Gentile,
la domanda che pone è molto comprensibile, perché dietro non c’è solo un’organizzazione pratica, ma il desiderio di restare emotivamente presente per i suoi figli anche a distanza.
Con bambini di 6 e 9 anni, in genere la continuità conta più dell’eccezionalità. Rivederla più volte, anche per periodi brevi, aiuta a mantenere un senso di presenza, di “filo che non si spezza”, e rende l’assenza meno netta. Sapere che il genitore torna, anche se per pochi giorni, spesso è più rassicurante che aspettare a lungo un unico rientro.
Detto questo, non esiste una scelta giusta in assoluto. Dipende anche:
- da come i suoi figli vivono le separazioni,
- da quanto i distacchi ripetuti li agitano o, al contrario, li aiutano,
- da come lei stesso riesce a stare emotivamente nei saluti e nei nuovi distacchi.
Può essere utile chiedersi: per loro è più difficile aspettare tanto o salutarmi più volte?
A volte sono proprio i bambini, con i loro segnali, a far capire quale ritmo reggono meglio.
In ogni caso, qualunque scelta farà, ciò che farà davvero la differenza sarà la qualità del contatto: spiegare, rassicurare, mantenere piccoli rituali anche a distanza (una chiamata fissa, un messaggio vocale, un racconto della giornata). Questo aiuta molto più della durata in sé.
Sta già mostrando attenzione e sensibilità nel porsi il problema, e questo è un buon punto di partenza.
Un cordiale saluto.