Bimbo 4 anni cambiamento

Tanja

Buongiorno Gentili Dottori, Vi contatto per avere un veloce consulto sul comportamento del mio primogenito di quasi 4 anni. È un bimbo dolce, gentile, molto socievole, vivace, e spesso testardo. Da 2 mesi ho notato un grande cambiamento nel suo comportamento. È molto insistente su quello che vuole fare lui o pensa lui, è competitivo, non mi ascolta quando lo chiamo o gli chiedo di fare una cosa, è agitato fisicamente nel senso che continua a correre e saltare. Ha cambiato anche il modo di giocare, infatti spesso lancia i giochi, o li "distrugge". Mi chiede sempre con chi giocherà quel giorno. Quando andiamo al parco giochi sta molto attaccato ai bambini che ci sono per poter giocare insieme. Ho notato anche che ora è molto sfacciato, chiede sempre se può prendere i giochi di qualcuno, però prima chiedeva anche a me, ora invece va direttamente al sodo. Prima era molto più diffidente e timido. Io ho notato questo cambiamento 2 mesi fa e l ho associato alla fine dell asilo, ma non so se sia corretto. Sua sorella ha 5 mesi, la adora, la cerca, la rende partecipe e non ha mai usato gesti o toni brutti nei suoi confronti. Vi chiedo se questo suo cambiamento sia una fase normale dell età oppure se devo indagare con i medici per capire se ci sia altro sotto. Grazie mille

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buon pomeriggio Tania, capisco la sua preoccupazione e immagino voglia approfondire, comprendere questi comportamenti e aver delle strategie da mettere in atto in particolari situazioni.

L' età 4/5 anni è una fase in cui si sviluppa la comprensione sociale molto rapidamente, grazie al gruppo dei pari. Qui avviene lo scambio di regole, intenzioni, approvazione, reazione degli altri. È una fase complessa, per quanto interessante, varia e ricca ma necessita di controllo, regole, limiti da impostare in modo adeguato, quanto prima.

Provocazione, oppositivà possono essere interessanti per il piccolo che sperimenta. Quando rinforzate, reiterate e sviluppate nel tempo, possono diventare ingestibili. Non è possibile fare previsioni, ma certamente è necessario usare strategie educative che non reprimano l'iniziativa del bambino e più che altro lo orientino ad esprimersi nel modo adeguato.

Quando ritiene di voler approfondire, lavorare su strategie funzionali, modalità differenti di comunicare con il bambino e ritrovare la serenità, può contattarmi liberamente e richiedere un giorno disponibile.

Il colloquio online, è riservato, sicuro, flessibile. Inoltre rispetta le esigenze del genitore sempre molto impegnato e limitato negli spostamenti.

Sperando di esserle stata d'aiuto, le invio i miei saluti.

Dott.ssa Ursula Fortunato

 

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Gentile utente,
La rassicuro immediatamente dicendole che non c'è alcun bisogno di allarmarsi o di intraprendere indagini mediche, poiché ciò che descrive rientra perfettamente in una fisiologica, seppur faticosa, fase di transizione e adattamento. Il suo bambino sta affrontando contemporaneamente due grandissimi cambiamenti che, per il sistema nervoso di un bimbo di quattro anni, rappresentano un notevole carico emotivo.

Da un lato, la sua intuizione è correttissima: l'interruzione della routine dell'asilo gli ha tolto un'importante valvola di sfogo e il contenimento dato dalle regole scolastiche. Questo spiega la sua disperata e pressante ricerca di interazioni con i coetanei al parco e la nuova "sfacciataggine", che in realtà è solo un modo un po' goffo e irruento di ricreare quella socialità che gli manca. Dall'altro lato, c'è il delicatissimo tema della sorellina di cinque mesi. Anche se lui è estremamente dolce e non mostra una gelosia aperta verso di lei, l'iperattività motoria, la testardaggine, la disubbidienza e il gioco distruttivo sono il tipico linguaggio non verbale con cui i primogeniti scaricano la tensione. È il suo modo inconsapevole di richiamare costantemente la vostra attenzione e di gestire il fisiologico disorientamento dovuto alla perdita del ruolo di figlio unico.

Per aiutarlo a ritrovare il suo equilibrio, le suggerisco di ricavare ogni giorno uno spazio di tempo, anche solo venti o trenta minuti, da dedicare esclusivamente a lui, senza la presenza della sorellina. In quel momento lui deve essere l'assoluto protagonista. Parallelamente, non abbia timore di arginare i suoi comportamenti troppo agitati o distruttivi con dei "no" chiari, calmi e fermi. I bambini così piccoli, quando si sentono emotivamente scombussolati, hanno un profondo bisogno di testare i limiti per assicurarsi che i genitori siano ancora forti abbastanza da contenerli e proteggerli. Vedrà che, ripristinando la routine scolastica e garantendogli queste "isole" di tempo esclusivo, la situazione rientrerà con naturalezza.

Qualora sentisse il bisogno di esplorare meglio queste dinamiche o desiderasse uno spazio di confronto per gestire con più serenità questa fase di transizione del suo bambino, resto a sua completa disposizione. 

