Come affrontare la richiesta del figlio

Francesca

Buonasera, sono separata da 4 anni e ho un figlio di 10 anni che vive con me e il mio nuovo compagno. Vedo, ultimamente, che parla poco con me e richiede tanto la presenza di amici. Il padre, dopo la separazione, è stato poco presente fisicamente per via del lavoro, solo continue telefonate e messaggi. Non abbiamo un buon rapporto per via che non si è mai preoccupato di adempiere ai suoi doveri (presenza, scuola, mantenimento, spese), ma solo di pensare a regali e divertimento. Oggi il bambino chiede di passare più tempo con il padre e non mi sono opposta, anche se non potete immaginare il dolore nell’ascoltare le sue richieste. Lo so che a 10 anni forse non è in grado di decidere, ma ha fatto una richiesta molto chiara e non credo sia giusto dirgli di no. Ma non so proprio come reagire a questa richiesta e non riesco neanche a valutare se sia per interesse di divertimento o gioco o davvero se è interessato a stare più con il padre, anche perché lavorando lo lascerebbe da amici. Quindi non avrebbe comunque tempo di occuparsene. Consigli? Grazie mille.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buonasera Francesca,
da quello che racconti si sente quanto tu sia presente e attenta come madre… e anche quanto questa situazione ti stia toccando profondamente. Da una parte stai cercando di proteggere tuo figlio, dall’altra stai facendo uno sforzo importante nel rispettare un suo bisogno, anche quando questo ti fa male. Non è affatto semplice stare in questo equilibrio. A 10 anni i bambini iniziano a cercare spazi propri e figure diverse, e spesso il desiderio verso il genitore meno presente non è solo “divertimento”, ma anche curiosità, bisogno di completare qualcosa, di capire meglio quel legame. Più che capire subito se sia “giusto o sbagliato”, forse può essere utile fermarsi un momento su di te. Ti lascio una domanda, se ti va di portarla con te: "cosa ti fa più male davvero in questa richiesta di tuo figlio?"
Perché lì, spesso, si trova anche la chiave per capire come muoversi con lui, senza andare contro di te. Se vuoi, possiamo approfondire insieme come accompagnarlo in questa fase senza perdere il vostro legame.

 

Michele dott. Fratellanza 

Buongiorno Francesca,

dalla situazione da lei descritta il mio compito non potrà essere darle un suggerimento su cosa fare o non fare poiché la situazione richiede di essere compresa a pieno, capire se ci sono altre situazioni specifiche per cui lei è preoccupata di lasciare suo figlio con il padre e dare modo a lei di capire cosa sia meglio per voi. Possiamo, tuttavia, riflettere su cosa la preoccupa maggiormente delle richieste di suo figlio. È una preoccupazione realistica per suo figlio oppure è qualcosa che porta dispiacere a lei nello specifico? Quale valore ha per lei accogliere la richiesta di suo figlio di stare più col padre?

Oltre al rispondersi a queste domande, mi rendo disponibile se ha piacere di approfondire meglio la tematica con una professionista e comprendere cosa può far stare meglio lei e, di conseguenza, anche suo figlio.

Le auguro una buona giornata,

Dott.ssa Giorgia Armeli

Dott.ssa Giorgia Armeli

Dott.ssa Giorgia Armeli

Forlì-Cesena

La Dott.ssa Giorgia Armeli offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Francesca la richiesta di tuo figlio  è comprensibile e anche piuttosto frequente nelle situazioni di separazione, perchè quando un genitore è stato meno presente nel quotidiano, può accadere che il bambino sviluppi curiosità.  Non significa necessariamente che stia scegliendo “l’altro genitore” al posto tuo, né che il vostro rapporto sia in crisi.

Spesso, in questa età, i bambini iniziano a percepire in modo più chiaro la propria identità e il proprio posto nella famiglia. Il desiderio di stare di più con il padre può avere diverse motivazioni che convivono tra loro:

  • bisogno di conoscere meglio il padre e sentirlo più vicino

  • desiderio di non perdere il legame con lui

  • attrazione per momenti percepiti come più leggeri o divertenti

  • bisogno di sentirsi libero di amare entrambi i genitori senza conflitto di lealtà

  • ricerca di una figura maschile di riferimento, che diventa più significativa proprio intorno a questa fase evolutiva

  • curiosità verso un genitore meno presente nella routine quotidiana

È importante ricordare che il legame con un genitore non si costruisce solo sulla quantità di tempo, ma soprattutto sulla qualità della relazione nel tempo e il fatto che tuo figlio chieda di vedere di più il padre non riduce il valore del tuo ruolo, che rimane il punto di riferimento stabile della sua vita quotidiana.

