Famiglia e bambini

ARRIVA IL FRATELLINO!

26 Aprile 2017

contattami

Condividi su:

Quando nasce il fratellino, l'identità del primogenito viene messa in discussione. Essere il piccolo della mamma è come si sente il bambino prima, ma se la mamma ha un altro bambino, si perde la collocazione conosciuta nella famiglia e nel mondo. Il bambino si chiede: se non sono più il piccolo della famiglia allora chi sono?

Questa angoscia del bambino di essere sostituiti è esistenziale. C'è una perdita devastante di sicurezza, ma che è un aspetto inevitabile, perché il bambino si sente spodestato dalla nascita di un altro figlio. Il neonato riceve molte attenzioni: viene cullato, cambiato, allattato, tenuto in braccio, ed è quindi fisicamente più vicino ai genitori.

Il bambino prova gelosia nei confronti dell'intruso, dell'estraneo, del rivale, che prende il suo posto. La gelosia nasce con le più antiche delle paure: l'angoscia di essere abbandonato, del rifiuto, dell'esclusione che prende corpo con quel terribile rivale che è il fratellino o sorellina. Sente tutto il suo mondo minacciato da quell'intruso, da colui che ha usurpato il suo posto in famiglia e gli porta via la mamma. E se già era abituato all'assenza della mamma e ne soffriva per la mancanza, la situazione per lui peggiora, perché la mamma è presente, ma è come se non ci fosse. Non è a lui che dedica le sue attenzioni, le sue parole, il suo affetto, ma ad un altro.

È normale che il bambino reagisca con estrema violenza a questa minaccia concreta e prenda le sue difese con l'attacco. Da qui manifesta aggressività in modo palese o nascosto. Generalmente è un aggressività più verbale. I bambini dicono frasi come “Quando lo riportate in ospedale?” oppure “Come è brutto, perché non lo buttate nella spazzatura?”. Altre volte sembrano esprimere generosità con frasi come “Perché non lo diamo alla zia, che non ha figli?” ma che ancora una volta nascondono l'aggressività. Altre volte si mostrano molto premurosi ed affettuosi, vogliono prenderli in braccio. Tutti atteggiamenti che manifestano l'ambivalenza del bambino che prova amore ed odio verso il fratello. Sentimenti che a volte cerca di riparare con la preoccupazione, diventando premuroso, perché si sente in colpa per ciò che prova nei suoi confronti ed, allo stesso tempo, comincia anche a provare amore per quel fratello. Diventare fratelli maggiori può essere un'esperienza importante, perché gli insegna che la sua aggressività non è distruttiva, ma può convivere con l'amore. Esperienza che gli sarà utile per tutta la vita.
I genitori si chiedono se può fargli del male e cosa possono fare? Si deve proteggere il neonato dall'aggressività, ma allo stesso tempo lasciandogli dire le sue frasi terribili o maltrattare il suo orsacchiotto: l'importante è che non maltratti il neonato.
È giusto proteggere il neonato dall'aggressività, ma senza sgridare o punire il bambino perché questo lo porterebbe a reprimerla, ma non a eliminarla ed allora si manifesteranno disturbi psicosomatici come male alla pancia, eruzioni cutanee, disturbi del sonno, rifiuto del cibo, tic o comportamenti insoliti. Questi disturbi somatici sono l’espressione di quello che il bambino non riesce ad esternare a parole.

Quello che si può fare è cogliere questi segnali, essere comprensivi e cercare di aiutare il piccolo ad esprimere a parole quello che sta provando, se ha un'età che lo consente. È importante che il bambino possa esprimere l'aggressività, sia verbalmente sia nel gioco, senza sentirsi in colpa. La gelosia non è una colpa da punire e neanche un difetto da correggere: è una ferita che brucia, che lo fa soffrire.

La rivalità piano piano si trasformerà quando il fratello non è più soltanto un rivale, ma scopre che può essere anche un alleato contro il mondo degli adulti, che a volte lo minaccia con rimproveri, imposizioni e castighi, ed un compagno che mitigherà il senso di solitudine che a volte può provare.
Il rapporto tra fratelli può essere il terreno di semina su cui fioriranno i rapporti maturi dell'età adulta. Nel legame fraterno si ha difatti la possibilità di essere nello stesso tempo alleati e rivali, di lottare per difendere il proprio posto nella famiglia ed affermare se stessi, come succederà nella vita, ed allo stesso tempo si può contare sull'aiuto e sull'affetto reciproco quando se ne ha bisogno.

Commenta questa pubblicazione

Iscriviti o accedi per lasciare un commento

Condividi su:

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Famiglia e bambini"?

Domande e risposte

Da tempo chiedo il secondo figlio ma lui non vuole

Salve ho 44 anni il mio compagno 46 abbiamo una bimba di 5 anni e 1/2 da tempo chiedo il secondo ...

4 risposte
Vorrei andare via di casa, ho bisogno di consigli?

Inizio col dire che ho avuto un'infanzia difficile, in famiglia siamo in 6, anche se sono l'unico ...

3 risposte
Come ci si salva?

Salve, sono una ragazza di 18 anni. O forse dovrei. Ho sempre amato la libertà, l’ho ...

7 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.