Addormentamento lungo bimbo 4 anni

Tanja

Buongiorno Gentili Dottori, Vi contatto per chiedervi un parere circa l addormentamento molto lungo di mio figlio subentrato da qualche settimana. Mio figlio ha 3 anni e 9 mesi, è fratello maggiore da 3 mesi. Adora la sorellina, la cerca, non la respinge, però vedo che sta soffrendo per il calo inevitabile di attenzioni riportate a lui. Durante il giorno da uj mesetto circa è molto disubbidiente, risponde male, lancia oggetti, si arrabbia spesso. Dedico del tempo a lui esclusivo durante il giorno e la messa a letto la faccio sempre io. Ha sempre avuto una buona routine del sonno: pipi, denti, 2 libri e nanna nel suo lettino. In 10 minuti si è sempre addormentato. Da 2 settimane invece ci mette anche 2 ore ad addormentarsi. Lui dice di avere sonno e non si ribella alla messa a letto, ma non riesce a scivolare nel sonno. Io ho pochissima pazienza ora e arrivo a sera molto stanca e quindi quando non dorme e ci mette ore mi arrabbio perche mi spiace per lui che perda cosi tante ore di risposo. Quando alzo la voce mi dice che mi vuole bene e che devo essere felice. Probabilmente ultimamente mi sono arrabbiata spesso e teme che io non gli voglia bene. Gli dico spesso che se anche mi arrabbio facciamo sempre pace e gli voglio bene. Cosa posso fare per migliorare la situazione? Da cosa è dovuto questo peggioramento nell addormentarsi? Grazie mille come sempre Tanja

8 risposte degli esperti per questa domanda

Carissima Tanja buongiorno grazie che hai condiviso con noi questo momento difficile. 

È molto probabile che il cambiamento sia legato alla nascita della sorellina: anche se la ama, sta vivendo una maggiore insicurezza e la sera fatica a “lasciarti andare”. L’addormentamento lungo diventa un modo per prolungare il contatto.
Cosa fare: mantieni una routine molto stabile e tranquilla, introduci ogni giorno un breve tempo esclusivo solo per lui, e alla sera usa poche parole rassicuranti e sempre uguali (“sei al sicuro, è ora di dormire”). Evita di arrabbiarti: più si attiva emotivamente, più fatica a dormire. Coerenza e calma aiuteranno il sonno a tornare regolare.. Se hai bisogno di approfondire questi aspetti e acquisire modalità di educazione efficaci per i tuoi figli attraverso un parent training mi puoi contattare telefonicamente lavoro anche on-line. Cordialmente dott.ssa Claudia Mosneagu 

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

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Gentile Tanja,

quello che sta succedendo a tuo figlio non è un mistero.
È il modo in cui un bambino di quasi quattro anni prova a tenere insieme un mondo che, negli ultimi mesi, è cambiato troppo in fretta per lui.

La sorellina è arrivata da poco, lui la ama, la cerca, la protegge… ma dentro sente che il suo posto non è più lo stesso. Non è gelosia cattiva: è smarrimento. È la paura di non essere più “il grande”, di non avere più lo stesso spazio nel vostro sguardo. Durante il giorno lo vedi agitato, oppositivo, arrabbiato. La sera, invece, quella stessa agitazione si trasforma in un blocco: non riesce più a lasciarsi andare al sonno.

Il peggioramento dell’addormentamento nasce da qui.
Il sonno, per i bambini, è il momento in cui devono mollare il controllo. E quando un bambino vive un cambiamento emotivo forte, la mente resta accesa anche se il corpo è stanco. Lui ti dice che ha sonno, e lo dice davvero. Ma appena si sdraia, quella parte che teme di “perdere te” si riattiva. Non è ribellione. È paura di separarsi proprio nel momento in cui sente che durante il giorno ti “perde” un po’ per la sorellina.

Quando tu arrivi a sera stanca, e ti arrabbi, lui non vede la tua fatica.
Vede solo che la mamma è tesa, e teme che sia colpa sua.
La frase “devi essere felice” è un segnale chiarissimo: sta cercando di riparare un legame che teme di aver rotto. Non è manipolazione. È amore mescolato a paura.

La cosa più importante ora è restituirgli sicurezza emotiva.
Non nel senso di “fare di più”, ma nel senso di fargli sentire che la sera non è un esame da superare. Che non deve dimostrare niente. Che può addormentarsi senza il timore di perdere il tuo amore.

Può aiutare molto rallentare la routine, renderla più morbida, più affettiva, meno “procedurale”. Può aiutare che la messa a letto non sia il momento in cui tu devi “farlo dormire”, ma il momento in cui lui può stare con te senza fretta. Può aiutare che tu gli dica, mentre siete nel lettino, che capisci che è un periodo difficile, che anche se ci mette tanto tu sei lì, che non deve avere paura di niente.

