Mio figlio non esce da casa da due anni

Lara

Buon pomeriggio. Sono mamma di un ragazzino di 12 anni che non vuole più uscire con gli amici. Sono ragazzi che frequenta anche a scuola calcio e con i quali va d'accordo. Sono tutti suoi ex compagni di classe con i quali, prima del lockdown, usciva spesso. Anche quando ci trasferiamo nella casa al mare si presenta lo stesso problema, con altri amici con i quali si è sempre divertito negli anni precedenti: al mattino in spiaggia, il pomeriggio a pescare e la sera non ne avevano mai abbastanza di stare insieme. Ora la situazione si è ribaltata totalmente e sono veramente tanto preoccupata. Lui ha da sempre un carattere riservato, ma gli amici non gli sono mai mancati, perché è dolce e gentile. Non mi ha mai dato problemi di comportamento a scuola o altrove. Da due anni, però, si rifiuta di uscire, a meno che non si esca in famiglia. Se gli amici lo invitano ad uscire trova un sacco di scuse per non andarci. Ho provato più volte a parlarne con lui, a spronarlo anche con degli incentivi che, sapevo, lo avrebbero stimolato, ma ogni tentativo è andato a vuoto. Passa i momenti che non è a scuola o a calcio o a studiare, a guardare la TV. Per favore, datemi un suggerimento su come spingerlo a socializzare. Vi ringrazio in anticipo.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Lara, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare suo figlio e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Comprendo anche le preoccupazioni di una mamma. Se suo figlio adotta delle strategie di evitamento, evidentemente le uscite rappresentano per lui delle situazioni di profondo disagio e, prima di spingerlo ad uscire, è necessario comprendere tali dinamiche, da dove si originano e su quali pensieri si sostengono. Ritengo fondamentale che voi possiate richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarlo a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Lara. Il periodo di lockdown ha contribuito a cambiare radicalmente le abitudini della maggior parte di noi, sia a livello lavorativo, sia a livello relazionale. Potrebbe essere utile, per il momento, chiedere a suo figlio semplicemente il perchè non se la senta più di uscire con gli amici, se sia dovuto a qualcosa in particolare oppure se sia conseguenza di qualcosa che neppure lui sa descrivere. Da qui potreste iniziare ad avere un confronto aperto e non giudicante sulla questione, così da avvicinare i vostri punti di vista su questo cambiamento che ha notato in lui. Se non doveste, per qualche motivo, riuscire ad avere un confronto che vi permetta di superare questa impasse, potreste rivolgervi ad uno psicologo, il quale possiede gli strumenti adatti per indagare a fondo questo tipo di situazioni.
Mi rendo disponibile anche online nel caso in cui volesse procedere per questa strada.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.