Come comportarsi davanti a una figlia adolescente che ti provoca e ti risponde?

Laura

Buongiorno, mi trovo ad affrontare questo momento molto delicato che non riesco più a gestire con mia figlia che ha 16 anni. Lei è in generale una ragazza molto buona ma purtroppo molto incentrata su se stessa e sulle sue convinzioni! Non accetta mai ciò che le viene detto se differente dalla sua idea e cosa ancor più grave non ascolta ciò che io e il padre le diciamo in merito (questo un po’ in ogni campo … scuola, vita sociale, fidanzato..). Noi cerchiamo di farle capire dove sbaglia e quale sia la strada più giusta da percorrere ma lei è come se non sentisse proprio ciò che le viene detto! Il risultato è che con me si viene poi a degli scontri pazzeschi perché io alzo la voce e mi arrabbio e si creano chiusure! Con il padre invece va meglio perché lui è più calmo e pacato anche se poi dentro di se sfoga tutta la rabbia che ha e gli vengono mille sfoghi di pelle o se ne sta incupito per giorni! Io sono solita buttare fuori tutto … magari sbagliando (me ne rendo conto) ma per me dopo aver litigato posso esser in grado di abbracciare mia figlia e porre stop a tutto! A lui la cosa dura giorni e giorni e questo ora danneggia anche il nostro rapporto ! Come riuscire a riportare un po’ di serenità? Come fare a far ragionare mia figlia!? È diventato davvero molto complicato .. per non dire impossibile ! In più l’altra mia figlia risente di tutto ciò perché è sempre tutto incentrato sulla sorella che è l’unica che da problemi mentre la piccola è molto brava e rispettosa .. ! Vi saluto e ringrazio!

6 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Laura. 

Non è chiaro il contenuto delle "litigate", ma, sembra vi sia un "errore" di fondo. Provo a esplicitarlo meglio, anche se online, senza conoscere i dettagli è un po' un azzardo.

Un conto è convincere vostra figlia a capire certe cose, a vedere cosa è giusto, a vedere cosa vedere voi genitori con la vostra esperienza......altro conto è esigere il rispetto di regole base.

Cosa intendo? Non si può e non ha senso voler insegnare ad un adolescente cosa è meglio per lui/lei, poiché ormai è nel tempo della giusta sperimentazione, di conseguenza per quanto i genitori strillino, il ragazzo/ la ragazza....tenderanno a fare di testa loro. Azzardato, ma è così che si cresce. Sperimentando.

Cosa può fare un genitore? Non pretendere di fare capire al ragazzo il proprio pensiero, punto di vista, la propria ragione ....ma accompagnare nella sperimentazione di sé nel mondo, alla luce di regole base condivise, quelle si, opportune e adeguate.

Ecco, provi a riflettere se ciò che si sta creando con sua figlia è un "inutile e faticoso" tira e molla su ciò che fa, come lo fa, le scelte che fa, o si tratta di mancato rispetto di regole base? 

L'impressione leggendo, ma appunto online si perdono tanti dettagli, è che voi genitori stiate cercando di "farle capire dove sbaglia", anziché, alla luce di regole base (es. autotutela, rispetto dei genitori, corretto vivere, nessun abuso di sostanze.....ecc) accompagnarla in quelle esperienze così che lei capisca in prima persona l'errore. Non potete sostituire le sgridate all'esperienza.....rischiate di sgolarvi senza che serva a nulla! 

Potrebbero essere opportuni degli incontri per voi genitori, sulla genitorialità, per modificare stile e riprendervi la vostra serenità ed essere più consapevoli del vostro stile educativo.

Saluti

Se fino ad ora questo metodo non ha funzionato vuol dire che è ora di cambiare. Non date più consigli o suggerimenti, dite a vostra figlia di fare ciò che ritiene più opportuno per la sua vita, ma… tutte le conseguenze delle sue scelte ricadranno su di lei. Questo significa responsabilizzarla. Finché lei saprà che ci siete voi a difendere le sue spalle e a “tentare” di guidarla e proteggerla, farà le cose più insensate e metterà in atto tutte le possibili opposizioni al vostro “vecchio” modo di fare e pensare (tanto poi ci sarete sempre voi a parare i contraccolpi). Da ora in poi la parola d’ordine di voi genitori dovrà essere: Arrangiati!!

