Adolescenza

Vivere in uno stato di confusione

rosanna

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buonasera, mio figlio 18 enne da un mese dice di sentirsi “strano“. E' un ragazzo molto tranquillo,frequenta i gruppi parrocchiali,suona la chitarra ,ma la maggior parte del tempo lo passa nella sua camera,dove non si entra se non bussando.ci sono molti scontri verbali sul fatto che ha da fare e che noi genitori non capiamo.tutte cose da genitore trovo normali vista l'età. io come mamma mi rendo disponibile se ha voglia di parlare .In più di una occasione gli ho sempre detto che se ha bisogno di noi ci siamo.Quello che mi preoccupa è che ora lui dice di vivere in uno stato di confusione ,gli sembra di vivere in un sogno,e non riesce a capire quello che le persone dicono,sente sempre la testa confusa.ha paura di ciò che sente e ha bisogno che io gli stia vicino.gli stò dando tutta l'attenzione di cui ha bisogno ma mi preoccupa il suo stato di malessere.se gli propongo di parlare con qualcuno gli metto ancore più ansia. come posso comportarmi? grazie

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora,

suo figlio, benchè diciottenne, è probabilmente ancora in una fase in cui deve completare la sua maturazione. Inoltre ciò che il ragazzo riferisce fa pensare ad uno stato ansioso o depressivo o comunque ad un malessere da non sottovalutare. In questi casi, tanto più se il ragazzo non se la sente di consultare uno psicologo psicoterapeuta, conviene che lo consultino i genitori che sono comunque delle persone importantissime delle quali perciò quasi inevitabilmente è necessaria la collaborazione, in caso si inizi una psicoterapia.

I genitori sono talmente importanti che quasi sempre lo psicologo/a riesce ad agire sul figlio tramite essi, anche senza vedere il figlio stesso, perciò le consiglio senz’altro di consultare questo professionista.  L’ indirizzo terapeutico della Gestalt  è particolarmente indicato.

Cara Rossana,

secondo me purtroppo gli elementi che lei da sul malessere di suo figlio non sono molti per avere un quadro e poter dare un parere a riguardo. Quello che però mi arriva in modo chiaro e diretto è la sua preoccupazione per suo figlio e il suo desiderio di aiutarlo, di stargli vicino e di vederlo stare meglio! E' su questo che io voglio soffermarmi: lei non può sostituirsi a suo figlio e alla sua decisione di rivolgersi qualcuno per parlare del suo problema. Ma può dirgli, con il cuore in mano, che gli starà vicino, che vorrebbe vederlo star meglio e che per stare meglio forse potrebbe parlare con uno specialista. 

Resto a disposizione in caso lo volesse.

Un caro saluto 

Gentile signora,

Le problematiche comportamentali di suo figlio  appaiono  del tutto simili a quelle dei ragazzi della sua età . Tuttavia, per quanto riguarda lo stato di confusionale, se lei si è accertatail ragazzo non fa uso di  droghe, richiederi, innanizitutto,  una visita di valutazione specialistica presso un neuropsichiatra infantile. Cordiali saluti

Dott. Enrico Ruggini Firenze (FI)

Gentile Rosanna, le rispondo pur essendo di Firenze perché mi reco spesso a tenere seminari di costellazioni familiari a Vicenza, e conosco Thiene. Le devo dire che la descrizione che lei fa delle sensazioni vissute da suo figlio mi fa ritenere necessario un controllo psichiatrico. Vi possono essere numerose cause che determinano uno stato confusivo, e in alcuni casi questa condizione può essere prodromica di alcune patologie. Il fatto che il giovane viva con ansia e paura quello che sente, fa pensare a un disagio importante, e quindi lo specialista che possa accantonare dubbi di vario genere mi sembrerebbe una scelta opportuna. Le altre cose di cui parla possono far parte del normale processo di sviluppo di un adolescente che deve staccarsi dalla sua famiglia, e spesso questo accade con modalità un pochino conflittuali, ma sono cose che fanno parte della crescita di ogni individuo.

