Perchè mi sento "sporca" a fare certe cose con il mio ragazzo?

Martina

Salve a tutti, sono una ragazza di diciott'anni con una diagnosi di bulimia nervosa, depressione, doc e autolesionismo, e sono alle prime, primissime, armi con un ragazzo. Questo ragazzo è meraviglioso dentro e fuori: aspetta i miei tempi, non mi ha mai fatta sentire a disagio, è attento e divertente allo stesso tempo. Mi piace molto insomma. La prima volta che siamo usciti ne sono stata terrorizzata, e l'ho respinto credendo non mi piacesse. Mi sono resa conto in realtà che mi piaceva, che per la prima volta dopo anni avevo veramente voglia di passare del tempo con una persona, e soprattutto che facevo tantissima fatica a stabilire un qualsiasi tipo di rapporto duraturo in cui riporre fiducia. Ho sempre fatto fatica a mantenere rapporti profondi senza ch'io scappassi, perchè sono sempre fuggita dall'idea di farmi conoscere per davvero da qualcuno, dall'idea di fidarmi e aprirmi, di non avere più il controllo della situazione. Gli ho riscritto, lui è stato pazientissimo, e ci abbiamo riprovato. Io ero assillata da mille paranoie, da centinaia di ossessioni sul fatto che stessi facendo la cosa giusta, sul fatto che lui fosse abbastanza, sul fatto che io fossi abbastanza, sul fatto che odiassi il mio corpo con tutta me stessa e volessi semplicemente abbandonarmi a me stessa... ma mi sono data del tempo e ho iniziato a fidarmi, sto imparando tutt'ora a farlo. La conoscenza è continuata, io ho continuato a stare bene e ad imparare a lasciarmi un po' andare, e oggi pomeriggio, per la prima volta nella mia vita, mi sono tolta felpa canottiera e reggiseno davanti a qualcuno che non fosse il mio specchio. L'ho fatto nonostante le cicatrici, l'odio che provo verso di me e l'imbarazzo nell'avere un corpo. Adesso che sono a casa l'impulso di farmi male è più forte che mai. Non riesco a non sentirmi "sporca", come se avessi fatto qualcosa di sbagliato. Non riesco ad evitare di pensare che provare piacere significa ammettere di avere un corpo, un corpo che in tutti i modi cerco di eliminare. Non riesco a non pensare al fatto che devo per forza trovare difetti in lui, anche quando non ne ha di rilevanti. Non riesco a non pensare che lui non mi piaccia abbastanza. Non riesco a zittire i miei pensieri e sto uscendo di testa. Sarò sempre costretta a vivere così? Avrò sempre voglia di annullarmi, di smettere di esistere?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Martina, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL