Adolescenza

Come posso aiutare mio figlio

Enza

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Salve, sono una mamma di 3 figli, da qualche settimana, mio figlio di 14 anni ha iniziato il primo anno di scuola superiore e dopo due/tre giorni mi ha iniziato a dire che si sente confuso, ha iniziato a fare confronti con i suoi compagni, cosa che non ha mai fatto prima, si sente inferiore agli altri suoi compagni, mi dice che non sa cosa gli sta accadendo, non capisce niente, si blocca nel parlare, ha sempre il pensiero che non riesca a studiare bene come vorrebbe...addirittura il pensiero non lo fa dormire bene, premetto che non ha mai e dico mai avuto queste insicurezze nell'ambito scolastico; Dovrebbe prendere il pullman che lo porti a scuola...mentre ogni mattina devo accompagnarlo io perche' ha paura di arrivare in ritardo. Capisco il cambiamento, l'età ma non so più come aiutarlo, cerco di rassicurarlo, di venirgli incontro per quello che mi è possibile ma ogni giorno mi ripete sempre le stesse cose. Aspetto un vostro consulto. Cordiali saluti

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Enza,


si tratta di una fase molto delicata della vita di suo figlio, ogni ragazzo poi reagisce in modo diverso. Potrebbe essere utile approfondire la questione e acquisire ulteriori dettagli, avete pensato ad un supporto specialistico per comprendere meglio cosa sta succedendo e come  intervenire quindi di conseguenza?


A vostra disposizione


Dott.ssa Vitalba Genna


 


 

Buongiorno Enza. Vista l’età è normale che suo figlio inizi a operare confronti con i suoi coetanei e che in qualche modo possa sentire una sorta di competizione con loro. Ciò che andrebbe approfondita è la modalità mentale di confronto con l’Altro che mette in atto: in questo momento, a quanto riporta, sembra che il confronto lo porti a bloccarsi più che ad attivarsi e potrebbe essere utile indagare il significato che suo figlio attribuisce al confronto stesso per capire cosa poi lo porti effettivamente a inibirsi.
Mostrandovi supportivi state comunque svolgendo un ottimo lavoro. Il consiglio è comunque quello di rivolgersi ad uno psicologo se lo ritenete necessario, soprattutto nel caso in cui questo disagio che avete notato si protragga nel tempo.
Mi rendo disponibile per un percorso di questo tipo, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

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