Cordialmente

Buongiorno sig.ra,

quanto racconta all'inizio di questa sua richiesta mi pare essere assolutamente normale, un ragazzo di 18 anni inizia ad avere bisogno della propria privacy e dei propri spazi di autonomia, inizia altresì a staccarsi dal nucleo familiare e a mostrare le proprie opinioni cercando di differenziarsi talvolta anche in modo deciso.

Altro invece è lo stato di confusione che lamenta, sarebbe interessante capire meglio cosa fa suo figlio nella vita e se esistono momenti particolari in cui questo stato di confusione aumenta, e da quanto tempo è presente questo disagio.

Conoscere queste informazioni potrebbe aiutare ad inquadrare meglio il disagio.

Se queste manifestazioni permangono e/o aumentano perchè non fare una valutazione da uno psicoterapeuta?

Buongiorno Rosanna,

immagino la vostra preoccupazione nel vedere vostro figlio stare male e non sapere bene come poterlo aiutare. Quello che mi sento ti consigliarle è di non farsi spaventare dal fatto che suo figlio non voglia andare a parlare con uno specialista, cerchi un riferimento per voi genitori e partite da li! Quando un figlio è in difficoltà anche i genitori lo sono e hanno bisogno di essere aiutati a gestire questi cambiamenti. Se possibile condividete con lui il pensiero che siete preoccupati e che vorreste essere aiutati a capire meglio come poterlo sostenere. Il collega che sceglierà saprà indicarle modi e tempi per tentare di coinvolgere il ragazzo.

un caro saluto

Gentile signora, è importante che suo figlio sia aiutato a capire cos'è quello stato di confusione e la difficoltà a comprendere il significato delle comunicazioni, è importante che l'intervento sia tempestivo. Lei ha già provato a offrire tutta la sua disponibilità, ma potrebbe comunicare al ragazzo che qualcuno potrebbe ascoltare i contenuti di quello stato di "sogno", il loro senso e come si puo' intervenire per farlo star meglio. Di certo, non è facendo finta che nulla stia succedendo che si risolve il problema, anzi, è proprio la mancanza  di una risposta adeguata a questo stato di malessere che puo' peggiorare la situazione. Il ragazzo potrebbe cercare da sè, anche con l'aiuto di internet, un professionista che lo senta e che lo aiuti a trovare la soluzione adeguata al suo stato. Se non l'ascolta, provi a farsi aiutare da qualche amico o da qualche figura, magari della Parrocchia, per lui significativa. La saluto.

Dott. Roberto De Pas Milano (MI)

Gent.ma  Rosanna,

si rivolgo ad uno specialista, psichiatra o psicoterapeuta. Lo faccia. Anche se Suo figlio non vuole, così facendo gli dimostra una attiva presenza genitoriale. Dovete intervenire con autorità e mostrargli le soluzioni. Non lasci passare il tempo. I sintomi che Suo figlio denuncia rientrano in una serie di possibili cause e problematiche, che non è possibile enunciare in questa sede. Ovviamente per la scarsità dei dati. Ma credo che a Suo figlio sarà già molto utile un colloquio con un addetto ai lavori, che gli mostri ascolto e gli proponga un percorso da seguire. Che probabilmente sarà di tipo psicoterapico, senza bisogno di farmaci, vista l'età.

Cordiali saluti

Dott. Denis Dal Zovo Venezia (VE)

Gent.le Sig.ra Rosanna,

    rispetto a ciò che ha scritto posso dirle che a livello generale i momenti di "chiusura"  da parte di un figlio adolescente verso i genitori non indicano necessariamente un disagio psicopatologico. Tuttavia gli altri elementi riportati mi fanno pensare che sarebbe utile una consultazione di un esperto che possa chiarire meglio la situazione.

Cordiali Saluti

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