Tanja, quello che descrivi è una reazione molto comune nei bambini che diventano fratelli maggiori. Anche se con la sorellina è dolce e attento, con voi sta mostrando tutta la fatica emotiva che non riesce a esprimere a parole. È come se dicesse: “Sono contento della sorella, ma ho paura di perdere il mio posto”.
In pochi giorni ha affrontato un cambiamento enorme: una nuova bambina in casa, meno attenzioni esclusive, nuove routine. A tre anni e mezzo non ha ancora gli strumenti per capire cosa prova, quindi lo esprime con il corpo: disubbidienza, urla, opposizione, lanci di oggetti. Non è cattiveria, non è mancanza di educazione. È un modo per chiedere contenimento e rassicurazione.
La cosa più importante ora è non leggerlo come “non è più il bambino educato di prima”, ma come un bambino che sta cercando di ritrovare equilibrio. Arrabbiarsi molto con lui rischia di aumentare la sua confusione, perché lui stesso non capisce perché si comporta così.
Quello che potete fare è offrirgli fermezza e calma insieme: poche regole chiare, ripetute sempre nello stesso modo, e allo stesso tempo momenti esclusivi solo per lui, anche brevi, in cui sente che ha ancora un posto speciale. Quando ha uno scatto di rabbia, potete contenerlo con voce bassa e ferma, senza entrare nella lotta di potere, e riportarlo alla calma prima di spiegare cosa non va.
Questa fase non è un segnale che qualcosa non va nella relazione con la sorella, anzi: il fatto che con lei sia delicato è un ottimo segno. Sta solo sfogando con voi, che siete il suo porto sicuro, la fatica di un cambiamento enorme.
Con un po’ di tempo, coerenza e rassicurazioni, questa tempesta si placa. E se la situazione dovesse diventare troppo pesante, un breve confronto con uno psicologo dell’età evolutiva può aiutarvi a trovare strategie su misura per lui. Non siete soli in questo passaggio.
Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica- del Lavoro
Risorse umane- Organizzazioni
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