La morte di una nonna

Fiorella

Buongiorno, ieri dopo una lunga malattia, è morta la nonna dei miei bimbi di 2 e 5 anni. Chiedo aiuto per capire come è opportuno comunicare ciò ai miei figli, cosa assolutamente non dire o fare, come aiutarli ed accompagnarli all'accettazione di una perdita così dolorosa .

9 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

I bimbi sono molto piccoli ed è bene spiegare bene al loro livello, ma comunicare. Ci sono dei libri di fiabe che parlano del tema della morte delle persone care e poi spiegare che solitamente le persone anziane sono le persone che vanno via in cielo prima e viaggiano Lontano...ma un giorno si ritroveranno. Potrebbe introdurre il tema con una favola. Il tono dovrebbe essere dolce e calmo.

Cordiali saluti

Dr.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

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Cara Fiorella,
mi dispiace per la perdita subita. Affrontare la morte di una nonna è doloroso per un adulto, e lo è anche se, in modo diverso, per bambini così piccoli. Il fatto che lei stia cercando il modo più rispettoso e sano per comunicarlo ai suoi figli è già un importante gesto di cura. A 2 anni ed a 5 anni è diversa la comprensione della morte. A 2 anni si capisce l'assenza ma non si comprende il concetto di morte come definitiva. Possono manifestarsi reazioni quali pianto, bisogno di maggiore contatto, disturbi del sonno. Può essere utile usare parole semplici e concrete con un tono calmo e vicinanza fisica, anche nei casi in cui il bambino continuerà a porre la stesa domanda in momenti diversi. Ad esempio "la nonna era molto malata, non possiamo più vederla, ma possiamo volerle bene e ricordarla.”  A 5 anni invece si inizia a capire che la morte è reale, ma il bambino potrebbe porre domande dirette quali ad esempio "torna"o ancora "dove si trova adesso".  E' importante lasciare spazio alle domande ponendo attenzione a non generare, con alcune frasi, aspettativa di ritorno ed invalidazione delle emozioni. Accogliere le emozioni, validarle (es. è normale essere tristi”, “anche io sono triste“, "possiamo piangere insieme). Mantenere le routine, da sicurezza quando il mondo sembra instabile.  Fiorella non cerchi di essere “forte” nascondendo il dolore. Per un bambino vedere un adulto che piange ma rimane presente e amorevole trasmette il messaggio che il dolore fa parte della vita, ma si può attraversare insieme.

Spero di essere stata di supporto. L'abbraccio. 

Cordialmente 

Dott.ssa Stefania Mangone

Dott.ssa Stefania Mangone

Roma

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In una situazione così dolorosa, l’onestà e la delicatezza sono fondamentali. È importante usare parole semplici e vere, adatte alla loro età, evitando spiegazioni confuse o metafore che potrebbero spaventarli o disorientarli.

Ancora più importante, però, è accogliere le loro reazioni, qualunque esse siano. I bambini elaborano il dolore in modo diverso dagli adulti e spesso in tempi alternati.

Offra ascolto, rassicurazione e presenza. Sapere che le loro emozioni sono legittime e che mamma e papà restano un punto fermo e sicuro è ciò che li aiuterà maggiormente ad attraversare questa perdita.

Dott.ssa Paola Papini

Dott.ssa Paola Papini

Dott.ssa Paola Papini

Roma

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Cara Fiorella,

mi dispiace molto per la vostra perdita. Con i bambini è importante usare parole semplici e vere: puoi dire che la nonna era molto malata e il suo corpo ha smesso di funzionare, quindi è morta. Evita frasi come “dorme” o “è partita”, che possono confonderli. Accogli le loro emozioni senza forzarle: se piangono o sembrano indifferenti va bene comunque. Puoi rassicurarli dicendo che sei con loro e che li ami. Anche mostrarti un po’ triste è sano, li aiuta a capire che le emozioni si possono attraversare. Parlare della nonna, guardare foto o ricordarla insieme può essere molto utile. Se noti nel tempo segnali di forte disagio, chiedi supporto senza esitazione. Resto a disposizione se ne senti il bisogno.

Dott.ssa Antonella Cortese

Dott.ssa Antonella Cortese

Roma

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Le comunico il mio dispiacere e il mio sostegno per questo momento delicato.  
In queste situazioni è importante comunicare ai bambini la morte della nonna in modo diretto e semplice. È meglio evitare espressioni come “la nonna non c’è più”, “è venuta a mancare” o “è andata in cielo”, perché possono creare confusione o false illusioni.

