Diventare fratelli maggiori

Tanja

Buongiorno Gentili Dottori, Vi chiedo un parere circa il comportamento di mio figlio di 3,5 anni inserto qualche giorno fa. Da 5 giorni è diventato fratello maggiore, lui è molto delicato con la sorella e ne parla bene, con noi genitori invece è molto disubbidiente, urla sempre, risponde male, anche se viene ripreso continua a fare quello che gli pare. Non è un comportamento che lui di solito ha, è sempre stato un bambino educato , gentile e rispettoso. Noi ci arrabbiamo molto con lui adesso proprio perche sappiamo che lui non è cosi di solito. È un comportamento riconducibile all arrivo della sorella? Anche se con lei si comporta bene? Come ci dobbiamo comportare quando ha questi scatti di rabbia nei nostri confronti? Quando non ci ubbidisce, urla e lancia oggetti? Grazie mille Tanja

4 risposte degli esperti per questa domanda

Tanja, quello che descrivi è una reazione molto comune nei bambini che diventano fratelli maggiori. Anche se con la sorellina è dolce e attento, con voi sta mostrando tutta la fatica emotiva che non riesce a esprimere a parole. È come se dicesse: “Sono contento della sorella, ma ho paura di perdere il mio posto”.

In pochi giorni ha affrontato un cambiamento enorme: una nuova bambina in casa, meno attenzioni esclusive, nuove routine. A tre anni e mezzo non ha ancora gli strumenti per capire cosa prova, quindi lo esprime con il corpo: disubbidienza, urla, opposizione, lanci di oggetti. Non è cattiveria, non è mancanza di educazione. È un modo per chiedere contenimento e rassicurazione.

La cosa più importante ora è non leggerlo come “non è più il bambino educato di prima”, ma come un bambino che sta cercando di ritrovare equilibrio. Arrabbiarsi molto con lui rischia di aumentare la sua confusione, perché lui stesso non capisce perché si comporta così.

Quello che potete fare è offrirgli fermezza e calma insieme: poche regole chiare, ripetute sempre nello stesso modo, e allo stesso tempo momenti esclusivi solo per lui, anche brevi, in cui sente che ha ancora un posto speciale. Quando ha uno scatto di rabbia, potete contenerlo con voce bassa e ferma, senza entrare nella lotta di potere, e riportarlo alla calma prima di spiegare cosa non va.

Questa fase non è un segnale che qualcosa non va nella relazione con la sorella, anzi: il fatto che con lei sia delicato è un ottimo segno. Sta solo sfogando con voi, che siete il suo porto sicuro, la fatica di un cambiamento enorme.

Con un po’ di tempo, coerenza e rassicurazioni, questa tempesta si placa. E se la situazione dovesse diventare troppo pesante, un breve confronto con uno psicologo dell’età evolutiva può aiutarvi a trovare strategie su misura per lui. Non siete soli in questo passaggio.

Un caro saluto 

Dottoressa Arianna Bagnini 

Psicologa Clinica- del Lavoro

Risorse umane- Organizzazioni 

Ricevo Online 

Gent.ma Tanja, la ringrazio innanzitutto per la condivisione.

La situazione che Lei descrive può accadere comunemente in momenti caratterizzati da un forte cambiamento all'interno del nucleo familiare, come accade in questo caso all’arrivo di una sorellina. Vostro figlio, sebbene con la sorellina si comporti amorevolmente, è probabilmente spaventato da questa rivoluzione familiare: se prima era lui il solo a ricevere attenzioni, cura, affetto, momenti di gioco ecc...adesso è arrivato il momento di condividere tutto ciò. Questi processi di cambiamento non sono automatici e va compresa l’emozione di fondo ai comportamenti rabbiosi verso i genitori. Probabilmente ha paura di perdere il suo posto unico e di non sentirsi preso in considerazione come prima, di perdere il rapporto che prima c’era tra voi. Sebbene sia importante condividere tutti e quattro dei momenti insieme e favorire il contatto con la sorellina, è altrettanto importante far sentire compreso il fratello maggiore nelle sue emozioni attuali, quali paura e frustrazione, che il bambino esprime manifestando rabbia verso di voi. Essendo un bambino piccolo non ha altre risorse per manifestare quello che sente in una maniera diversa da quella che mette in atto, è il suo modo di comunicarvi tale frustrazione e paura.

