Mi merito davvero di vivere?

Zeno

Buonasera psicologi del web Ultimamente ho un quesito che si è districato e radicato nei miei pensieri un po' di tempo, che è appunto il titolo della domanda, mi merito davvero di vivere? Fino a qualche tempo fa la risposta era (ovviamente si) ma mi sono reso conto che ci sono alcune dinamiche che mi fanno dubitare della risposta data in precedenza. Comincio dal fatto che mi considero una persona privilegiata, nella mia vita non mi manca davvero nulla: ho un tetto sotto cui mangiare, cibo e acqua con cui sopravvivere, dei genitori che mi vogliono bene, un fratello gemello, degli amici, diritto all'istruzione, vivo in un bel quartiere, la mia famiglia è economicamente stabile, tutto questo è oggettivamente incredibile, credo che non in tanti possano vantarsi di tutti questi privilegi. Eppure...tutto questo dentro di me ha un lato amaro, nonostante io abbia tutto questo, non riesco a trarne gioia, tante persone vorrebbero tutto questo. E penso che tante persone se lo meriterebbero più di me, perché il problema non è ciò che mi appartiene, il problema sono io, come vivo la mia vita. Ho oggettivamente parlando la possibilità di fare tante cose, eppure mi riduco sempre a fare il minimo indispensabile, a volte neanche quello faccio. Molte volte non faccio quello che mi viene chiesto di fare da scuola e famiglia, nonostante per tanti siano cose normalissime come ad esempio fare un po' di compiti, studiare o cucinare, io non ho mai voglia di farlo, e quando faccio le cose senza volerle fare possono succedere 2 cose: O le faccio in maniera pessima (perché o non le so fare, o non mi danno abbastanza tempo per farle, a volte perché voglio sbrigarmi) oppure non le faccio minimamente, guadagnando solo il malcontento in primis delle "autorità" che avevano certe aspettative per me, e poi il mio malcontento, perché tutto questo è un loop che si ripete, ogni volta, e ogni volta diventa sempre più difficile evitarlo e ogni volta diventa sempre più pesante da sostenere per la mia autostima (ormai a pezzi, non so più cosa fare per rialzarla). Ho perso le energie per fare pure ciò che mi piace, ormai so solo stare sdraiato sul letto ad ascoltare musica, unica cosa che mi riesce bene. Mi sento solo nonostante ho i miei amici, non riesco a sentirli vicini, pure il mio stesso fratello: provo a parlargli di cose mie ma è come parlare ad un muro, gli frega solo delle cose che gli passano per la testa. E i miei genitori? Mi fanno pesare ogni errore, mi fanno ogni volta che sbaglio e palesemente non si fidano di me. All'età di quasi 18 anni, devo ancora farmi aiutare da qualcuno a fare le cose che una persona comunissima fa da sola e senza nessun problema. I miei genitori mi hanno sempre detto che ho le carte in regola per fare qualsiasi cosa ma in tutto questo cercano di indirizzarmi solo in ambiti lavorativi che detesto solo perché ci sta lo "stipendio assicurato". So che lo fanno per il mio bene (ho anche gli agganci giusti per avere in futuro un lavoro che mi permetterà di avere stabilità economica nella mia futura vita da adulto) e forse dovrei seguire quello che dicono, ma non ci riesco, è troppo forte per me, ho paura che mettendomi in qualche lavoro troppo impegnativo, rovinerei il resto della mia vita con le mie stesse mani pur di guadagnare e questo mi spaventa. Allo stesso tempo: l'ambiente scolastico mi fa davvero schifo, non riesco a farmi andare bene chi mi ordina cosa devo fare, non mi interessa seguire gli ordini di qualcuno a bacchetta, non è così che voglio vivere, e non so se sono abbastanza predisposto per intraprendere una carriera artistica (quello che sotto sotto sarebbe il mio sogno). Il mio presente non mi piace, il mio passato non ne parliamo, e il futuro lo vedo come un vicolo cieco dove ogni strada che intraprenderò mi fotterà a suo modo (scusate il francesismo). Già...il mio presente non mi piace, eppure tutto ciò che ho descritto è quello che vive una persona normale, della società civile occidentale, e a tanta gente piace vivere in questo modo, anche chi ha meno possibilità, privilegi è comunque contento di vivere. Io ho una base praticamente perfetta e nonostante ciò continuo a vivere come un ameba che non vorrebbe fare assolutamente nulla, mi sento senza energie, e quando le ho le spendo per le cose inutili produttivamente parlando. Quindi (riassuntone in poche parole) la domanda sorge dal fatto che la vita mi ha donato tutti gli elementi necessari per vivere una vita obiettivamente fantastica e continuo ogni giorno a non approfittarne: mancanza di energie? nessuna voglia di fare? scarsa autostima? un mix di queste cose probabilmente. Penso di essere stato così più o meno da quando sono stato bambino ma ora che sono "cresciuto" (o almeno così direbbe un anagrafe) sento queste cose come un grosso, grossissimo problema. Per questo mio modo di essere non sento che la mia vita sia ciò che mi merito, una base così solida se la meriterebbe chi ha grandi capacità, carisma, energia, dedizione per il lavoro e per gli obbiettivi, ergo, l'esatto opposto di quello che sono io. Grazie per la vostra attenzione.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Zeno, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL