Adolescenza

Cerebropatia Infantile

Filomena

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Salve,sono un educatore,a breve mi sará affidato un incarico che prevede la mia l'assistenza,all'interno della scuola, ad un adolescente affetto da cerebropatia congenita di natura genetica. Questa é la mia prima esperienza,le mie conoscenze al riguardo e le mie esperienze sono pari a zero,non so come muovermi,le strategie da adottare e gli obietti a cui posso ambire,sto cercando di informarmi,ma é difficile,la quantitá delle informazioni e non qualitá mi confondono.Vi chiedo un parere al riguardo perché mi sento completamente impreparata.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao 

per quanto riguarda questa tua prima esperienza nel mondo della disabilità sarà intensa forte e stancante, te lo dice una psicoterapeuta che ci lavora da 20 anni partiamo da alcuni punti:

1) Chi ti ha assunto un associazione cooperativa avrà una cartella anamestica del ragazzo leggila fatti un idea di chi avrai di fronte se un adolescente 2) Non trattare un disabile da disabile perchè non gli piace, trattalo alla pari come un tuo coetaneo. 3) Mettiti subito delle regole, che sei tu che comandi, quando il ragazzo sta con te si deve comportare in un certo modo, di solito sono furbi ti mettono alla prova per vedere fin dove possono arrivare provocare. 4) Essendo un adolescente e sicuramente avrà un attività sessuale a modo suo, cerca di vestirti non in modo provocante 5) Cerca di capire le sue potenzalità, anche i suoi limiti per poter fare un piano di lavoro 6) Cerca di conoscere i suoi interessi per usarli a tuo favore per fargli fare le cose 7) Il linguaggio deve essere semplice e diretto 8) Per avere informazioni su alcune patologie come questa basta andare sui siti delle malattie rare  Oppure cerca associazioni con questo nome li trovi sicuramente qualcosa io ho cercato sui miei  libri ma non ho trovato nulla, spero di essere stata un pò di aiuto, poi chiedi anche agli insegnanti come gestire questo tipo di ragazzi visto che collaborerai con loro fate un piano di lavoro insieme. Non ultima cosa, importante per te, finite le ore di scuola, lei faccia qualcosa che le piace, i ragazzi disabili ti prendono l'anima ti fanno mettere in discussione quindi il mio consiglio lavori anche su se stessa le sue emozioni ...

Gentile Filomena il consiglio che mi sento di darle è quello di conoscere il ragazzo che ha davanti prima di improntare qualsiasi intervento. È senza dubbio un bene informarsi sulla patologia ma questa non ci dice nulla sui punti forza che ciascuno di noi ha. Si approcci al ragazzo con l'intento di conoscere prima lui piuttosto che la sua malattia e costruisca un programma personalizzato su di lui come individuo, non sulla malattia di cui è portatore. Scoprirà le sue doti di educatrice che si sveleranno a lei in maniera quasi naturale al di la degli schemi precostituiti. Cosi facendo le sue ricerche teoriche saranno più puntuali e mirate e i suoi interventi approfonditi e calati sulla singola realtà. Creda nella sua modificabilità e si modifichi in base alla persona che conoscerà. A disposizione

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