Spannolinamento cacca

Tanja

Buongiorno Gentili Dottori,
vi contatto per avere qualche consiglio in merito a una situazione che va avanti da quasi un anno.

Mio figlio, ad aprile 2025, quindi all’età di circa 2 anni e mezzo, ha tolto il pannolino per la pipì durante il giorno. Il percorso ha visto pochissimi incidenti, capitati solo nella prima settimana. Per la cacca invece siamo ancora fermi, nel senso che lui, da quando aveva 1 anno e mezzo, ci diceva che gli scappava la cacca e andava in bagno a farla appoggiato al water; in sostanza la faceva in piedi. Questa abitudine è rimasta ancora oggi.

Da quando abbiamo tolto il pannolino per la pipì, quando deve fare la cacca ci avvisa e vuole indossare il pannolino e appoggiarsi al water. Quando ha finito ci avvisa, buttiamo la cacca nel water e puliamo il sederino. In questi 10 mesi gli abbiamo sempre proposto il vasino o il water, ma non ha mai voluto nemmeno provare. Per paura di creargli un blocco non abbiamo mai insistito.

Da una settimana ho provato a insistere un po’ a riguardo: il vasino è esposto in bagno. I primi due giorni ha provato per qualche minuto a sedersi senza pannolino, ma non essendo riuscito a farla subito ha rinunciato. Ora non vuole sedersi: prima vuole farla nel pannolino come al solito, poi vuole metterla nel vasino e infine buttarla nel water. Si siede sul vasino per qualche minuto solo dopo averla finita. Come posso aiutarlo? E soprattutto, mi sto comportando bene?
Premetto che è sempre andato di corpo tutti i giorni, è molto regolare, e non voglio creargli blocchi né fisici né psicologici. Aggiungo che tra un mese e mezzo diventerà fratello maggiore.

Grazie mille e mi scuso per la lunghezza.
Cordiali saluti

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile mamma,

la ringrazio per aver descritto con tanta cura e attenzione la situazione: dalle sue parole emerge chiaramente quanto lei sia attenta, rispettosa dei tempi di suo figlio e preoccupata di non creargli difficoltà, ed è un ottimo punto di partenza.

Parto da un messaggio rassicurante: quello che descrive rientra pienamente nella variabilità normale del controllo sfinterico, soprattutto per quanto riguarda la cacca, che è spesso l’ultimo passaggio a consolidarsi.

Alcuni punti importanti da tenere a mente. Suo figlio ha già una buona consapevolezza corporea: avvisa quando deve andare, è regolare, non trattiene. Non ci sono segnali di stipsi, dolore o evitamento totale: questo è un elemento molto positivo. L’abitudine di fare la cacca in piedi o con il pannolino è abbastanza frequente: per molti bambini la posizione seduta inizialmente può risultare insicura o “strana”, soprattutto se non ancora associata a una sensazione di controllo. In questo senso, il pannolino rappresenta per lui una base di sicurezza, non un capriccio. Rispetto al suo comportamento. Sì, finora si è comportata bene: non ha forzato, ha proposto alternative, ha rispettato i suoi segnali. Anche il fatto che ora lui voglia “mettere la cacca nel vasino e poi nel water” è molto significativo:  sta già facendo un passaggio simbolico importante, sta collegando quell’atto al contesto corretto. Cosa fare ora (in modo pratico). In questa fase può essere utile fare un piccolo passo indietro sull’insistenza, soprattutto considerando un elemento cruciale che lei ha giustamente citato: tra poco diventerà fratello maggiore. I cambiamenti importanti spesso portano i bambini a “tenersi strette” alcune sicurezze. Non è regressione, è autoregolazione. Può provare a: continuare a normalizzare il pannolino per la cacca, senza caricarlo di tensione evitare di chiedergli di “provare” a tutti i costi: il controllo arriva spesso all’improvviso, quando il bambino si sente pronto, usare frasi neutre e rassicuranti, ad esempio: “Quando vorrai, il vasino è qui. Il tuo corpo ti dirà quando è il momento.” Rinforzare molto l’autonomia già acquisita sulla pipì, senza fare confronti. Se lo desidera, più avanti, si potrà lavorare solo sulla posizione, ad esempio facendolo sedere con il pannolino addosso, per poi eventualmente fare il passaggio successivo. Ma senza fretta. Quando preoccuparsi? Al momento non ci sono segnali di allarme. Sarebbe opportuno approfondire solo se: iniziasse a trattenere la cacca per giorni, comparissero dolore, pianto, opposizione intensa, la difficoltà persistesse molto oltre i 4 anni. Per ora, invece, suo figlio sta mostrando un buon funzionamento e una buona comunicazione.

