Sono una persona senza cuore o semplicemente insicura?

Vittoria

Buonasera, vi scrivo qua perché ho seriamente bisogno di capire se sono una persona senza cuore o semplicemente insicura. Ho 19 anni e tra poco avrò la maturità, quando avevo 3 anni mi diagnosticarono una sindrome rara perciò, per via di visite e ricoveri in ospedale non ho mai potuto vivere una vita normale come i miei coetanei, la scuola l'ho seguita da autodidatta e non ho mai avuto amici come le persone "normali". I miei primi veri anni di scuola sono stati dalla seconda superiore fino ad oggi, con grandi progressi, ho cominciato anche ad uscire con delle amiche e per la prima volta ho cominciato ad uscire con un ragazzo. Ci conosciamo da un pò e mi faceva piacere parlargli, era simpatico, anzi, lo è tuttora ed è sempre gentile con me, mi ha regalato una rosa e insomma credo di piacergli. Questa è la prima volta in tutta la mia vita che interesso a qualcuno, le altre persone di cui mi innamoravo non mi ricambiavano mai, è da quando sono piccola che sogno di avere un "fidanzato", ma ora che sento qualcuno provare interesse per me mi sento male. Non so come mi sento, mi sento tremendamente in colpa perché sento di non essere "innamorata" ancora, ho paura di non ricambiare anche se lui è tanto gentile con me, paziente e dolce. Mi piace il suo profumo e come si comporta con me, forse anche troppo dolce, però sento di voler aspettare, non sento attrazione fisica al momento, e mi sento tremendamente in colpa.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Vittoria, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa scelta possa essere importante per lei ed impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buona sera Vittoria,

di sicuro non è senza cuore e il fatto che si senta in colpa ne è la conferma. Tra l'altro il senso di colpa non è una emozione negativa come si crede solitamente, ma protettiva e ci protegge dai pensieri negativi circa noi stessi. Nel suo caso le sta comunicando che non è vero che lei sia una cattiva persona. Le faccio un esempio: pensi a Joker, non provava senso di colpa. 

Noi comunichiamo con gli altri così come le varie parti di noi entrano in rapporto tra loro ed è nella relazione con i nostri genitori durante l'infanzia che apprendiamo i modelli relazionali.

Probabilmente sarebbe utile un consulto da un professionista per approfondire meglio le Sue difficoltà e le Sue risorse.

Tra le tecniche più efficaci si annoverano: l'MDPAC, la Mindfulness, l'EMDR, l'ipnosi, il training autogeno.

Buona fortuna.

Dr. Cisternino (ricevo a Torino e online).