Un caro saluto

Dott.ssa Laura Corbelli

Dott.ssa Laura Corbelli

Reggio nell'Emilia

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Buongiorno,

Le manifestazioni che descrive, aumento dell'impulsività, condotta di gioco più fisica e "distruttiva", bisogno marcato di affermazione personale, ricerca attiva di pari al parco e risolutezza nell'interazione social, sono legati al convergere di due fattori principali: fase dello sviluppo e riassestamento sistemico familiare. Intorno ai 3-4 anni i bambini attraversano una fase cruciale di affermazione identitaria. Il passaggio da una dinamica di dipendenza/timidezza a una di maggiore intraprendenza è il segnale che il bambino sta testando la propria autonomia e i confini dell'ambiente surrounding. Dalle sue parole non emergono al momento campanelli d'allarme che giustifichino una consultazione specialistica o approfondimenti medici immediati. Si tratta di una fisiologica fase di crescita accentuata dalle recenti novità familiari e di routine. Se tuttavia questi comportamenti dovessero persistere nel tempo con estrema intensità anche dopo la ripresa della scuola dell'infanzia, o se dovessero insorgere regressioni marcate (es. nel sonno, nel controllo sfinterico o nel linguaggio), potrà parlarne serenamente al pediatra di libera scelta per un primo confronto di monitoraggio.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Cara Tanja,

il cambiamento che descrivi non è un segnale di qualcosa di “preoccupante”.

È il modo in cui un bambino di quasi quattro anni attraversa una fase di crescita molto intensa, sommata a due eventi che per lui sono enormi: la fine dell’asilo e l’arrivo di una sorellina. Anche se la ama, anche se è dolce con lei, anche se non mostra gelosia diretta, il suo mondo emotivo è stato comunque scosso. I bambini non reagiscono sempre con la gelosia esplicita: a volte reagiscono con un aumento dell’energia, della competizione, della ricerca di attenzione, del bisogno di contatto con gli altri bambini.

Quello che vedi oggi — l’insistenza, il non ascolto, la vivacità fisica, il correre e saltare senza sosta, il lanciare i giochi, il “distruggere” per gioco, il chiedere sempre con chi giocherà, l’essere più sfacciato nel chiedere i giochi degli altri — è un modo di dire: “Sto crescendo, sto cambiando, sto cercando il mio posto”. Non è un segnale di disagio clinico. È una fase evolutiva, amplificata dal fatto che l’asilo è finito e lui ha perso una routine che gli dava contenimento. Ora è più libero, più eccitato, più bisognoso di contatto sociale. E più bisognoso di sentirsi grande.

Il fatto che prima fosse più timido e ora più diretto non è un peggioramento. È un passaggio. I bambini intorno ai quattro anni iniziano a sperimentare il proprio potere sociale: vogliono giocare con gli altri, vogliono essere parte del gruppo, vogliono sentirsi competenti. E quando non hanno più la cornice dell’asilo, cercano quel contatto ovunque: al parco, con chiunque trovino. È un bisogno sano, anche se a volte appare “troppo”.

La sorellina, pur essendo amata, ha comunque cambiato gli equilibri. Lui non lo mostra con aggressività verso di lei, ma lo mostra con un aumento dell’energia e della ricerca di attenzione. È il suo modo di dire: “Ci sono anche io”. Non è un segnale di gelosia patologica. È un segnale di crescita.

Tanja, questo è un bambino che sta attraversando una fase.
Una fase normale, fisiologica, tipica della sua età.
Una fase che passa.
Una fase che non richiede medici, ma presenza, calma e confini chiari.

Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Gentile Tanja, buongiorno.

Leggendo questo suo messaggio alla luce di quello successivo sul sonno, il quadro generale diventa molto chiaro. La rassicuro subito: non c'è motivo di allarmarsi o di pensare a indagini mediche. Quella che descrive è una fase fisiologica di transizione e di forte sfogo emotivo.

A quasi 4 anni, i bambini non hanno gli strumenti per esprimere a parole lo stress o la confusione. I cambiamenti comportamentali che nota (agitazione motoria, aggressività sui giochi, opposizione e ricerca ossessiva dei coetanei) sono il suo modo di comunicare una fatica interiore. Anche se adora la sorellina, il suo arrivo ha stravolto gli equilibri familiari, e in più la fine dell'asilo gli ha tolto improvvisamente la sua routine quotidiana e la sua valvola di sfogo sociale.

Ecco come può aiutarlo a ritrovare il suo centro:

  • Contenere con calma e fermezza: Quando lancia i giochi o ignora i richiami, ponga limiti chiari ma senza rabbia (es. "Vedo che hai tanta energia, ma i giochi non si lanciano. Se vuoi tirare qualcosa, usiamo la palla fuori").
  • Canalizzare l'energia: Assecondi il suo bisogno fisiologico di socialità e di sfogo fisico portandolo spesso al parco o organizzando pomeriggi con i compagni di asilo.
  • Decodificare l'iperattivitá: Spesso questa estrema esuberanza e la sfacciataggine sono solo un modo per attirare l'attenzione su di sé , per riaffermare la propria presenza ora che l'ambiente familiare è cambiato.

I segnali del giorno e i risvegli della notte sono due facce della stessa medaglia: la richiesta di sicurezza di fronte a tanti cambiamenti. Se vuole, la aspetto online molto volentieri per un consulto; potremmo unire questi elementi e strutturare insieme la strategia migliore per affrontare questo periodo.

Dott.ssa Marika Farella

Dott.ssa Marika Farella

Bari

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