In sintesi

Sta facendo del suo meglio, con sensibilità e attenzione. In questo momento la cosa più utile è proteggere il clima emotivo, soprattutto in vista del cambiamento familiare imminente. La conquista arriverà, e molto probabilmente più facilmente quando la pressione (anche minima) si allenterà.

Se in futuro dovesse sentire il bisogno di un confronto più approfondito, un colloquio di sostegno genitoriale potrebbe aiutarla a sentirsi ancora più sicura nelle scelte educative.

Un caro saluto e complimenti per l’attenzione che sta dedicando a suo figlio.

Dr.ssa AnnaBianca Iero 

Psicologa Clinica 

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Dott.ssa Annabianca Iero

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Cosenza

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Buongiorno, da quello che racconta sta facendo un lavoro molto attento e rispettoso, e questa è già una base importantissima.
Non sta sbagliando né lei né il suo bambino: è ancora piccolo, e su queste tappe ogni bambino ha i suoi tempi, soprattutto quando si parla della cacca (che spesso richiede più tempo rispetto alla pipì).

Anzi, nel suo racconto ci sono diversi segnali positivi: suo figlio è regolare, vi avvisa, riconosce lo stimolo e ha già una routine. Il fatto che voglia poi mettere la cacca nel vasino e buttarla nel water mostra che sta già facendo un passaggio mentale importante.

In questi casi, più che insistere, aiuta molto scegliere una strategia semplice e portarla avanti con calma e continuità. Per esempio:

- mantenere il vasino ben visibile e accessibile,

- proporre momenti brevi sul vasino più volte durante la giornata non solo quando lo propone lui (o sul water con riduttore e poggiapiedi),

- accompagnarlo con un libretto o un piccolo gioco, così da renderlo un momento sereno e non una prova da superare.

Il punto non è che “riesca subito”, ma aiutarlo a sentirsi sempre più sicuro in quella situazione. Anche il fatto che si sieda sul vasino dopo aver fatto la cacca può essere visto come un passaggio intermedio, non come un fallimento.

La pazienza qui è davvero fondamentale: se scegliete una strategia, è importante darle tempo. Se per due o tre giorni (o anche di più) non cambia nulla, non significa che non stia funzionando. Con i bambini piccoli spesso i risultati non sono immediati, ma arrivano dopo una fase di adattamento.

In più, l’arrivo di un fratellino/sorellina è un cambiamento grande, quindi è possibile che in questo periodo abbia ancora più bisogno di gradualità e rassicurazione. Non significa che ci sia un problema, ma solo che sta attraversando una fase delicata.

Per quanto riguarda l’aspetto fisico, fa bene a tenerlo presente: se dovesse trattenersi un po’ o avere qualche cambiamento nella regolarità mentre si prova una nuova abitudine, è una cosa che capita abbastanza spesso e nella grande maggioranza dei casi non crea problemi. Ovviamente, come sta già facendo, il confronto con il pediatra resta sempre la strada giusta se nota dolore, feci dure o un blocco che si prolunga.

Infine, glielo dico anche da genitore a genitore: in momenti di cambiamento così importanti, come la gestione di un bimbo piccolo e l’arrivo di una nuova vita, avere uno spazio di supporto psicologico può essere molto utile per mamma e papà, per aiutarvi a ricordare che non state sbagliando qualcosa, ma gestendo una situazione per cui nessuno nasce preparato. Aiutarvi a sentirvi più lucidi, più sereni e più stabili nel gestire le fatiche (e anche le frustrazioni), le gioie e la quotidianità operativa che queste fasi portano con sé.

Saluti

Dott.ssa Veronica Lucia Peressutti

Dott.ssa Veronica Lucia Peressutti

Udine

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