Adolescenza

L’adolescenza come fase di passaggio: come riconoscere gli esiti normali dagli esiti a rischio di patologia

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Adolescenza e dintorni


L’adolescenza si può definire come un periodo dell’età evolutiva di transizione caratterizzato da intensi cambiamenti psicofisici e durante il quale avviene una riorganizzazione della personalità.

Come è normale nelle fasi di riorganizzazione, in tale periodo vi può essere una più o meno evidente perdita di equilibrio, che comunque è funzionale all’abbandono della fase infantile, in favore dell’entrata a pieno titolo nell’età adulta.

L’approdo nell’età adulta in maniera sana e funzionale dovrebbe essere il normale esito dell’uscita dall’adolescenza.

Purtroppo però questo è anche il periodo, nella psicologia dell’età evolutiva, in cui vi possono essere i maggiori rischi verso una svolta patologica.

Una percentuale non trascurabile di adolescenti (fra il 3% e l’8%) entra infatti in quello che viene definito “stato mentale a rischio”, ovvero una condizione premorbosa di profonda instabilità, in cui vi sono serie possibilità di sviluppare disturbi psicotici (dell’area schizofrenica) o gravi disturbi di personalità.

L’esito in senso patologico si ha in almeno il 35% degli adolescenti con “stato mentale a rischio”.

È fondamentale allora riconoscere il più presto possibile tali stati, distinguendoli dalle normali instabilità adolescenziali, in quanto la diagnosi precoce può garantire una prognosi più favorevole ed una maggiore facilità di trattamento nel caso in cui vi sia un’evoluzione in senso patologico.

Di seguito cercheremo di fornire degli spunti,consigliati da esperti in Psicologia, per distinguere i comportamenti adolescenziali normali dai segnali che potrebbero far sospettare uno “stato mentale a rischio”.

 

Adolescenza: fisiologia di un percorso noto
Come accennavamo all’inizio, in adolescenza avvengono profondi e rapidi cambiamenti che coinvolgono soprattutto l’immagine corporea (aspetto fisico, voce, caratteri sessuali) e gli aspetti emotivi, che mettono in discussione la stessa identità dei/delle ragazzi/e. Tali cambiamenti rendono l’adolescenza un “periodo di prova” in cui l’individuo sta cercando di abbandonare i modelli infantili per approdare verso modalità dell’essere adulto.

Tale processo non è quasi mai lineare e chiunque si trovi a dover interagire con adolescenti conosce bene le oscillazioni fra comportamenti di affermazione dell’autonomia (rifiuto dell’autorità, comportamenti e sperimentazioni anche rischiose, moti di ribellione e infrazione delle regole ecc.), che si alternano a momenti di regressione con ritorno a modalità più infantili.

Nonostante il disorientamento che tali comportamenti contraddittori possono creare, è fondamentale in questa fase che i genitori riescano a garantire una presenza costante soprattutto attraverso risposte ed atti date da una comunicazione chiara e coerente anche all’interno della stessa coppia genitoriale.

L’adolescente infatti ha bisogno di mettere in atto comportamenti esplorativi, sperimentando le modalità adulte e le spinte verso l’autonomia, ma allo stesso modo ha bisogno di sapere che c’è anche una base sicura verso la quale può momentaneamente regredire, quando ne sente il bisogno, una base che sia in grado di accogliere e contenere la tempesta emotiva nella quale si trova.

 

Adolescenza e stati mentali a rischio: riconoscere i segnali
Di seguito invece indicheremo una serie di segnali, che gli  esperti ritengono siano utili a genitori ed insegnanti, per riconoscere la presenza di rischio psicopatologico e l’opportunità di una valutazione più approfondita.

1. Improvviso calo del rendimento scolastico o lavorativo;

2. Alterazione del ciclo sonno-veglia con insonnia notturna e sonnolenza durante il giorno;

3. Difficoltà di concentrazione e memorizzazione che possono compromettere il pensiero, il ragionamento e le prestazioni scolastiche o lavorative;

4. Mancanza di scopi e perdita degli interessi con apparente incapacità/difficoltà a provare piacere;

5. Trascuratezza di sé, dell’igiene personale, dell’alimentazione ecc.;

6. Isolamento sociale con progressivo evitamento dei rapporti con gli altri e rifugio in un mondo proprio;

7. Emotività alterata sul versante dell’appiattimento e perdita di interesse e/o sul versante dell’ipereccitabilità e dell’euforia. Entrambi gli stati possono essere riconoscibili anche dalla mimica facciale la cui espressione risulterà rispettivamente cristallizzata in un’espressione rigida e neutra, oppure risulterà esagerata e spesso inadeguata nelle diverse situazioni.

8. Convinzioni bizzarre e inattaccabili che non corrispondono alla realtà e contrastano con il comune buon senso.

9. Comportamenti ritualistici, come ripetere gesti o formule, ai quali viene data una spiegazione bizzarra spesso di tipo magico

10. Deliri o allucinazioni riguardanti la realtà esterna o il proprio corpo. Tali sintomi (specialmente le allucinazioni) sono spesso difficilmente identificabili in quanto possono non essere riconosciuti dallo stesso individuo o vengono nascosti nel vissuto interno, è necessaria perciò un’osservazione più esperta.

11. Familiarità psichiatrica: una storia di patologia psichiatrica in uno o più componenti della famiglia (anche in passato) costituisce un ulteriore fattore di rischio.

 

Adolescenza: istruzioni per l’uso
L’adolescenza, sia essa sulla strada normale, sia essa a rischio di sviluppo psicopatologico, è un percorso difficile da affrontare per i diretti interessati e per chi (genitori, insegnanti ecc.) interagisce quotidianamente con loro.

È importante essere preparati, soprattutto a livello comunicativo, per comprendere e far fronte alle normali oscillazioni tipiche del periodo o alla presenza di eventuali fattori di rischio. Soprattutto in quest’ultimo caso è fondamentale richiedere, il più presto possibile, il supporto di uno psicologo esperto in età evolutiva ed adolescenziale,  col quale stabilire il percorso più adatto per far fronte a situazioni decisamente complesse,  a cui chiedere un incontro  diretto o una primo parere  a distanza (lo psicologo risponde).

Del resto, anche nel caso di sviluppo regolare, la consulenza professionale, svolta in un centro di psicologia specializzato, può essere utile per comprendere e gestire al meglio il disorientamento e la frustrazione, che spesso accompagnano l’adolescenza, questa difficile, quanto fondamentale ed affascinante fase evolutiva.

 

 

Dr. Michele A. Vecera

Psicologo – Psicoterapeuta e Brain Trainer, Consulente Synesis Psicologi® Cagliari

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