Figlia con Disturbo borderline

agata

Salve
a mia figlia 15enne hanno diagnosticato il disturbo borderline della personalità, sociopatia e autolesionismo, è in cura da una psichiatra, fa regolarmente psicoterapia 1 volta alla settimana individuale ed una volta terapia di gruppo, ho rifiutato psicofarmaci, ho paura che le possano fare male, lei è un tipetto davvero molto intelligente, va bene a scuola le piace leggere ma di contro è molto aggressiva soprattutto con m3, quando litighiamo e perdo la pazienza sembra quasi che mi voglia picchiare.....ultimamente ( molto frequentemente) ha episodi di sincobe, perde conoscenza , impiega sempre piu' tempo a riprendersi, i suoi gesti sono scoordinati, le sue frasi senza senso .... dopo un bel pò di tempo e' come se il cervello le si resettasse e ritorna ad essere la stessa Beatrice di sempre, l' ho portata da un neurologo, le ho fatto una tac all' encefalo per poter scongiurare qualsiasi problema, un elettroencefalogramma per fortuna è tutto ok .... ad oggi tutti mi hanno detto che e' un problema legato al suo disturbo, il neurologo mi ha dato delle goccine omeopatiche 3 volte al giorno...
Ho tanti dubbi e tanta paura per il futuro di mia figlia...lei vuole studiare diventare un architetto, andare a studiare un anno fuori in America...leggo tanto su questo disturbo e la mia paura piu' grande e' che lei non riesca a realizzarsi e che questo diventi un ulteriore grande problema da affrontare .

Voglio solo aggiungere che sono una mamma single, il papà di mia figlia e' un fantasma e che purtroppo nella sua giovane età ha gia vissuto la perdita di persone a lei care
Ringrazio tutti
Agata

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Agata,

Dalle righe che riporta, sembra tutto coerente al disturbo diagnosticato a sua figlia. Data questa sintetica premessa, da qui si parte. I disturbi di personalità sono pervasivi, si, ma non sono una condanna. Farmaci e psicoterapia servono affinché la persona possa trovare un suo equilibrio, saper riconoscere le situazioni più scatenanti, saper attuare un auto osservazione affinché la persona possa vivere con la più alta qualità della vita possibile.

Esservi sottratte ai farmaci ma poi aver proseguito a indagare, aver scelto gocce omeopatiche ... fa pensare che ancora non vi sia stata una presa in carico sufficientemente accogliente e serena da parte di una equipe. Forse è ora necessario trovare un luogo, un equipe, che vi sappia accogliere e alla quale porgere domande, dubbi, per poi seguire la terapia che verrà consigliata. Più si rimanda l'inizio di un percorso di presa in carico più aumentano dubbi e incertezze. Affidatevi (lei e sua figlia) e mantenere sempre attivo il dialogo con i curanti, così da contenere sia i sintomi del disturbo, sia la normale ansia post diagnosi e ansia dei familiari, presente quando ancora non si ha chiaro come muoversi.

Un saluto

Salve Agata, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio della ragazza e le preoccupazioni di una mamma. Ritengo tuttavia maggiormente utile esporre le sue paure e preoccupazioni ai professionisti che lavorano con la ragazza poichè loro conoscono molto meglio la situazione. Se ritiene di avere bisogno anche lei di un supporto, situazione molto comune in questi casi poichè il disturbo borderline causa disagio significativo non solo alla persona ma anche chi le sta intorno, la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Cordialmente, dott FDL