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Il bisogno del cervello di riposo assoluto

29 Gennaio 2019

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Molte sono oggi le ricerche nell'ambito delle neuroscienze e della psicologia che dimostrano che il cervello ha anche bisogno di "riposo assoluto". Momenti di inattività rappresentano la condizione fondamentale per prendere consapevolezza di sé e accrescere la salute mentale, nonché possono diventare fonte di creatività.

Il dolce "far niente" senza tv, senza i Pad e cellulare, senza dover rispondere alla posta elettronica, senza leggere un libro o un giornale, senza preoccuparsi del proprio ruolo nel sociale, non sono espressioni di "ozio" quando non sono frequenti, ma autentica liberazione e depurazione della mente. É possibile che mentre continuate a leggere questo articolo osservando soltanto il diaframma che si alza e si abbassa durante la respirazione, siate già travolti dall'idea di non " fare nulla, proprio nulla" e ciò vi induce già ad uno stato di ansia, di agitazione vera e propria.

In realtà, se accade questo, significa che state vivendo una vita troppo piena di impegni, di oneri, di doveri che messi insieme abbassano molto il livello di qualità della vostra esistenza. Uscire dal turbine delle attività se resta profondamente difficile vuol dire che si é assillati dallo scorrere del tempo, che comunque scorre ineluttabile e che, non potendolo fermare, si può godere stando, talvolta, completamente nell'ozio travolti dalle proprie fantasie, dai propri sogni ad occhi aperti, dal relax più totale, dai pensieri più futili.

La nostra iperattività non é la conquista di un "bene assoluto", anche se questa società impone questi ritmi frenetici, ma una conclusione spesso disastrosa che porta ad ammalarsi in quanto viene meno il riposo sufficiente ed indispensabile che, come conseguenza fa nascere la meditazione ed i seminari di autocoscienza e di consapevolezza. L'ozio non deve essere inteso proprio come il non far nulla in assoluto in quanto sono molti i soggetti che si rilassano suonando, o canticchiando, o dipingendo o ancora scattando fotografie, o andando a passeggiare all'aperto.

Tutte le azioni che non sono finalizzate per il mondo esterno, ma solo per se stessi provocando piacere, generano benessere al corpo e alla mente. La ricerca di questi momenti non deve intendersi come un lusso, ma come un bisogno vero per mantenere l'equilibrio e per ricaricarsi. É vero che la psiche é sviluppata ai fini di intense attività, ma é altrettanto vero che il nostro cervello necessita di periodi di inattività.

Lasciarsi andare e sentirsi liberi da tutti gli impegni quotidiani é una realtà in cui bisogna immergersi per non rischiare di essere travolti da un'esistenza che non solo non ci appartiene, ma che alla fine ci impedisce di provare piacere per qualsiasi cosa. Spesso, ognuno pensa di essere immortale e si affanna a programmare il giorno dopo, la prossima settimana, la prossima vacanza e si lascia sfuggire il momento attuale che é l'unico che ci appartiene, che é davvero nostro e che dovrebbe essere vissuto senza la frenesia del momento successivo che non sappiamo, con certezza estrema se ci sarà e se ci apparterrà. 

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