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Che cos'é il Libro Rosso di C.G. Jung

05 Maggio 2019

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Che cos'é il Libro Rosso di C.G.Jung.                                                                               Jung scrisse il Libro Rosso in 17 anni dal 1913 al 1930, poi lo custodì e nel 1957 lo riprese ed in prefazione aggiunse "Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. A essi va fatto risalire tutto il resto. Tutto cominciò allora, e poco hanno aggiunto i dettagli posteriori. La mia vita intera é consistita nell'elaborazione di quanto era scaturito dall'inconscio, sommergendomi come una corrente enigmatica e minacciando di travolgermi. Una sola esistenza non sarebbe bastata per dare forma a quella materia prima. Tutta la mia opera successiva non é stata altro che classificazione estrinseca, formulazione scientifica e integrazione alla vita. Ma l'inizio numinoso che conteneva ogni altra cosa si diede allora".

Quest'opera, che si presenta come un manoscritto contiene una attenta e profonda riflessione sulle immagini interiori, sulle ossessioni, sui sogni e sul potere di trasformazione dell'immaginazioni, da indurre i ricercatori che si tratti di un libro-rivelazione. Infatti, in esso Jung scrisse :"Ho riportato alla luce antiche rune e formule magiche perché le parole non arrivano più agli uomini. Le parole sono diventate ombre". Se si parte dal fatto che la "runa" é un mistero, un segreto il significato profondo dell'opera contiene elementi e contenuti ancora da scoprire. Non a caso l'autore aveva voluto conservarlo in una cassetta di sicurezza di una banca svizzera ed é venuto alla luce solo nel 2003 e come ha affermato lo storico e studioso di Jung Sonu Shamdasani le pagine hanno una grandezza di 29 x 39 cm, per un totale di 372, di cui 206 pagine scritte a mano in tedesco.

La stessa grafia, variabile nel calibro e nell'andamento grafologico si sviluppa con toni onirici, fantastici, letterari narrativi, teoretici, mantici interpretativi fino ad arrivare al tono "profetico" inserendo nelle sue visioni delle illustrazioni meravigliose che rendono l'opera davvero straordinaria. La struttura comprende tre libri : il Liber primus "la via di quel che ha da venire" e come egli confermò successivamente "colui che guarda da dentro, cioè dall'inconscio sa che tutto é nuovo"; il Liber secundus "le immagini dell'errante"; le Prove, un testo inserito nel 1917 insieme al Sermones ad mortuos. L'aspetto evidente é l'evoluzione interiore che Jung fa in questi 17 anni di stesura in cui si trasforma la sua iniziale posizione agnostica in quella di credente cattolico. In effetti, fa la sua autoanalisi tratteggiando il confronto con il suo inconscio e traducendo in parole e in immagini, le idee, le emozioni, le fantasie al fine di trasformare episodi psicotici in malattia creativa. Infatti, egli scrisse : "Dovevo osare di impadronirmi di quelle immagini, altrimenti correvo il rischio che fossero loro ad impadronirsi di me".

 

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