Adolescenza

Adolescente senza controllo

Delia

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Salve! Sono mamma di una figlia 15enne della quale ho perso il controllo. Insieme a marito, abbiamo osservato in lei, già da un paio d'anni, alcuni comportamenti di ribellione, di non accettazione delle regole, di avversione. Già in seconda età scolare, mia figlia ha manifestato alcuni atteggiamenti di ostilità anche in ambito scolastico che, a dire dei professori, denotavano una marcata personalità da leadership. Nell'ambito familiare, invece, abbiamo notato un crescente senso di indipendenza con slanci di totale anarchia. Nella continua e spasmodica ricerca di una pseudo normalità con il dettaglio di alcune regole fondamentali per il vivere sociale, la ragazza ha anche cominciato ad avere crisi di ansia, di panico che ci hanno condotti ad imboccare un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale con cadenza settimanale già da circa un anno. È stato diagnosticato un disturbo borderline di personalità. Nel comprendere pienamente le lungaggini del tempo per cercare quantomeno di rimediare ad alcune manifestazioni estreme del malessere, noi genitori, in estremo travaglio psicologico per gli annessi familiari di un soggetto, figlia unica!, con dei tratti fisiopatologici di un'adolescenza oserei definire impetuosa, abbiamo perso del tutto il controllo! Nostra figlia esce e rientra quando vuole, limitandosi a comunicarcelo poco prima. Alle nostre negazioni o precisazioni risponde in modo violento ed aggressivo, con sporadiche, per fortuna, reazioni anche fisiche. Durante il tempo di permanenza a casa, rimane letteralmente richiusa nella sua stanza persa nei meandri dei social o a chiacchierare con gli amici. Nel riconoscere che la sfera amicale è nettamente predominante per questa età a quella familiare, noi genitori ci sentiamo svuotati, perduti. Anche noi, comunque, incontriamo la psicoterapeuta con cadenza quindicinale. Ma, cionostante, e devo dire nonostante il grosso investimento economico sul benessere della nostra unica figlia, siamo in grande difficoltà. Il nostro ruolo genitoriale è evanescente e trasparente come l'aria. La frustrazione è tanta quanto il groviglio emotivo che ne deriva. Ci chiediamo cosa si può fare di più. Pensavamo ad una comunità terapeutica. La consigliereste?

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Delia. La situazione che porta è indubbiamente pesante e di difficile gestione, data anche la diagnosi che ha ricevuto sua figlia. Il consiglio è quello di esternare i suoi dubbi e le sue opzioni alla terapeuta, che conosce nel dettaglio la sua storia famigliare e sarà in grado di darle un consiglio appropriato, più di quanto si possa fare in questa sede, anche alla luce dell’importanza della decisione che si sta pensando di prendere.
Se crede che possa esserle utile un secondo parere, mi rendo disponibile per un consulto più approfondito, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

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