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Cinema: il rapporto spettatore-schermo

24 Ottobre 2011

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Lo schermo cinematografico può senza dubbio essere considerato un meraviglioso ed immenso foglio bianco su cu cui ciascuno di noi ha la possibilità di proiettare le proprie esperienze, i propri vissuti, le proprie emozioni.

Allo stesso tempo rappresenta un contenitore senza fondo di elementi di cui appropriarsi e custodire gelosamente. Dai futuristi ai costruttivisti e surrealisti i discorsi sul cinema e sulle sue potenzialità paiono riconoscere nel film la risposta alla lunga ricerca sull’opera d’arte totale e inoltre il potere di fondere e produrre sinestesicamente, e in misura superiore a qualsiasi altra espressione artistica, sensazioni visive, sonore, tattili e olfattive.

“Questa situazione è evidentemente paradossale, questa possibilità di vedere una realtà tridimensionale al di là dello schermo, pur sapendo che al di là di questo non c’è nulla, è una situazione unica. Possiamo trovare nell’esperienza umana altre situazioni simili: per esempio quando ci proponiamo di rappresentarci visivamente un oggetto che non è presente, oppure nella situazione del sogno. Al cinematografo succede la stessa cosa, anche qui la sala scompare, scompare lo schermo perché, fintanto che c’è lo schermo, non c’è la realtà cinematografica, e dietro lo schermo si realizza questa fittizia realtà: anzi direi che la situazione onirica, la situazione di una realtà che si inserisce, in una certa maniera, in un’altra realtà effettiva, è più vicina alla situazione cinematografica che non la rappresentazione fantastica, e questo spiega perché la situazione della contemplazione cinematografica abbia effettivamente un certo carattere oniroide." (C. Musatti, La visione oltre lo schermo, 1965).

Al cinema siamo dunque come in un sogno, come in una situazione immaginaria, come Alice nel paese delle meraviglie.
Ogni oggetto, situazione, personaggio, per quanto irreale o surreale, può senza dubbio far parte del nostro mondo interiore, della nostra realtà. Possiamo purificarci, far emergere ricordi dolorosi ed esperienze rimosse e proiettarle sullo schermo, farle coincidere con le storie dei protagonisti. Possiamo identificarci con essi, con la loro storia e farla un po' nostra, per sentirci più sicuri una volta accese le luci.

Il cinema può essere una meravigliosa terapia breve. Un momento di evasione da sfruttare come possibilità per un urgente automedicazione in momenti di tristezza, delusioni amorose, contrattempi quotidiani, disillusioni riguardo le persone, stress sul lavoro, calo del desiderio sessuale, mancanza d'appetito, e tutto ciò che l'essere umano è in grado di creare sotto forma di problema.

Precauzioni per l'uso: se i suddetti problemi continuano ad annerirvi la vita rivolgetevi ad un esperto, per lo meno nella scelta dei film.

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