Adolescenza

Papà, credi che sia necessario alzare la voce per farsi sentire?

giulia

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Salve a tutti, sono una ragazza di 16anni e ho un problema con i miei genitori, in particolar modo con mio padre. È una persona a parer mio molto debole, che si nasconde dietro una maschera di finta aggressività. Il tono della voce dispotico ed inquisitorio sia con mia madre sia con me, la sottile ma costante cattiveria che si insinua nei suoi discorsi alla lunga Mi feriscono. Quando ero più piccola ricordo purtroppo molto bene che spesso e volentieri sfogava la sia rabbia su di me, anche la minima sciocchezza rappresentava un alibi per alzare la voce a livelli esorbitanti, tanto da diventare viola in faccia e da far preoccupare il vicinato, per poi concludere con le percosse (una volta mi ha dato uno schiaffo talmente forte da lasciarmi il segno). Mammano che cresco, ho notato che non si permette più, per via della mia età credo. Mio padre non porta rispetto. Indossa una maschera di finta sicurezza in se stesso, di finta determinazione, e non appena ne ha l“occasione (e anche quando non ce l'ha) comincia a minare l'autostima mia e di mia madre lanciando frecciatine sottili e taglienti, spesso con un tono calmo e noncurante. Solo ora mi rendo conto di aver idealizzato mio padre durante la mia infanzia, pertanto cerco di minimizzare i suoi danni recati a mia madre assecondandola di più, e rassicurandola (nonostante si mostri abbastanza forte, mia madre è altrettanto semsibile). A causa del comportamento di mio padre invece, io sono automaticamente diventata agli occhi dei miei una persona rammollita, che non mette grinta nel fare le cose, incapace e passiva. Niente di più sbagliato. Lui cerca in tutti i modi di farmi immedesimare in questa identità che non è la mia, e quando vede che mi stizzisco per qualche sua lamentela o nuovo difetto trovatomi, sembra provare soddisfazione. Mia madre, quando mio padre è fuori per lavoro, è serena con me e mi sostiene, mentre quando c'è lui è come se gli desse ragione. Così sono in due ad infierire. Un piccolo esempio: eravamo tutti e tre nella piazza di una città straniera, dovevo buttare una cartaccia, non vedevo cestini attorno a me e così giusto per dire, dissi tra me e me: “e adesso questa dove la butto?“. Mio padre non mi dette nemmeno il tempo di guardarmi intorno che mi disse: “giulia cerca un cestino! Guardati intorno, cerca di attivarti, allarga i tuoi orizzonti! Sei proprio... limitata“. Tutto questo perché? Perché non avevo visto un cestino ma mi stavo accingendo a cercarlo. Cerco un consiglio, come posso sopravvivere con una presenza così oscura, distruttiva, in casa? Normalmente le persone così polemiche, al di fuori di casa mia, le tengo a debita distanza. Ma lui va affrontato giorno per giorno. Ogni tanto vorrei veramente un padre sicuro di sé, che non abbia bisogno di sminuire la moglie e la figlia per rafforzare il suo ego. Grazie in anticipo!

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Giulia, certo che non ti è facile in una situazione così. Ma da come ci scrivi sembra che tu, oltre a soffrirne tanto, abbia anche una bella capacità di leggere la situazione e trasare tutta la tua grinta per volerne uscire. Più che darti dei consigli vorrei riflettere con te su alcuni punti:


1) per quanto tu ti possa sforzare un papà non lo cambi con facilità e pertanto, visto che non è tanto ciò che dice ma il modo come lo dice che ti è insofferente, prova a non ripeterti, ogni volta che lui ti si rivolge a suo modo, "Ecco ancora una volta mi sta dicendo che non vado bene, che sono una rammollita, ecc.ecc.". Prova a rimanere concentrata su di te e su ciò che stavi per fare

2) tua mamma, certamente anche lei risente di tutto questo ma devi sapere che le persone si scelgono e a volte si scelgono anche sulla base di quelle caratteristiche che da figli proprio non capiamo nè vorremmo accettare. E' bello che le stia vicino ma non confondere il rapporto che tuo padre ha con lei e quello che ha con te. Tua mamma deve potersi difendere da sola. Tu sei chiamata a prenderti cura di te, della tua scuola, dei rapporti con i tuoi amici. Lei resta tua mamma, la persona che ti deve poter affiancare nella tua crescita. Non sei tu a doverla proteggere. Fa attenzione a non perdere di vista te stessa facendo confusione e pensando che lei da sola, senza te non ce la può fare. Nel tuo "urlo" mi sembra di leggere sia il tuo che il suo. Ma tu puoi solo recriminare il tuo. Forse così anche tuo papà potrà darti più ascolto.

3) una profonda consapevolezza che, come tu stessa ti sei accorta, anche lui ha i suoi limiti. E proprio quelli lo spingono a dirti contro. Perciò quando ti dice qualcosa sii clemente con te stessa e non giudicarti, ma cerca per quello che puoi di essere clemente anche con lui che sebbene più grande non ha modo per ora di rendersi conto degli effetti che produce su di te.

4) circondati di belle persone, concetrati sui tuoi compiti ed obiettivi, fai un bell'elenco delle tue qualità e non lasciare che tutto questo ti faccia disperdere le tue energie. Hai grinta e si sente. Ce la puoi fare. Buonissimo lavoro!

Cara Giulia,
ormai stai diventando  una donna ed è normale  che un atteggiamento aggressivo ti dia fastidio e mortifichi lo sviluppo della tua personalità Purtroppo credo ci sia poco da fare per modificare gli atteggiamenti di tuo padre tanto più che è spalleggiato da tua madre. L’unica soluzione è che tu trovi al più presto la tua strada a vada a vivere da sola. Potresti cominciare con l’andare a studiare in un’altra città. Vedrai che la lontananza farà bene ai tuoi genitori che cominceranno a vederti con occhi diversi e a valutarti con maggior attenzione.
La conquista della tua autonomia ti renderà il rispetto che meriti. Ti auguro una buona giornata!

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