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L’entrata di un figlio nella fase della pre-adolescenza (coincide di norma con l’inizio e la fine delle scuole secondarie di primo grado) crea generalmente nei genitori uno smarrimento: il bambino delle scuole elementari si trasforma velocemente con competenze e richieste talvolta difficili da contenere, regolare e sostenere.

La preadolescenza è una fase che ci espone come genitori a una duplice richiesta: conoscere i cambiamenti tipici di questo passaggio evolutivo (mentali e fisici), ma anche riflettere su quanto succede dentro di noi, quando ci troviamo a percorrere territori, come quello dell’ostilità e della rabbia, che ci trovano impreparati.

Se ignoriamo come funziona la mente di un preadolescente in questa fase dello sviluppo abbiamo perso un’opportunità per comprenderli, contenerli e affiancarli in questa fase fondamentale di crescita.

La corteccia prefrontale è quella parte del cervello responsabile, in età adulta, di tutta una serie di funzioni cognitive, quali fare progetti a lungo termine, prendere decisioni, porsi degli obiettivi, capire il nesso tra causa ed effetto e prevederlo, etc., ed è responsabile della capacità di esercitare un controllo sugli impulsi e di regolare le emozioni.

La corteccia prefrontale fino ai 20 anni non è ancora del tutto sviluppata.

Ciò significa che nel periodo della preadolescenza e adolescenza il sistema limbico che, in sintesi, è il responsabile delle emozioni e degli impulsi viaggia a tutta velocità, mentre la corteccia prefrontale non è ancora pronta a regolare tutto questo flusso di emozioni.

Le emozioni sono quindi intense ed immediate (gli adolescenti sono talvolta allagati dalle emozioni) e non sottoposte a filtri che possano contenerle e limitarle. Rientrano in questo scenario manifestazioni improvvise ed esagerate di rabbia, la ricerca di emozioni e eccitazione, la difficoltà a pensare a priori a un nesso tra causa ed effetto.

Il parziale sviluppo della corteccia prefrontale spiega anche perché gli adolescenti non sono in grado di valutare i rischi.

Infine, altro compito dell’età adolescenziale è la gestione della tempesta ormonale.

Cito una frase che riporta il punto di vista di alcuni adolescenti. “Adolescenti: giovani persone, trattate come bambini, da cui ci si aspetta che agiscano come adulti” 

 

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