Tanja, tuo figlio non è cambiato.
Sta solo cercando di capire come ritrovare il suo posto nel mondo dopo l’arrivo della sorellina.
Il fatto che tu lo veda, che tu ti interroghi, che tu cerchi una strada, è già una parte enorme della soluzione.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Gentile Tanja,

È del tutto normale e umano sentirsi sfinite gestendo due bimbi così piccoli. Non si senta in colpa per la mancanza di pazienza.

Probabilmente quello che si innesca nel bambino potrebbe essere un po' di ansia da separazione, il ritardo nell'addormentamento è la sua strategia per trattenere la mamma tutta per sè per più tempo possibile, per paura di perdere attenzioni a causa della sorellina.

Quello che si sta innescando adesso è un "circolo vizioso" per cui lui non dorme, lei giustamente si innervosisce, a sua volta, lui percepisce la tensione e si spaventa. Questa paura alza l'adrenalina e gli impedisce fisicamente di rilassarsi e dormire.

Quello che si potrebbe fare è entrare in stanza non con l'obiettivo di farlo dormire in fretta, ma per fare "il pieno di coccole". Togliendo la pressione dell'orologio, l'ansia calerà per entrambi.

Se sente che sta per perdere la pazienza, introduca una pausa: "La mamma va a bere un bicchiere d'acqua e torna". Questo calma lei e rassicura lui sul fatto che non viene abbandonato.

I "dispetti" che si stanno evidenziando come la ribellione e il lancio di oggetti diurni nei bambini spesso sono dei test emotivi per metterla alla prova. Le sta chiedendo: "Mi vuoi bene anche se faccio il cattivo?". Continui a rassicurarlo costantemente sul suo amore.

Resto a disposizione, anche online

Un caro saluto.

Dott.ssa Laura Corbelli

Dott.ssa Laura Corbelli

Reggio nell'Emilia

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Cara Tanja,

comprendo perfettamente il carico di stanchezza fisica ed emotiva che sta vivendo. Gestire un bambino di quasi quattro anni e una neonata di tre mesi richiede energie enormi, e sentirsi esausti a fine giornata non fa di lei una "cattiva madre", ma una persona che sta attraversando una fase di transizione familiare molto complessa. Il comportamento di suo figlio, sia di giorno che al momento della nanna, non è un capriccio, ma una reazione comunicativa molto chiara. L'addormentamento prolungato è spesso una "lotta di separazione". Di giorno deve condividere la mamma con la sorellina; la sera, quel momento di routine che prima era rapido e rassicurante, ora diventa l'unico momento in cui sente di poter "trattenere" la mamma tutta per sé. Non riesce ad addormentarsi perché, inconsciamente, teme che, chiudendo gli occhi, la giornata finisca e lui perda il contatto esclusivo con lei. Quando lei arriva a sera stanca e si arrabbia, il bambino percepisce un'ansia che lo tiene in allerta. Se lui sente che lei è "tesa", non riesce a rilassarsi: per addormentarsi, un bambino deve sentirsi al sicuro e in un ambiente calmo. Le sue parole, sono un tentativo disperato di riportare serenità per poter finalmente dormire. Lei è esausta ed è umano. Non si colpevolizzi per le volte in cui ha alzato la voce, ma cerchi di "riparare" prima del momento critico. Se possibile, deleghi a qualcun altro la messa a letto per qualche sera, oppure si dividano i compiti affinché lei non arrivi al momento della nanna con il serbatoio emotivo completamente vuoto. Questa fase passerà, Tanja. Suo figlio sta solo cercando di capire se il suo posto nel suo cuore è ancora solido come prima. Con pazienza e costanza, ricostruirà quella sicurezza necessaria per lasciarsi andare al sonno.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo: sono passaggi che fanno davvero male, e si sente tutto il peso di questo momento nelle sue parole. Quello che scrive, il dolore per la fine di questa relazione, ma anche la lucidità con cui inizia già a interrogarsi su alcune dinamiche che si sono ripetute, è un punto di partenza importante per un percorso. Sarei felice di offrirle uno spazio per guardare con calma a quello che sta succedendo: sia al dolore di questi giorni, sia a quelle domande più di fondo che ha iniziato a porsi. Le andrebbe di fissare un primo colloquio conoscitivo? Può scrivermi qui i giorni/orari che preferisce, oppure contattarmi telefonicamente.

Gentile Tanja,

da ciò che racconta, il cambiamento nell’addormentamento di suo figlio sembra coincidere con un periodo di grandi trasformazioni, in particolare con l’arrivo della sorellina. Anche quando un bambino accoglie con affetto un nuovo fratellino, può comunque vivere emozioni contrastanti, come il timore di perdere l’esclusività del rapporto con i genitori. Queste emozioni possono manifestarsi attraverso maggiore oppositività, difficoltà ad addormentarsi o una maggiore richiesta di vicinanza.