Comprendo però quanto questa richiesta possa far male, soprattutto se senti che il padre non si è assunto pienamente le sue responsabilità. Il dolore che descrivi è molto umano: può riattivare vissuti di ingiustizia, di fatica sostenuta da sola per anni, e forse anche il timore di non essere riconosciuta nel tuo impegno.

Nello stesso tempo, è legittimo che tu voglia capire quanto il padre sia concretamente disponibile, perché il rischio di delusione per tuo figlio potrebbe essere un elemento da considerare. Un elemento importante: a 10 anni un bambino può esprimere preferenze, ma ha ancora bisogno che gli adulti mantengano la responsabilità delle decisioni organizzative, proteggendolo da eventuali instabilità.


Quindi devi pensare che la sua richiesta non implica una perdita del vostro legame, ma probabilmente il bisogno di integrare la figura paterna nella sua crescita e che tu puoi sempre vigilare su di lui e sulle sue reazioni. Un cordiale saluto 


Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa Clinica- Voice Dialogue- Sogni

Dott.ssa Marzia Mazzavillani

Dott.ssa Marzia Mazzavillani

Forlì-Cesena

La Dott.ssa Marzia Mazzavillani offre supporto psicologico anche online

Gentile sig.ra, 

dalle parole che leggo mi sembra di capire che lei sia preoccupata rispetto alla qualità del tempo che suo figlio vivrebbe col padre e ha dei dubbi circa la motivazione della richiesta di suo figlio: "per svago personale o perché si vuole avvicinare al padre?". Al di là della relazione passata tra lei e il suo ex, e al di là dei possibili conflitti in sospeso tra voi, penso che sia corretto che suo figlio conosca meglio il padre e che possa scegliere. Posso comprendere il suo stato d'animo e il suo desiderio di proteggere suo figlio. A un certo punto però lui dovrà avere una sua visione della situazione, che non è detto che coincida con la sua e nemmeno con quella del suo ex. Ha fatto bene a non impedirglielo. Le consiglio in questo caso di provare a lavorare sulle sue paure, per altro assolutamente comprensibili.

Cordialmente,

Raffaelka Ceccarelli

Dott.ssa Raffaella Ceccarelli

Dott.ssa Raffaella Ceccarelli

Forlì-Cesena

La Dott.ssa Raffaella Ceccarelli offre supporto psicologico anche online

Francesca, quello che stai vivendo tocca un punto molto delicato per ogni madre: vedere un figlio che si allontana un po’, che chiede altro, che cerca il padre proprio quando tu sei stata quella presente, stabile, quotidiana. È normale che faccia male, e non c’è nulla di sbagliato nel provare questa fitta.

Allo stesso tempo, quello che sta succedendo a tuo figlio è comprensibile per la sua età. A dieci anni i bambini iniziano a guardare fuori, cercano figure maschili di riferimento, vogliono sentirsi “grandi”, e spesso idealizzano il genitore meno presente perché rappresenta il divertimento, la leggerezza, la parte “speciale” della relazione. Non significa che ti voglia meno bene, né che stia scegliendo il padre “contro” di te. Sta solo cercando di capire chi è, e lo fa attraverso le persone che ha intorno.

Il fatto che tu non ti sia opposta è un gesto di grande maturità: gli hai mostrato che i suoi bisogni possono essere ascoltati senza trasformarli in un conflitto. Questo lo aiuta a sentirsi libero e sicuro.

Il punto ora non è stabilire se lui voglia il padre per il divertimento o per un reale bisogno affettivo. A quest’età le due cose si mescolano. Quello che puoi fare tu è restare il suo punto fermo: la casa dove può parlare, dove può essere accolto, dove non deve “scegliere”.

E puoi anche proteggerti da un’aspettativa che non dipende da te: se il padre non ha tempo o non sa occuparsene davvero, tuo figlio lo capirà da solo, senza che tu debba dirglielo. I bambini osservano, registrano, mettono insieme i pezzi con una lucidità sorprendente.

Tu continua a offrirgli presenza, ascolto e confini chiari. Non devi competere con nessuno. Devi solo restare la sua base sicura, quella che c’è sempre, anche quando lui attraversa fasi in cui sembra più distante.

Ti sostengo e ti abbraccio 

Dottoressa Arianna Bagnini 

Psicologa Clinica- del Lavoro

Risorse Umane- Organizzazioni 

Ricevo Online