Adolescenza

Da giorni io e mia figlia non ci parliamo

Aurora

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Buongiorno, da circa sei mesi ho un rapporto conflittuale con mia figlia 17 anni.
Siamo sempre state molto legate, in armonia, nessun problema a scuola. La coerenza mi ha permesso di farle rispettare le regole, spiegando perché c'erano e cosa significavano nella vita pratica.
Suo padre è sparito quando lei aveva 5 anni. Dopo la morte di mo padre qualche mese fa, ci siamo trasferite da mia madre per non farla stare sola. Sto seguendola ristrutturazionedella casa in modo da creare due appartamenti e dare a tutti la giusta indipendenza, ma poter comunque aiutare mia madre. Dalla scorsa primavera mia figlia è arrogante, risponde male, urla e soprattutto mente. Quando scopro le sue bugie o metto in dubbio i suoi racconti si altera, grida e invia vocali alla migliore amica sparlando di me, in modo che io senta.
La sua migliore amica l'ha conosciuta ad inizio superiori, ma non si sono mai parlate; dai racconti di mia figlia so che non è una persona pulita. La scorsa estate, in vacanza con altre amiche hanno legato molto e ora sono solo loro, inseparabili e hanno quasi chiuso i contatti con le altre, perché hanno idee diverse e "sono troppo sante".
Mia figlia vorrebbe vivere senza regole e se le impedisco di fare qualcosa urla e lancia oggetti. Mia madre non vuole sentir urlare e, una delle ultime volte, davanti a mia figlia, ha detto che ero io la colpevole per il litigio e, da quel giorno, mia figlia sa che può giocarsi questa carta, oltre a lodare sempre la sua migliore amica, che sa non piacermi, dicendo che andranno in vacanza e poi a vivere insieme e allora si che starà bene.
Qualche giorno fa ho scoperto di dover fare un intervento, nulla di grave, ma visto il periodo dovrò fare il tampone prima di accedere al reparto. Lei ha iniziato a dire che non devo essere positiva o le rovino in capodanno (senza minimamente preoccuparsi dell'intervento), le ho detto che a capodanno non uscirà per dormire a casa di qualcuno ( i genitori delle altre amiche non ospitano e non fanno uscire, i genitori della sua migliore amica sono telefonicamente irrintracciabili e non lasciano il nr). Lei ha risposto che io non le metto paletti solo perché sono più vecchia di qualche anno, che quando era in vacanza 3 giorni in estate non c'ero e non so cos'hanno fatto, perché ora a capodanno non può dormire da amici? Mi ha detto che io per lei non sono nessuno e che non le importa se mi opero tanto non è una cosa grave e anche fosse tutti dobbiamo morire prima o poi. Se non la lascio uscire scappa di casa. Durante tutti i litigi sono sempre andata io incontro a lei per recuperare o scusarmi o allacciare. Stavolta davvero non ce la faccio, mi ha ferita e non riesco neppure più a parlarle da giorni. Lei sta in camera, un pò per la DAD un pò per non incrociarmi, esce solo per mangiare e parlare con mia madre o quando ha bisogno di un passaggio per incontrare la sua amica. Non so come recuperare, non so perché mi odi e davvero non so come agire. Se dovesse scappare davvero, nonostante mia madre non voglia, dovrò far intervenire le autorità. Questo mi farebbe apparire coerente ai suoi occhi ma tremendamente odiosa e non recupererei più il rapporto.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Aurora,


non è facile gestire un’adolescente in piena ribellione! La presenza della nonna non ti aiuta e ti riporta al conflitto madre, la tua, e figlia, tu. In questo gioco di poteri adulti che si disconfermano influisce anche la mancanza del padre, di una figura saggia, forse come tuo padre?


Non ho molti elementi, ma sarebbe interessante valutare cosa è successo 6 mesi fa, all’inizio dei vs conflitti.


Più ti imponi, meno sarai ascoltata e più odiata perché tua figlia sa che può permettersi di ribellarsi a te perché comunque non l’abbandoni.


Quanta sofferenza in questa ragazza. Via il padre, muore il nonno e la sua vita é scombinata anche x il tuo intervento in ospedale che la impaurisce...


Supera l’ansia aggredendoti, ma sa che la contieni. Prova a lasciarla stare, ascoltala, sii dolce, non importi. E quando avrai ripreso il controllo, magari vivendo solo voi due assieme, la situazione cambierà.


Buona fortuna, di cuore


dott.ssa Patrizia Tombaccini

Cara signora, ci sarebbero molte domande che vorrei farle per capire meglio la sua situazione, ma non è questo il luogo giusto; mi limiterò a riportare le mie impressioni che potrebbero non essere del tutto esatte e pertanto la prego di prenderle non come verità ma come ipotesi da esplorare.


1. la sua "coerenza" : mi chiedo se questa coerenza non sia un modo che lei ha dovuto adottare per far fronte all'abbandono da parte di suo marito, per tenere il suo dolore/rabbia sapito. Se così fosse potremmo ipotizzare che lei si aspetti da sua figlia una strategia simile e che sua figlia si stia ribellando a questa sua scelta.


2. Sua figlia ha 17 anni, non ha avuto il padre da quando ne aveva 5, ora è venuto a mancare anche quel surrogato di padre che era il nonno, sentirà anche lei un pò di rabbia e di dolore? come lo tira fuori? deve accettare passivamente la cosa? Chi la può capire se non un'amica "poco pulita", cioè che non si importa di quello che pensano gli altri, che dice a chiare lettere ciò che prova?


3. Perchè se la prende con lei? Forse perchè lei ha ancora timore a dirsi come sta, cosa prova, quanto è arrabbiata (se lo è)?


4. Non è vero che sua figlia è indifferente alla sua malattia, è solo spaventata e si difende per non stare troppo male.


Le auguro tante belle cose

Buongiorno


vi consiglio di intraprendere un percorso di terapia familiare, ci sono ruoli e confini da "riordinare" e forse questo è il momento di "prender in mano" la situazione, scegliete un terapeuta famigliare, che possa eventualmente vedervi anche con la nonna e cercare di indagare a fondo le vostre storie per potervi aiutare al meglio. 


resto a disposizione. 


dott.ssa Marchetto Christina

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