Può essere utile spiegare che la nonna è morta perché una parte del suo corpo non ha più funzionato, usando esempi concreti e comprensibili, come quando una macchinina si rompe o come il ciclo di vita di un fiore. Questo aiuta il bambino a non collegare la perdita a sé stesso: non penserà di essere stato abbandonato, che la nonna possa tornare o che sia colpa sua.

Parlarne in modo chiaro non crea confusione, anzi offre sicurezza.  
Può essere significativo fare qualcosa insieme ai bambini, come sfogliare un album di fotografie o piantare una piantina in suo ricordo. 

Dott.ssa Francesca Petrolo

Dott.ssa Francesca Petrolo

Roma

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Mi dispiace molto per la vostra perdita. In un momento così delicato, la cosa più utile per i bambini è una comunicazione semplice, sincera e adatta alla loro età, accompagnata da presenza emotiva e routine.

Usate parole chiare, fate spazio alle emozioni: “È normale essere tristi/confusi/arrabbiati. Anche io sono triste.” E date sicurezza: “Tu sei al sicuro, ci siamo noi con te.”

Ripetete il messaggio più volte: a queste età è normale che lo “riformulino” e facciano domande a distanza di ore o giorni.

Potete creare un piccolo rituale: un disegno per la nonna, una candela, guardare una foto e raccontare un ricordo; è molto importante e li aiuta molto.

Se nelle settimane successive notate segnali come: insonnia forte, ansia intensa di separazione, aggressività significativa, chiusura prolungata, può essere utile un confronto con un professionista.

Dott. Charbel Farah

Dott. Charbel Farah

Roma

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Mi dispiace molto per la vostra perdita. Quando muore una nonna non si spezza solo un legame affettivo, ma anche un pezzo di storia familiare, di continuità. E tu, oltre al tuo dolore, ti trovi a dover fare da contenitore emotivo per i tuoi bambini. È una posizione delicata, e il fatto che tu ti ponga il problema di come comunicare la morte dice molto della tua sensibilità materna.

A due e cinque anni il concetto di morte non è ancora stabile. Il bambino di cinque anni inizia a intuire l’irreversibilità, ma può viverla in modo intermittente; quello di due percepisce soprattutto l’assenza e il clima emotivo. Più che spiegazioni complesse, hanno bisogno di verità semplici, concrete e coerenti. Ciò che li aiuta maggiormente non è tanto la spiegazione in sé, quanto la qualità affettiva con cui viene data. Se tu riesci a nominare la tua tristezza senza esserne travolta — “sono triste perché la nonna mi manca” — offri loro un modello prezioso: il dolore si può sentire, si può condividere, e non distrugge il legame. Questo li protegge da fantasie di abbandono o da vissuti di colpa, che nei bambini piccoli possono emergere in modo silenzioso.

Potrebbero reagire in modi molto diversi: fare domande ripetitive, tornare subito a giocare, diventare più irritabili o più attaccati a te. È il loro modo di dosare il contatto con un’emozione troppo grande. Non è negazione, è autoregolazione. Anche eventuali piccole regressioni sono tentativi di cercare sicurezza.

Evita di minimizzare o di chiedere loro di essere “forti”. E allo stesso tempo non è necessario proteggerli dal tuo pianto: vedere che la mamma soffre ma resta presente e capace di prendersi cura di loro è un’esperienza strutturante. Trasmette l’idea che la perdita fa male, ma la relazione viva tra voi rimane salda.

Accompagnarli nell’accettazione significa soprattutto restare disponibili nel tempo. Il lutto nei bambini non è lineare: ritorna a ondate, nelle domande improvvise o nei giochi simbolici. Ogni volta puoi riaccogliere, con pazienza, senza aggiungere troppo, ma senza sottrarre verità.

E infine, prenditi spazio per il tuo dolore. Un genitore che si concede di essere sostenuto è un genitore che alleggerisce anche i propri figli. Se senti che il peso è grande, parlarne in uno spazio dedicato può essere un aiuto importante.

Vi sono vicina in questo momento così carico di emozioni. 

Un caro saluto,

Dottoressa Maria Rosa Biondo

Gentile utente,

mi dispiace per la perdita che avete subito. Oltre al dolore personale, capisco la preoccupazione di dover trovare le parole giuste per i suoi bambini.

A 2 e 5 anni la comprensione della morte è diversa da quella di un adulto. Non serve un discorso lungo o troppo spiegato. È importante usare parole semplici e vere.