Potreste riservare dei momenti unici per lui in modo da trasmettergli che questo cambiamento non comporta una perdita completa del suo spazio con voi, rassicurarlo rispetto alle paure che non sta esprimendo verbalmente, con la vostra presenza e comprensione. Si tratta di fasi delicate all’interno dell’assetto familiare ma con le giuste attenzioni possono essere attraversate in maniera serena. Se doveste avere bisogno di un sostegno strutturato potreste pensare di rivolgervi ad un/a specialista della salute mentale.

Le auguro buona fortuna!

Distinti saluti

Dott.ssa Flavia Maietti 

Dott.ssa Flavia Maietti

Dott.ssa Flavia Maietti

Roma

La Dott.ssa Flavia Maietti offre supporto psicologico anche online

Cara Tanja, innanzitutto congratulazioni per questa nuova nascita che porta sempre una grande gioia, ma anche una rivoluzione negli equilibri di tutta la famiglia. È assolutamente normale sentirsi disorientati di fronte al cambiamento repentino del proprio bambino, ma posso rassicurarla dicendole che il comportamento di suo figlio è un segnale molto comune e, per certi versi, paradossalmente positivo. Il fatto che lui sia dolce con la sorellina dimostra che ha già sviluppato un forte legame affettivo, ma a tre anni e mezzo non possiede ancora gli strumenti emotivi per elaborare la paura di aver perso il suo posto esclusivo nel vostro cuore. Quando urla, lancia oggetti o vi sfida, non lo fa per mancanza di educazione, ma per testare la tenuta del vostro legame: sta cercando di capire se, nonostante l'arrivo della "concorrenza", voi siete ancora lì per lui, pronti ad accoglierlo anche quando è "brutto e cattivo". In questa fase, reagire con molta rabbia rischia di confermare il suo timore, ovvero che la piccola sia la causa della vostra severità. Il mio consiglio è di provare a "leggere" oltre il capriccio, normalizzando i suoi sentimenti di gelosia con frasi come "capisco che sei arrabbiato perché ora devo occuparmi della piccola, è faticoso aspettare". Cercate di ritagliarvi anche solo dieci minuti di esclusività totale con lui, senza la neonata, per ricordargli che il suo spazio è salvo. Se avesse bisogno di strategie più specifiche per gestire questi momenti di crisi e ritrovare la serenità familiare, sarei felice di accompagnarvi in questo delicato passaggio attraverso una consulenza dedicata.

Buongiorno Tanja. Sì, il comportamento che descrive è molto collegato all’arrivo della sorellina. A 3 anni e mezzo i bambini non hanno ancora gli strumenti per esprimere emozioni complesse come gelosia, paura di perdere l’attenzione o bisogno di rassicurazione. Spesso queste emozioni non emergono verso il fratellino, ma vengono “scaricate” sui genitori, che rappresentano una base sicura. In altre parole, si permette di mostrarsi più oppositivo proprio perché si fida di voi.
Questi comportamenti (urla, disobbedienza, lanciare oggetti) possono essere un modo per dire: “guardatemi”, “ho bisogno di voi”, anche se lo fa in modo faticoso.
Alcuni suggerimenti: cercate di ritagliare ogni giorno anche solo pochi minuti di tempo esclusivo con lui; riconoscete le sue emozioni (“so che sei arrabbiato”, “è difficile condividere mamma e papà”); mantenete regole chiare e coerenti, senza irrigidirvi troppo ma neanche lasciar correre tutto; cercate, quando possibile, di non rispondere solo con la rabbia, ma con fermezza e calma
È una fase delicata ma generalmente transitoria, che con il giusto contenimento e rassicurazione tende a ridursi. Se dovesse persistere o intensificarsi, può essere utile un supporto più approfondito, ma per ora ciò che osservate rientra in una reazione comprensibile. Io rimango a disposizione.

Un caro saluto

Dott.ssa Laura Della Torre