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Mio figlio non si applica e non lavora a scuola.

Monica

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Ho un bambino di 6 anni ed è al primo anno di scuola. Fino a marzo si è impegnato abbastanza, ma con molta lentezza , e da due mesi a questa parte non si applica non ascolta e gioca durante la lezione, disturbando gli altri.

Le maestre pensano che ci sia bisogno di fare un controllo dal neuropsichiatra.
Lui mentre è a scuola fa' come se fosse a casa sua, non seguendo le regole scolastiche e per le maestre questo è incoerente.

Addirittura mi hanno chiesto se lo sto seguendo. Non ho mai mollato nonostante gli impegni lavorativi che mi portano via con la testa. Mi sento come se non fossi stata in grado di educarlo, ma invece ogni regola gliel'ho sempre spiegata. Evidentemente non mi ascolta .
Attendo un Vostro consiglio.
Grazie

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Signora, sono psicologa dell'etá evolutiva e spesso nei racconti dei genitori sento raccontare delle fatiche di apprendimento già dalla I, per cui il bambino dopo un po' che impara ed esegue gli esercizi in classe, si stanca, non segue più, neanche le regole. Lei stessa ha affermato che è lento, per cui potrebbe essere una fatica nell'apprendimento tale per cui il suo sforzo non è più sufficiente. È importante comprendere tempestivamente se sussiste una lentezza nell'apprendimento mediante la somministrazione di test, per aiutarlo a superare le sue fatiche e per indicare a voi e alla scuola quali misure adottate per evitare di arrivare sempre all'affaticamento. Per cui anch'io le consiglio una valutazione, che comprende una serie di figure: psicologo, logopedista e neuropsichiatra. Può rivolgersi al suo pediatra per avere un'impegnativa presso l'ASL di riferimento, ma se i tempi d'attesa sono lunghi, meglio affidarsi ad un centro privato. Spero di esserle stata utile.


Un saluto.


 

Salve Valentina,


suppongo che queste frasi non siano bastate a descrivere pienamente quello che vivi ma sono sufficienti per comunicare, attraverso le tue parole, un profondo disagio. Non entro in merito al lavoro del collega che ti sta seguendo ma quello che posso dirti è che la scelta dello psicoterapeuta è importante. Il rapporto tra paziente e psicologo è parte del percorso di cambiamento, ossia se non vi è fiducia, compatibilità da entrambe le parti e per qualsiasi motivo, difficilmente porterà frutti positivi per la crescita personale ed il miglioramento della condizione problematica del paziente. Detto ciò, sentiti libera di scegliere a chi affidare le tue difficoltà per ricevere un adeguato ed efficace supporto. Per mia esperienza, posso dirti che, con il paziente si "trascorre 1 ora insieme" circa durante la settimana, nel resto delle ore (167) dove non è presente il terapeuta, è essenziale che il paziente inizi piano piano, step dopo step, a percorrere il suo cammino per raggiungere degli obiettivi chiari, concreti e realmente possibili da stabilire insieme e, soprattutto, partendo dalle risorse, dai bisogni, dai limiti ma anche dalle qualità che il paziente possiede....Che tu possiedi!


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