Timore che la mia bambina venga esclusa in classe

Sara

Buongiorno, mi sento molto demoralizzata per un episodio spiacevole che è capitato a mia figlia di sei anni. Premesso che è sempre stata ed è tutt'ora una bambina socievolissima e spigliata, che di solito va d'accordo con tutti, ha sempre pensieri gentili verso gli altri, tipo preparare dei disegni per i compleanni o portare giochi da fare tutti insieme, condividere le sue cose. Ha un carattere molto esuberante ed esplosivo, e capisco che non a tutte le bambine possa piacere e ci sta. Il problema è che ha iniziato la prima elementare, ha cambiato quasi tutti i compagni e, a differenza degli altri anni, ho notato che le bambine di questa classe sembrano più fredde nei suoi confronti. Molte si conoscevano dall'asilo e hanno le mamme che sono amiche tra loro e si frequentano anche al di fuori, altre hanno formato dei veri gruppetti quasi esclusivi. Mia figlia non fa parte al momento di alcun gruppetto e a detta delle maestre va d'accordo con tutti senza problemi. In particolare si è formato un trio con due bimbe che erano già amiche dall'asilo e un'altra che si è aggiunta. Oggi, tornando da una festa di compleanno, ho notato mia figlia triste e spenta, non come al solito e la bambina spontaneamente mi ha raccontato che, al momento di mangiare e disporsi in alcuni tavolini da quattro posti ciascuno, stava per sedersi al tavolo di questo trio, e le bambine le hanno vietato di sedersi con loro, dicendo che erano un gruppo di un cartone animato famoso del momento, e che lei doveva andarsene. Mia figlia insisteva anche perché non sapeva dove altro sedersi, ma le bambine l'hanno costretta ad andarsene. Quando me l'ha raccontato si capiva che c'era rimasta molto male, anche perché in realtà di una di queste bimbe mi parla sempre e la considera amica, solo che quando si aggrega alle altre due bambine evidentemente non la considera. Onestamente sono rimasta molto amareggiata, in primis per lei perchè si era sentita rifiutata e poi perché questo atteggiamento mi fa rabbia, non dico che mia figlia debba per forza essere loro amica se non vogliono, ma i posti erano liberi, sono comunque compagne di classe, e non avevano alcun diritto di vietare ad altri bambini di sedersi, è proprio una cosa che non mi piace. Insomma mi sa molto di anticamera del bullismo, ed essendo stata io stesso vittima di bullismo, questo atteggiamento mi ha colpito in modo particolare. Le mamme di queste bimbe le conosco, non benissimo ma ci siamo parlate qualche volta e sono sempre state molto tranquille e gentili quindi non so proprio come comportarmi. Non so se parlarne con loro, risultando forse esagerata, o se lasciare correre trattandosi in fondo di piccoli screzi tra bambini. Ho paura che questo tipo di atteggiamenti possano peggiorare negli anni, dovendo ancora affrontare quattro anni di scuola insieme, e che mia figlia possa trovarsi sempre più esclusa. Sono anche arrivata a pensare di farle cambiare classe, anche se mia figlia mi dice che non ne ha bisogno. Sono arrabbiata e preoccupata, poi allo stesso tempo penso che è solo la prima elementare e magari sto ingigantendo il tutto. Grazie

1 risposta degli esperti per questa domanda

Buongiorno  Sara,

capisco quanto sia stato difficile assistere a questo episodio e quanto possa averla toccata, anche per la storia personale che lei stessa porta. È naturale provare tristezza e rabbia quando vediamo un nostro figlio escluso, soprattutto se di solito è una bambina aperta, generosa e desiderosa di partecipare.

Il rifiuto, anche se avviene in un contesto apparentemente banale come una festa, può essere molto doloroso alla sua età, perché mette in discussione il senso di appartenenza. È un comportamento che purtroppo in alcune fasi dell’infanzia può emergere, soprattutto quando i gruppi si stanno formando o consolidando.

La cosa importante è che sua figlia le abbia raccontato spontaneamente ciò che è successo: questo è un segnale prezioso, perché significa che si è sentita accolta nel suo vissuto e che per lei è sicuro condividere le emozioni con lei.

È comprensibile che lei tema che questi episodi possano ripetersi, ma al tempo stesso non è detto che si trasformino in un problema stabile. In questa fase può essere utile osservare, dare spazio ai racconti di sua figlia, aiutarla a dare nome a ciò che prova e a costruire competenze relazionali senza trasmetterle l’idea che “c’è qualcosa che non va in lei”. Eventualmente si può valutare un confronto con le maestre, che hanno una visione più ampia della dinamica della classe.

Riguardo all’idea di intervenire direttamente con le altre mamme o pensare a un cambio di classe, capisco che siano pensieri che nascono dalla preoccupazione; forse può essere utile aspettare, capire se si tratta di un episodio isolato o di un pattern, e decidere con più elementi.

In ogni caso le sue emozioni in questo momento hanno senso: sta proteggendo sua figlia. Il fatto che lei se lo stia domandando e non stia agendo impulsivamente è già un segno di cura e di lucidità.