Può dire, ad esempio, qualcosa come:
“Nonna è morta. Il suo corpo ha smesso di funzionare e non potremo più vederla.”

Eviti espressioni come “si è addormentata” o “è partita”, perché a questa età possono creare confusione o paure (ad esempio del sonno o delle separazioni).

È normale che le reazioni siano diverse:

- il bambino di 5 anni potrebbe fare domande ripetitive o tornare sull’argomento più volte;

- il più piccolo potrebbe non mostrare subito una reazione evidente o alternare momenti di tristezza al gioco.

Questo non significa che non stiano capendo o che non soffrano. I bambini elaborano a piccole dosi.

Può aiutarli:

- mantenendo il più possibile le routine quotidiane (danno sicurezza);

- accogliendo le loro emozioni senza correggerle (“sei triste”, “ti manca la nonna”);

- rispondendo alle domande in modo semplice, anche se ripetute;

- permettendo loro di esprimersi attraverso il gioco o il disegno.

Non è necessario forzarli a parlare né proteggerli completamente dal dolore. Sentire che anche gli adulti sono tristi, ma presenti e stabili, li rassicura.

Se nei prossimi mesi dovesse notare cambiamenti marcati e persistenti (forte regressione, disturbi del sonno molto intensi, paure nuove e costanti), allora potrebbe essere utile un confronto con un professionista. Ma nella maggior parte dei casi, con un adulto vicino e coerente, i bambini riescono a integrare la perdita gradualmente.

In questo momento la cosa più importante è la sua presenza calma e sincera. Non servono parole perfette, ma autenticità e continuità.

Un caro saluto

Dott. Vincenzo Capretto

Dott. Vincenzo Capretto

Roma

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Buongiorno Fiorella, mi dispiace molto per la vostra perdita. Quando muore una persona cara, soprattutto se è una nonna che fa parte della quotidianità dei bambini, il dolore attraversa tutta la famiglia. E mentre si cerca di reggere il proprio, ci si trova anche a dover proteggere e guidare quello dei figli. È una posizione delicata, lo capisco.
Con bambini di 2 e 5 anni è importante usare parole semplici, vere, ma adeguate alla loro età. Il punto centrale è questo: dire la verità, in modo chiaro e concreto.
Può essere utile dire qualcosa come:
“La nonna era molto malata. Il suo corpo ha smesso di funzionare e non potremo più vederla o parlarle.”
Con il bimbo di 5 anni si può aggiungere qualche spiegazione in più se fa domande. Con il piccolo di 2 anni, invece, è normale che non comprenda davvero il concetto di morte: percepirà soprattutto l’assenza e l’emozione degli adulti.
Cose che è meglio evitare:
frasi come “si è addormentata” o “è partita per un viaggio”. Possono generare confusione o paure (del sonno, delle separazioni).
Promesse consolatorie poco realistiche (“non essere triste”, “devi essere forte”).
Nascondere l’evento o rimandare troppo la comunicazione: i bambini percepiscono che qualcosa è successo, e il non detto può creare più inquietudine della verità.
È altrettanto importante lasciare spazio alle loro reazioni, qualunque siano. Potrebbero piangere, fare domande ripetitive, cambiare argomento dopo pochi minuti, o tornare a giocare come se nulla fosse. Non è insensibilità: è il loro modo di regolare un’emozione troppo grande per essere sostenuta tutta insieme.
Accogliere significa anche normalizzare:
“È normale essere tristi.”
“Anche la mamma/papà è triste.”
Mostrare il proprio dolore, senza esserne travolti davanti a loro, è un insegnamento potente: comunica che le emozioni difficili si possono vivere e attraversare.

Può aiutare:

Guardare insieme una foto della nonna e raccontare un ricordo semplice e affettuoso.

Creare un piccolo rituale (un disegno per lei, una candela accesa insieme, una piantina in suo ricordo).

Mantenere per quanto possibile le routine quotidiane: danno sicurezza quando il mondo sembra instabile.

Il processo di “accettazione” nei bambini non è lineare. Torneranno sull’argomento, magari tra settimane, magari in momenti inattesi. Ogni volta sarà un pezzetto in più di comprensione. La cosa più importante è che sappiano di poter fare domande e di poter sentire ciò che sentono, senza essere corretti o zittiti. Infine, si ricordi anche di sé. I bambini hanno bisogno di adulti che si prendano cura del proprio dolore per poterli accompagnare nel loro. Non deve essere perfetta: deve essere presente, autentica e sufficientemente stabile.
Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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