Come posso aiutare mio figlio?

Anna

Salve, ho bisogno del vostro aiuto perché non so più come comportarmi per aiutare mio figlio.
Sono dei mesi ormai che ho deciso di chiudere il mio matrimonio con un uomo che non mi rispettava e faceva lo stesso con nostro figlio di 15 anni, demoralizzandolo e prendendolo in giro per il suo peso e per il fatto di preferire di rimanere a casa al computer invece di uscire, chiamandolo fallito.
Da allora mio figlio non vuole più andare a scuola, è demotivato in tutto, dice che non è dovuto alla situazione familiare ma non riesco a crederci dato che questo comportamento è nato da lì.
Le ho provate tutte, dandogli dei premi, promettendogli qualcosa che voleva, ma riceveva e non dava nessun risultato.
Rifiuta di voler parlarne sia con me, con La sorella, con uno specialista.
In passato ha sofferto di bullismo e me ne parlò, ora non so, non credo ci sia questo problema perché quando andava a scuola mi diceva che i suoi compagni lo divertivano, anche se non ha un vero rapporto con loro.
Lo hanno confermato anche i prof, lo vedono sulle sue, non fa lavori di gruppo ecc.
Gioca al Computer, non esce, va a dormire tardissimo (usando anche questa come scusa per saltare ls scuola)
Ora il padre non lo sente da mesi, non siamo in buoni rapporti, per nulla, ha preso malissimo la mia iniziativa sulla separazione.
Potete aiutarmi?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Anna, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Mi dispiace ancor di più per il ragazzo e per tutto ciò che ha subìto: questi comportamenti sregolati legati al gioco ed allo scarso sonno, con conseguente ritiro dalle attività scolastiche e sociali, non è altro che il sintomo di un disagio più profondo.

Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che sia utile anche per il ragazzo ritagliarsi uno spazio d'ascolto psicologico affinchè possa affrontare i temi più caldi della sua vita.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL