esperienza.
La consapevolezza comincia anche da alcune semplici domande:
Come mi sento in questo momento?
Quali segnali mi sta inviando il mio corpo?
Che cosa mi sta chiedendo questa situazione?
Di cosa avrei bisogno, proprio adesso?
Non sempre troveremo risposte immediate. E non è necessario.
A volte è proprio la possibilità di fermarsi, senza giudicarsi, a creare uno spazio nuovo da cui osservare ciò che stiamo vivendo.
Prendersi cura di sé non significa eliminare ogni difficoltà
Non possiamo controllare tutte le situazioni che incontriamo, né evitare completamente lo stress.
Possiamo però imparare a riconoscere i nostri limiti, individuare le risorse disponibili, chiedere sostegno quando necessario e costruire un rapporto più attento con noi stessi.
Anche piccoli momenti di pausa, ascolto e presenza possono diventare occasioni per recuperare energie.
Naturalmente, il benessere non dipende soltanto dalle scelte individuali. Anche le condizioni lavorative, familiari e sociali hanno un ruolo importante. Prendersi cura dello stress significa quindi considerare sia la persona sia il contesto in cui vive.
Un invito per questa settimana
Dal 2 al 6 novembre, in occasione della Settimana internazionale della consapevolezza dello stress, vorrei dedicare uno spazio a questo tema.
Non per proporre l'ennesima lista di cose da fare per stare meglio, ma per condividere riflessioni e piccoli strumenti che possano aiutarci a comprendere meglio il nostro rapporto con lo stress.
Perché la consapevolezza non consiste nel riuscire a controllare tutto.
A volte comincia proprio quando smettiamo di pretendere di riuscire a fare tutto.
E vorrei lasciarvi con una domanda:
Quando è stata l'ultima volta che vi siete fermati ad ascoltare come stavate davvero, senza pensare immediatamente a ciò che dovevate ancora fare?
Dott.ssa Katy Ewa Stelle
Psicologa clinica e sessuologa
Uno spazio di ascolto e consapevolezza, per prendersi cura del proprio benessere psicologico e relazionale.
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