Ragazzino 11 anni

Emi

Buongiorno, mio figlio non riesce a stare fermo in classe ora é in prima media ma già alle elementari, ma anche a casa se fa qualche attività tipo tv o gioca sta fermo riesce a gestirsi, ma mentre studia per esempio si alza duemila volte poi va benissimo a scuola memorizza le cose e le espone in una maniera che a volte sembra un adulto però fa fatica a stare è fermo a contestualizzare i posti a gestire le emozioni, eppure fa sport da anni.. non so che fare un consulto potrebbe aiutare non credo sai ADHD però non escludo più nulla.. Grazie

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve, da quanto riferito può far pensare alla ADHD, chiaro che non si possono fare diagnosi sulla base di poche informazioni, le suggerirei vivamente un consulto specialistico

Saluti

dott.ssa Giovannone 

Dott.ssa Maria Angela Giovannone

Dott.ssa Maria Angela Giovannone

Frosinone

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Buonasera, credo che come suggeriva lei un consulto potrebbe aiutare, le consiglio un "neuropsichiatra infantile":  talvolta il nome puó spaventare ma indica semplicemente un professionista specializzato nell'etá evolutiva, competente nel fare diagnosi ed eventuali certificazioni richieste o comunque necessarie a livello scolastico, che hanno una ricaduta positiva di tutela nei confronti dei bambini e ragazzi in modo che possano partire con le stesse condizioni dei coetanei, come se fosse indossare un paio di occhiali per poter vedere 10/decimi.

Importante é anche il come una eventuale diagnosi venga comunicata e vissuta dal figlio e dai genitori

Un caro saluto!

Buongiorno,

la ringrazio per aver condiviso con tanta attenzione ciò che osserva in suo figlio. Da quello che descrive emergono diversi aspetti interessanti: da una parte sembra avere buone capacità di comprensione, memoria ed esposizione, dall’altra però incontra difficoltà nel rimanere fermo durante lo studio, nel gestire alcune situazioni e talvolta anche le emozioni. È comprensibile che questo possa generare dubbi o preoccupazioni. Considerata l’età (prima media) e le caratteristiche che racconta, potrebbe essere utile come primo passo effettuare una valutazione con un neuropsichiatra infantile. Questo tipo di visita permette di escludere o eventualmente confermare la presenza di condizioni come l’ADHD, così da avere un quadro più chiaro della situazione. Nel caso in cui tale valutazione risultasse negativa, si potrebbe poi approfondire se le difficoltà durante lo studio possano essere legate ad altri fattori. A volte, ad esempio, possono esserci disturbi specifici dell’apprendimento, oppure semplicemente una difficoltà a mantenere l’attenzione quando le attività scolastiche risultano poco stimolanti o troppo rigide. Non è raro che bambini e ragazzi con buone capacità cognitive facciano fatica proprio perché il metodo didattico non riesce a coinvolgerli abbastanza. Un’eventuale valutazione specialistica permette quindi non solo di escludere alcune ipotesi, ma anche di capire meglio come aiutarlo concretamente nello studio e nella gestione delle situazioni scolastiche. Se desidera confrontarsi ulteriormente o avere indicazioni più specifiche su come muoversi nei prossimi passi, resto volentieri a completa disposizione.

Un carissimo saluto.

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

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Buongiorno. Da quello che racconta si percepisce un ragazzo con buone risorse cognitive: apprende, memorizza e riesce anche a esporre i contenuti con una maturità che a volte sorprende. Questo è già un elemento molto positivo, perché indica che le capacità di comprensione, memoria e linguaggio sono ben sviluppate. Allo stesso tempo, però, descrive una difficoltà che compare soprattutto quando deve stare fermo a lungo, in particolare durante lo studio: si alza spesso, fatica a rimanere seduto e sembra avere più difficoltà nella regolazione dell’attenzione e delle emozioni.È abbastanza frequente che queste caratteristiche diventino più evidenti proprio con l’ingresso alla scuola media. Le richieste cambiano: aumenta il tempo di studio autonomo, viene richiesto più autocontrollo, più organizzazione e una capacità maggiore di gestire la frustrazione e la fatica mentale. Alcuni ragazzi che alle elementari riuscivano a compensare bene, alle medie iniziano a mostrare più chiaramente queste fatiche.Il fatto che riesca a stare fermo quando guarda la televisione o quando gioca non è necessariamente in contraddizione con una possibile difficoltà attentiva. Spesso, infatti, quando un’attività è molto coinvolgente o gratificante, il cervello riesce a mantenere l’attenzione con meno sforzo. Le difficoltà emergono soprattutto nelle attività che richiedono uno sforzo cognitivo prolungato, come lo studio, la pianificazione o il mantenimento dell’attenzione su compiti meno stimolanti.Anche il fatto che faccia sport da anni è sicuramente un elemento positivo, perché lo sport aiuta molto nella regolazione motoria ed emotiva. Tuttavia non sempre è sufficiente a compensare completamente alcune caratteristiche temperamentali o alcune difficoltà nelle funzioni esecutive, cioè quelle abilità che permettono di organizzarsi, mantenere l’attenzione, gestire l’impulsività e regolare il comportamento nei diversi contesti.Proprio per questo motivo, l’idea di fare un consulto non è affatto sbagliata. Una valutazione psicologica o neuropsicologica non serve necessariamente a “trovare un disturbo”, ma soprattutto a capire come funziona il ragazzo: come gestisce l’attenzione, quali strategie utilizza per apprendere, come regola il movimento e le emozioni, e quali sono i suoi punti di forza e le sue eventuali aree di fatica. In alcuni casi può emergere un profilo compatibile con ADHD, in altri invece si tratta semplicemente di uno stile attentivo molto attivo o di difficoltà nelle funzioni esecutive che possono essere supportate con strategie adeguate. Nel frattempo può essere utile osservare se durante lo studio riesce a lavorare meglio con tempi più brevi e pause di movimento programmate. Molti ragazzi con questo tipo di funzionamento riescono a mantenere meglio l’attenzione se lo studio è suddiviso in blocchi più brevi, alternati a piccole pause. Anche valorizzare la sua capacità di verbalizzare e spiegare gli argomenti ad alta voce può essere una strategia efficace, visto che sembra avere una buona capacità espositiva.In ogni caso, chiedere un consulto può aiutare a fare chiarezza e a trovare il modo migliore per sostenerlo, senza partire necessariamente dall’idea che ci sia per forza un disturbo, ma con l’obiettivo di capire meglio il suo funzionamento e accompagnarlo nel modo più adatto alla sua crescita.

Dott.ssa Olga Angioi

Dott.ssa Olga Angioi

Ragusa

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Gentile Emi,

non è possibile fare una valutazione online ma  potrebbe rivolgersi ad un professionista per fare alcuni test e valutare se possa o meno essere ADHD.

Anche qualora risultasse qualcosa dai test non si allarmi. L'ADHD non è una malattia, è un funzionamento differente del cervello che lavora in maniera diversa. Come lei ha affermato suo figlio è bravo ed intelligente, ha solo un elevato livello di iperattività e distraibilità. Con l'appoggio di un professionista si può comprendere come aiutarlo a gestire questa situazione.

L'adhd non è una penalizzazione, può essere un'enorme risorsa e potenziale, occorre solo comprenderla e gestirla in modo diverso.

Un caro augurio per tutto.

 

Dott.ssa Mazzilli Marilena

 

Dott.ssa Marilena Mazzilli

Dott.ssa Marilena Mazzilli

Asti

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