Salve Laura, mi spiace molto della situazione che descrive perché posso comprendere il disagio connesso e le preoccupazioni di una mamma.

Ritengo importante tuttavia uscire dalla dinamica del far capire alla ragazza ciò che è giusto e ciò che è sbagliato poiché, a mio avviso, ciò la fa sentire giudicata e provoca pertanto un'accentuazione dei comportamenti di ritiro e chiusura.

Ritengo piuttosto utile creare un dialogo schietto e sincero nel quale poter di scambiare pensieri e vissuti emotivi in merito alla situazione attuale al fine di trovare strategie utili che possano soddisfare le esigenze di tutti.

Credo che un consulto psicologico possa essere utile per esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL 

Buongiorno Laura,

Sua figlia sta attraversando un periodo di normale transizione verso una nuova identità.

Nella maggior parte dei casi questo percorso è come una tempesta fatta di dubbi, domande, ormoni impazziti e incertezze. È sano il fatto che accada questo, le crisi servono a mettere in discussione uno status quo per crescere e rinnovarsi.

È normale anche che vi sfidi mettendo in discussione le vostre regole e imposizioni, e capisco che questo vi faccia sentire come se abbiate perso il controllo di vostra figlia. In effetti questo controllo non lo avete, è solo illusorio, lei deve poter commettere i propri errori anche se questo vi disorienta. 

Ciò che è utile fare per un buon equilibrio familiare è dare delle regole, ferme e chiare, fuori dalle quali la ragazza abbia la libertà di esprimere la propria rabbia, la crisi, la forza della sua individualità. E rassicurarla sul fatto che voi siete lì quando ne avrà bisogno, osservando ma senza invadenza, come gli argini che lasciano il fiume libero di scorrere ma lo contengono.

Capisco non sia semplice, l'adolescenza è una  prova importante e un' occasione di crescita per tutti i componenti della famiglia 

In bocca al lupo

Buongiorno, capisco il suo stato di allarme e me ne dispiaccio. L'età di sua figlia è spesso caratterizzata da sbalzi di umore e da comportamenti che a volte sembrano incomprensibili; l'adolescenza è un periodo della vita molto complesso sia per l'adolescente che per la famiglia stessa. Le vostre reazioni come genitori sono del tutto comprensibili. Ma anche negli anni precedenti faticava ad ascoltare i vostri consigli? E' cambiata ultimamente ? Ci sono stati episodi in particolare che hanno creato questo contrasto con vostra figlia?. Magari ha bisogno di sentirsi più indipendente e di avere delle responsabilità... può sentirsi troppo "guidata" da voi genitori?. Saluti. Dott.ssa Debora Manoni

L'adolescenza è l'età in cui si cerca se stessi e la propria identità , anche attraverso tentativi ed errori. L'adolescente cerca attivando diverse modalità e comportamenti di divenire autonomo e separarsi psichicamente dalle figure genitoriali. Le regole familiari e le relazioni genitori-figli non possono essere rigide ; e per non interrompere il dialogo con i propri figli è necessario adottare uno stile genitoriale più flessibile e quindi più incline al raggiungimento di compromessi con l'adolescente. Questo non significa permettere a vostra figlia di fare ciò che vuole o ritirarsi dallo svolgere il ruolo genitoriale, ma lasciarle uno spazio vitale per potersi sperimentare e mantenere il vostro sguardo vigile da lontano, dimostrandovi disponibili a negoziare su alcune regole e situazioni trovando un valido compromesso.

Vi invito a richiedere una consulenza con un professionista che possa suggerirvi nuove strategie per poter ridurre la conflittualità con vostra figlia e relazionavi con lei in modo più serena.

Dott.ssa Cristina Paglialonga (psicologa-psicoterapeuta)