Mi ha colpito la frase che suo figlio le dice: “Ti voglio bene, devi essere felice.” Potrebbe essere il suo modo di cercare rassicurazione e di mantenere il legame con lei. Continui a fargli sentire che il suo affetto non dipende dai comportamenti e che, anche nei momenti di rabbia, il vostro rapporto rimane stabile e sicuro.

Cerchi, per quanto possibile, di mantenere la routine della sera con calma e prevedibilità, senza trasformare il momento dell’addormentamento in una lotta. Se la difficoltà dovesse persistere o aumentare, potrebbe essere utile un consulto con uno psicologo dell’età evolutiva, per comprendere meglio i bisogni emotivi di suo figlio e supportarvi nell’affrontare questa fase.

Resto a disposizione, qualora lo desiderasse, per un primo colloquio conoscitivo.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Noemi Marcoccia
Psicologa Clinica

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Frosinone

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Gentile Tanja,

da ciò che racconta, il cambiamento nell'addormentamento di suo figlio sembra essersi presentato in concomitanza con un evento molto significativo: la nascita della sorellina. A questa età, l'arrivo di un fratello rappresenta un'importante riorganizzazione emotiva. Anche quando il bambino accoglie il nuovo arrivato con affetto, come nel caso di suo figlio, può vivere sentimenti contrastanti, come la paura di perdere l'esclusività del rapporto con i genitori o di non essere più al centro delle loro attenzioni.

I comportamenti che descrive – maggiore oppositività, irritabilità, difficoltà a gestire la frustrazione e un addormentamento molto più lungo – sembrano essere modi attraverso cui il bambino esprime un disagio che probabilmente non riesce ancora a comunicare a parole. La sera, quando tutto rallenta e vengono meno le distrazioni della giornata, è il momento in cui queste emozioni trovano più facilmente spazio. Non è raro che il bambino dica di avere sonno ma faccia fatica ad abbandonarsi al riposo, perché addormentarsi significa anche separarsi dalla figura di riferimento proprio nel momento in cui sente maggiormente il bisogno della sua vicinanza.

Mi ha colpito una frase del suo racconto: quando lei si arrabbia, suo figlio le dice "Ti voglio bene, devi essere felice." In poche parole sembra cercare di rassicurarla, quasi temesse che la sua rabbia possa mettere in discussione il vostro legame. È un segnale che ci parla della sua sensibilità e del bisogno di sentirsi ancora profondamente accolto e amato.

Sta già facendo una cosa molto importante dedicandogli ogni giorno del tempo esclusivo. Più che aumentare il tempo trascorso insieme, può essere utile valorizzarne la qualità: anche solo 15-20 minuti in cui è lui a scegliere il gioco e percepisce di avere la mamma tutta per sé possono rappresentare un potente fattore di sicurezza emotiva.

Per quanto riguarda la sera, potrebbe essere utile mantenere la routine già consolidata, evitando però che il momento dell'addormentamento diventi una "lotta". Se il sonno tarda ad arrivare, provi a trasmettergli il messaggio che non è obbligato ad addormentarsi subito, ma che può semplicemente riposare nel suo letto, sapendo che lei è vicina. Più un bambino sente la pressione di dover dormire, più spesso il sonno tende ad allontanarsi.

Infine, si conceda anche uno sguardo gentile verso sé stessa. È comprensibile che, con un neonato e un bambino di quasi quattro anni, arrivi a sera molto stanca e con poche energie. I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori che, anche quando perdono la pazienza, sappiano ritrovare la relazione. Da quello che racconta, questo lei lo sta già facendo quando lo rassicura che, nonostante la rabbia, il vostro amore non cambia.

Se questa difficoltà dovesse protrarsi per diverse settimane o intensificarsi, accompagnandosi ad altri segnali di forte sofferenza (incubi frequenti, regressioni marcate, rifiuto persistente della separazione o importanti cambiamenti dell'umore), potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra o con uno psicologo dell'età evolutiva per comprendere più a fondo i bisogni emotivi del bambino e sostenere tutta la famiglia in questa delicata fase di adattamento.

A cura della Dott.ssa Lucie Gjoka

Buonasera, posso capire quanto sia difficile e frustrante questa situazione per lei , essere genitori è il lavoro più difficile al mondo, suo figlio sta attraversando una fase di sviluppo molto comune per la sua fascia di età .

La cosa che consiglio è di farsi percepire il più tranquilla possibile da suo figlio e di non arrabbiarsi perchè se la vede agitata peggiora la situazione .

Cerchi di assecondarlo un pò i tempi di addormentamento si allungano crescendo , se vuole giocare lo lasci giocare un pochino poi crei un ambiente tranquillo e armonioso che gli permetta di rilassarsi e di addormentarsi in tranquillità.

Buona serata

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Dott.ssa Alessandra Munelli

Dott.ssa Alessandra Munelli

Viterbo

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